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25/02/2017 22:53Daniele PasseriniCome ti risolvo i problemi di Roma in meno di 13 minuti - Verso un’ecologia della mente…Post di Alessandro PepeIl 22 Febbraio 2017, alle 11.35am ho risolto i problemi di Roma. O meglio ho risolto la questione della percezione dello sporco di questa città, che stando alle statistiche è la prima questione sensibile secondo i cittadini romani. Sporco inteso non solo come immondizia nei cassonetti, ma quel senso diffuso di non pulito. Ci sono ancora le questioni dei mezzi pubblici, del degrado culturale, del traffico, della corruzione ma sono convinto che tutti questi temi verrano risolti a seguire.Quanto tempo ci  è voluto? quanto mi è costato?Se consideriamo anche il tempo per l’approvvigionamento materiale e per la campagna promozionale circa 26.10 minuti. Ma va considerato che di questi 12.25  minuti sono stati utilizzati per l’acquisto dell’attrezzatura, quindi una tantum.Il costo sostenuto è stato di 7.50 euro, al momento finanziato da una ditta privata (me stesso) ma conto di trovare in futuro finanziatori esterni.Ma partiamo dall'inizio.La percezione della sporcizia a Roma più che dai cassonetti pieni e dai frigoriferi è data da una monnezza minuta, tra gli interstizi, tra i gradini dei marciapiedi, fatta di materiale urbano di risulta di varia natura: bottigliette di plastica, carta di giornale, depliant pubblicitari, cicche di sigarette, escrementi di cane, etc… È in questa zona di confine che si annida lo sporco più ostinato ed è proprio lì che percepiamo quel senso di impotenza, dove ci sentiamo inferiori rispetto agli svizzeri, ai tedeschi e agli emiliani.  Abito al Pigneto, quartiere semiperiferico di Roma, da alcuni considerato il Greenwich Village romano, da altri un immondezzaio a cielo aperto. Io mi ci trovo bene. Ha i suoi problemi, ma si respira (oltre alla monnezza) un sano senso di comunità. Anche se…Abito precisamente in via Ettore Giovenale 44. Proprio al confine con la movida e dove inizia una sconnessa ma simpatica area residenziale. Ecco, succede che dal civico 44 al civico 52 (circa 32 metri di marciapiede) vi è un accumulo di sporcizia composta dagli elementi di cui sopra che a giudicare dalle incrostazioni sembrerebbe lì da qualche mese, sicuramente da prima dell’8 Dicembre (giorno del mio insediamento in questa zona). Non so perché proprio questo tratto di strada sia ignorato dall’AMA. Sta di fatto che un giorno mi dico: perché non scendere e pulire. Avevo programmato di spenderci un pomeriggio di un mio giorno libero, ma  in meno di 15 minuti ecco che ho sistemato un tratto di marciapiede di quasi 40 metri. A Roma è una bella giornata di sole, ho riempito mezzo sacco nero 80 x 120 e riciclato 6 bottiglie di vetro e 12 di plastica (il resto nell’indifferenziata).Intendiamoci, non sono un maniaco dell’ordine e sono pochissimo attento alla questione rifiuti e differenziata. Ho uno scarsissimo senso civico e sono in ritardo di 3 mesi con la rata condominiale.Ma una volta finito il lavoro mi sono fermato a fare due conti. Correggetemi se sbaglio: se lo 0,6% dei cittadini romani dedicasse 15 minuti alla settimana alla pulizia delle strade, Roma non splenderebbe più di Zurigo? Non è forse in questa dimensione atomica del problema che si scatena la reazione nucleare della moderna potenziale democrazia partecipata? Ipotizzate che per magia ci si fermasse un attimo e invece di condividere il video del cane che rutta si decidesse di mettersi in gioco per qualche minuto? Quale sarebbe la risultante esponenziale di quest’equazione? Qui non si tratta di fare una rivoluzione, ma di dirigerla, perché la rivoluzione in termini tecnici c’è già, solo che è una forza in potenza e non in atto.In fondo e proprio su questi temi che ci si scontra oggi. Forse è proprio qui che avviene il cambio di paradigma.La settimana prossima metto a disposizione della collettività altri 12 minuti e ad Aprile, precisamente Domenica 23 alle ore 11am, il mio locale per un incontro tra gli amici del blog 22 passi per parlare di:Vino, archeologia, LENR, democrazia partecipata, filiere produttive, cibernetica, paradigmi, etc... e ancora vino.Appuntamento alla Rimessa RoscioliVia del Conservatorio 58, Roma (max 40 posti)Ci saranno video proiezioni, dibattiti e incontri sullo scibile umano senza discriminazione alcuna.A presto!Alessandro Pepe 9
22/02/2017 18:16Daniele PasseriniIl diritto di contare (Hidden Figures, 2016)Ieri ho avuto l'opportunità di vedere in anteprima Il diritto di contare, film statunitense del 2016, che verrà distribuito nei cinema italiani a partire dall'8 marzo 2017, giornata internazionale della donna. Diciamo subito che si tratta di una storia vera, tratta dal libro Hidden Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space Race di Margot Lee Shetterly, pubblicato in Italia da HarperCollins col titolo Il diritto di contare (traduzione che non tradisce lo spirito dell'opera).L'autrice è figlia di uno scienziato dei laboratori NASA di Langley e questo l'ha sicuramente aiutata a rievocare il contesto storico del libro: gli anni della guerra fredda, la corsa allo spazio con gli USA a rincorrere l'Unione Sovietica, il programma Mercury e il primo volo orbitale di John Glenn (10 mesi dopo l'exploit di Gagarin), i primi computer IBM che occupavano stanze intere (e che, anche smontati, non passavano per le porte!). Ma anche gli anni in cui la segregazione razziale era ancora la norma in molti stati USA, tra cui appunto la Florida, e le pari opportunità tra uomini e donne erano ancora molto in là dal venire, cosicché essere donna di colore significava scontrarsi contro i pregiudizi due volte, vuoi nella vita quotidiana (persino fare la pipì diventava un problema!), vuoi nell'ambito dello studio, vuoi nell'ambito del lavoro, anche quello altamente specializzato della NASA.Vi sembra un pout pourri? Troppe cose per riuscire a funzionare insieme? Invece il film (e suppongo ancora di più il libro) ci riesce in modo appassionante, restituendoci uno spaccato dei primi anni '60 attraverso la vita di tre matematiche di colore che lavoravano al Centro Ricerche di Langley, Katherine Johnson (classe 1918), Dorothy Vaughan (1910-2008), Mary Jackson (1921-2005), tre amiche e colleghe che sono state capaci, ciascuna di loro, di primeggiare in un determinato campo scientifico-tecnologico all'interno della NASA:al fondamentale contributo dato da Katherine Johnson alla navigazione spaziale è debitore l'intero programma spaziale americano (Programmi Mercury, Gemini, Apollo, Shuttle ecc.);Dorothy Vaughan è stata la prima donna afro-americana a essere riconosciuta responsabile di un gruppo di lavoro NASA, nonché pioniera della programmazione FORTRAN dei sistemi mainframe;Mary Jackson a sua volta è stata la prima donna afro-americana a conseguire la laurea in ingegneria (fino ad allora alle persone di colore non era consentito accedere a questo titolo di studio) grazie al quale ha condotto importanti ricerche nel campo dell'aerodinamica.Se tutto questo non vi basta per incuriosirvi, aggiungo che:il film si presenta alla notte degli Oscar 2017 con tre candidature, al Miglior film, alla Migliore sceneggiatura non originale e alla Miglior attrice non protagonista - per il ruolo di Dorothy Vaughan - a Octavia Spencer (già vincitrice della medesima statuetta nel 2012 grazie alla sua indimenticabile performance in The Help);la protagonista Katherine Johnson è magistralmente interpretata da Taraji P. Henson, che ha sfiorato l'Oscar 2009 alla Miglior attrice non protagonista con il film Il curioso caso di Benjamin Button;nel film riveste un ruolo importante Kevin Costner, con una interpretazione finalmente degna dei suoi tempi migliori;per ultimo la colonna sonora è opera dell'immancabile Hans Zimmer e vede la partecipazione di un mattatore di hit qual è Pharrell Williams.Buona visione al cinema dall'8 marzo in poi.1
22/02/2017 18:16Daniele PasseriniIl diritto di contare (Hidden Figures, 2016)Ieri ho avuto l'opportunità di vedere in anteprima Il diritto di contare, film statunitense del 2016, che verrà distribuito nei cinema italiani a partire dall'8 marzo 2017, giornata internazionale della donna. Diciamo subito che si tratta di una storia vera, tratta dal libro Hidden Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space Race di Margot Lee Shetterly, pubblicato in Italia da HarperCollins col titolo Il diritto di contare (traduzione che non tradisce lo spirito dell'opera).L'autrice è figlia di uno scienziato dei laboratori NASA di Langley e questo l'ha sicuramente aiutata a rievocare il contesto storico del libro: gli anni della guerra fredda, la corsa allo spazio con gli USA a rincorrere l'Unione Sovietica, il programma Mercury e il primo volo orbitale di John Glenn (10 mesi dopo l'exploit di Gagarin), i primi computer IBM che occupavano stanze intere (e che, anche smontati, non passavano per le porte!). Ma anche gli anni in cui la segregazione razziale era ancora la norma in molti stati USA, tra cui appunto la Florida, e le pari opportunità tra uomini e donne erano ancora molto in là dal venire, cosicché essere donna di colore significava scontrarsi contro i pregiudizi due volte, vuoi nella vita quotidiana (persino fare la pipì diventava un problema!), vuoi nell'ambito dello studio, vuoi nell'ambito del lavoro, anche quello altamente specializzato della NASA.Vi sembra un pout pourri? Troppe cose per riuscire a funzionare insieme? Invece il film (e suppongo ancora di più il libro) ci riesce in modo appassionante, restituendoci uno spaccato dei primi anni '60 attraverso la vita di tre matematiche di colore che lavoravano al Centro Ricerche di Langley, Katherine Johnson (classe 1918), Dorothy Vaughan (1910-2008), Mary Jackson (1921-2005), tre amiche e colleghe che sono state capaci, ciascuna di loro, di primeggiare in un determinato campo scientifico-tecnologico all'interno della NASA:al fondamentale contributo dato da Katherine Johnson alla navigazione spaziale è debitore l'intero programma spaziale americano (Programmi Mercury, Gemini, Apollo, Shuttle ecc.);Dorothy Vaughan è stata la prima donna afro-americana a essere riconosciuta responsabile di un gruppo di lavoro NASA, nonché pioniera della programmazione FORTRAN dei sistemi mainframe;Mary Jackson a sua volta è stata la prima donna afro-americana a conseguire la laurea in ingegneria (fino ad allora alle persone di colore non era consentito accedere a questo titolo di studio) grazie al quale ha condotto importanti ricerche nel campo dell'aerodinamica.Se tutto questo non vi basta per incuriosirvi, aggiungo che:il film si presenta alla notte degli Oscar 2017 con tre candidature, al Miglior film, alla Migliore sceneggiatura non originale e alla Miglior attrice non protagonista - per il ruolo di Dorothy Vaughan - a Octavia Spencer (già vincitrice della medesima statuetta nel 2012 grazie alla sua indimenticabile performance in The Help);la protagonista Katherine Johnson è magistralmente interpretata da Taraji P. Henson, che ha sfiorato l'Oscar 2009 alla Miglior attrice non protagonista con il film Il curioso caso di Benjamin Button;nel film riveste un ruolo importante Kevin Costner, con una interpretazione finalmente degna dei suoi tempi migliori;per ultimo la colonna sonora è opera dell'immancabile Hans Zimmer e vede la partecipazione di un mattatore di hit qual è Pharrell Williams.Buona visione al cinema dall'8 marzo in poi.10
17/02/2017 14:42Daniele PasseriniImproved stability and performance of surface-modified Constantan wires, by chemical additions and Post di Francesco Celani  Cari Colleghi,ho il piacere di informarVi che il Nostro recente articolo sulle LENR, a seguito del Congresso ICCF20 tenutosi presso l'Università di Tohoku - Giappone (2-9 Ottobre 2016), ha ottenuto (dal Comitato Organizzativo) il PERMESSO di libera distribuzione, anticipata, anche in formato elettronico.Al documento, in allegato [download file], deve essere apposta la dicitura:"Pre-print submitted to ICCF20 Committee. To be, eventually, published in  the Proceedings of ICCF20".Il lavoro è stato apprezzato per l'elevato livello di "innovazione". Particolare attenzione è stata posta all'utilizzo, di fatto innovativo, del gas Xenon come co-catalizzatore dei fenomeni di AHE (Anomalous Heat Excess).Il Comitato Organizzatore si augura che tale innovativo lavoro sperimentale possa dare ulteriore impulso agli studi sulle LENR in generale, anche e soprattutto dal punto di vista tecnologico/applicativo.Grazie per la Vostra attenzione,Francesco CELANI18
17/02/2017 14:42Daniele PasseriniImproved stability and performance of surface-modified Constantan wires, by chemical additions and Post di Francesco Celani  Cari Colleghi,ho il piacere di informarVi che il Nostro recente articolo sulle LENR, a seguito del Congresso ICCF20 tenutosi presso l'Università di Tohoku - Giappone (2-9 Ottobre 2016), ha ottenuto (dal Comitato Organizzativo) il PERMESSO di libera distribuzione, anticipata, anche in formato elettronico.Al documento, in allegato [download file], deve essere apposta la dicitura:"Pre-print submitted to ICCF20 Committee. To be, eventually, published in  the Proceedings of ICCF20".Il lavoro è stato apprezzato per l'elevato livello di "innovazione". Particolare attenzione è stata posta all'utilizzo, di fatto innovativo, del gas Xenon come co-catalizzatore dei fenomeni di AHE (Anomalous Heat Excess).Il Comitato Organizzatore si augura che tale innovativo lavoro sperimentale possa dare ulteriore impulso agli studi sulle LENR in generale, anche e soprattutto dal punto di vista tecnologico/applicativo.Grazie per la Vostra attenzione,Francesco CELANI114
08/02/2017 19:09Daniele Passerini Le speranze sull'E-Cat possono ancora volare alto?Post di Daniele PasseriniOggi E-cat world ha scovato un documento interessante:https://drive.google.com/open?id=0BzKtdce19-wyNExpQnhuMzVieFkLa Boeing è stata chiamata a deporre nel processo che oppone Andrea Rossi a Industrial Heat... in merito a cosa? Sappiamo solo che succederà domani 9 febbrario, alle 10:00 a.m., al Tribunale di Miami e che Andrea Rossi - secondo E-catworld - avrebbe chiesto che la deposizione venga segretata.Rif. http://www.e-catworld.com/2017/02/08/rossi-vs-industrial-heat-how-is-boeing-involved/Se aggiungiamo a questa notizia che gira da un po' la voce che la Boeing abbia testato l'E-Cat, qualche voletto pindarico si potrebbe fare.Allora "giochiamo" un po'.Cercando su google boeing + e-cat salta fuori questo link:What Is 787 Ecat? — Civil Aviation Forum | Airliners.netwww.airliners.net/aviation-forums/general_aviation/.../3998167 Boeing-787-8-Dreamliner/1356308/L/ You'll see in the upper left hand corner a room across the other side of the assembly hall, with a banner that says "787 ECAT" and a whole bunch of computers.Purtroppo il link conduce solo alla pagina generale del forum di Airliners, come se si trattasse di un commento cancellato successivamente alla sua pubblicazione, ma ancora indicizzato da Google. La fonte sembrerebbe un insider. Dunque, quale era il contenuto integrale del commento e perché è stato cancellato? ECAT associato al 787 Dreamliner è una mera sigla aeronautica di cui ignoriamo il significato o indica il reattore E-Cat di Andrea Rossi? P.S. ECAT = Electrical Corrective Action Team. Grazie Robbins! ;)0
08/02/2017 19:09Daniele Passerini Le speranze sull'E-Cat possono ancora volare alto?Post di Daniele PasseriniOggi E-cat world ha scovato un documento interessante:https://drive.google.com/open?id=0BzKtdce19-wyNExpQnhuMzVieFkLa Boeing è stata chiamata a deporre nel processo che oppone Andrea Rossi a Industrial Heat... in merito a cosa? Sappiamo solo che succederà domani 9 febbrario, alle 10:00 a.m., al Tribunale di Miami e che Andrea Rossi - secondo E-catworld - avrebbe chiesto che la deposizione venga segretata.Rif. http://www.e-catworld.com/2017/02/08/rossi-vs-industrial-heat-how-is-boeing-involved/Se aggiungiamo a questa notizia che gira da un po' la voce che la Boeing abbia testato l'E-Cat, qualche voletto pindarico si potrebbe fare.Allora "giochiamo" un po'.Cercando su google boeing + e-cat salta fuori questo link:What Is 787 Ecat? — Civil Aviation Forum | Airliners.netwww.airliners.net/aviation-forums/general_aviation/.../3998167 Boeing-787-8-Dreamliner/1356308/L/ You'll see in the upper left hand corner a room across the other side of the assembly hall, with a banner that says "787 ECAT" and a whole bunch of computers.Purtroppo il link conduce solo alla pagina generale del forum di Airliners, come se si trattasse di un commento cancellato successivamente alla sua pubblicazione, ma ancora indicizzato da Google. La fonte sembrerebbe un insider. Dunque, quale era il contenuto integrale del commento e perché è stato cancellato? ECAT associato al 787 Dreamliner è una mera sigla aeronautica di cui ignoriamo il significato o indica il reattore E-Cat di Andrea Rossi? 143
05/02/2017 00:00Daniele PasseriniÈ una questione di redistribuzione.post di Claudio RossiMentre con argomenti concreti sperimentati sul campo, Gino Strada dichiara (a ragione) che l’abolizione della guerra è l’unica e inevitabile possibilità per la soluzione dei conflitti, la situazione generale del mondo va prendendo una bruttissima piega; soprattutto per gli spostamenti epocali di masse umane che lasciano i propri paesi, dove è impossibile vivere in sicurezza o condurre una vita, per quanto modesta, almeno dignitosa.Un recentissimo e interessante libro di Maurizio Pallante e Alessandro Pertosa, nel sostenere con ottimi argomenti le ragioni di una decrescita “selettiva e governata” attribuisce le migrazioni all’esigenza dei paesi più industrializzati di disporre di crescente manodopera a buon mercato per rispondere all’incremento della domanda originato dalla globalizzazione.Su questo punto non sono affatto d’accordo: perché di pari passo con l’industrializzazione, i grandi paesi produttori hanno puntato sull’automazione e sulla tecnologia mirata a ridurre l’incidenza della manodopera per unità di prodotto, eventualmente spostando le fabbriche con produzioni a maggior contenuto di lavoro proprio là dove la manodopera è a minor prezzo e agendo, quindi, da freno al richiamo di manodopera dall’esterno. Appare invece evidente l’altro aspetto segnalato da Pallante e Pertosa che, per assicurarsi l’accesso a condizioni sempre più vantaggiose alle materie prime, i paesi produttori non hanno esitato a distruggere le fragili democrazie dei paesi poveri o a creare situazioni di guerra permanente aizzando le diversità religiose o tribali per garantirsi (divide et impera) un ruolo dominante dove sia possibile drenare ricchezze in cambio di armi, potere o protezioni.Inoltre la globalizzazione e l’ampliamento del mercato, tanto invocato dai sacerdoti della “crescita” come panacea di tutti i problemi, ha irresponsabilmente operato una redistribuzione a rovescio concentrando sempre più la ricchezza e diffondendo sempre più la povertà.Infine le politiche restrittive di stampo liberista mirate a conservare il potere della ricchezza finanziaria (cartacea) hanno comportato un aumento della povertà anche all’interno degli stessi paesi “ricchi”.Lo spostamento delle masse dei diseredati e l’insoddisfazione delle classi impoverite si originano principalmente da queste politiche irresponsabili e stanno creando una miscela esplosiva ben alimentata da chi auspica una guerra tra poveri e soffia sul fuoco dei populismi, dei nazionalismi e dell’intolleranza, ma ovviamente senza far nulla per rimuovere le vere cause dei guasti prodotti. 0
05/02/2017 00:00Daniele PasseriniÈ una questione di redistribuzione.post di Claudio RossiMentre con argomenti concreti sperimentati sul campo, Gino Strada dichiara (a ragione) che l’abolizione della guerra è l’unica e inevitabile possibilità per la soluzione dei conflitti, la situazione generale del mondo va prendendo una bruttissima piega; soprattutto per gli spostamenti epocali di masse umane che lasciano i propri paesi, dove è impossibile vivere in sicurezza o condurre una vita, per quanto modesta, almeno dignitosa.Un recentissimo e interessante libro di Maurizio Pallante e Alessandro Pertosa, nel sostenere con ottimi argomenti le ragioni di una decrescita “selettiva e governata” attribuisce le migrazioni all’esigenza dei paesi più industrializzati di disporre di crescente manodopera a buon mercato per rispondere all’incremento della domanda originato dalla globalizzazione.Su questo punto non sono affatto d’accordo: perché di pari passo con l’industrializzazione, i grandi paesi produttori hanno puntato sull’automazione e sulla tecnologia mirata a ridurre l’incidenza della manodopera per unità di prodotto, eventualmente spostando le fabbriche con produzioni a maggior contenuto di lavoro proprio là dove la manodopera è a minor prezzo e agendo, quindi, da freno al richiamo di manodopera dall’esterno. Appare invece evidente l’altro aspetto segnalato da Pallante e Pertosa che, per assicurarsi l’accesso a condizioni sempre più vantaggiose alle materie prime, i paesi produttori non hanno esitato a distruggere le fragili democrazie dei paesi poveri o a creare situazioni di guerra permanente aizzando le diversità religiose o tribali per garantirsi (divide et impera) un ruolo dominante dove sia possibile drenare ricchezze in cambio di armi, potere o protezioni.Inoltre la globalizzazione e l’ampliamento del mercato, tanto invocato dai sacerdoti della “crescita” come panacea di tutti i problemi, ha irresponsabilmente operato una redistribuzione a rovescio concentrando sempre più la ricchezza e diffondendo sempre più la povertà.Infine le politiche restrittive di stampo liberista mirate a conservare il potere della ricchezza finanziaria (cartacea) hanno comportato un aumento della povertà anche all’interno degli stessi paesi “ricchi”.Lo spostamento delle masse dei diseredati e l’insoddisfazione delle classi impoverite si originano principalmente da queste politiche irresponsabili e stanno creando una miscela esplosiva ben alimentata da chi auspica una guerra tra poveri e soffia sul fuoco dei populismi, dei nazionalismi e dell’intolleranza, ma ovviamente senza far nulla per rimuovere le vere cause dei guasti prodotti. 22
26/01/2017 19:53Daniele PasseriniConsiderazioni personali su eziopatogenesi e cura del cancropost di Vincenzo BonomoCento anni fa gli italiani quasi non sapevano cosa fosse il cancro, le cellule non "impazzivano" ed i conflitti interiori rimanevano tranquillamente irrisolti senza fare grossi danni. Ora invece l'incubo di questa malattia ci accompagna tutti quotidianamente (direttamente o indirettamente). I nostri antenati avevano uno stile di vita frugale con una dieta a base di vegetali e frutta, pochi carboidrati e ancor meno proteine di origine animale provenienti da un ambiente praticamente incontaminato. Oggi invece è esattamente il contrario (date uno sguardo nel vostro frigo) con grande abbondanza di proteine animali e carboidrati (semplici e complessi) fortemente acidificanti e scarse verdure e frutta perdipiù provenienti da ecosistemi gravemente inquinati. I picchi glicemici (la "benzina" dei tumori) una volta erano rari e rapidamente riassorbiti dal duro lavoro manuale (in casa e fuori) e dalla consuetudine di spostarsi a piedi o in bicicletta, mentre oggi l'iperglicemia ci accompagna spesso durante le giornate, amplificata dal fatto che la fatica fisica sul lavoro è molto rara, gli elettrodomestici ci sono di grande ausilio e l'automobile è diventata praticamente una nostra protesi. Queste semplici considerazioni mi inducono a pensare che la teoria "dell'impazzimento" delle cellule è perfettamente funzionale agli interessi delle Case farmaceutiche che lucrano sui chemioterapici, ma è talmente aspecifica ed aleatoria che ritengo maggiormente plausibile la teoria del premio Nobel Otto H. Warburg sull'interrelazione fra acidosi del corpo e cancro. La Natura è implacabile e non fa sconti a nessuno per cui, una volta superati certi parametri biochimici in cui il nostro corpo va in prolungata acidosi, Lei "interpreta" questa condizione come segnale di debolezza e premorienza (come se fossimo molto anziani e quindi alla fine del ciclo vitale) e quindi non fa altro che attivare gli strumenti a sua disposizione per degradare il nostro organismo (polvere eravamo e polvere dobbiamo tornare) fino agli elementi base che lo costituiscono, per farli rientrare nel grande ciclo naturale (esattamente come fa per esempio con un animale morto o un albero caduto). Questi strumenti sono i funghi (candida) già presenti nel nostro organismo e fino a quel momento non patogeni che, opportunisticamente, cercano di colonizzare specifici tessuti particolarmente infiammati ed indeboliti. Il tessuto "aggredito" tenta di neutralizzare la candida inglobandola al suo interno formando un tumore che viene definito "benigno" se l'azione ha un esito positivo, se invece il nostro sistema immunitario ha delle difficoltà e il tessuto non riesce a contenere l'infezione, questa diventerà un tumore "maligno" ovvero la candida farà quello per cui è programmata e rilascerà spore/metastasi nel circolo sanguigno e linfatico per colonizzare tutto l'organismo fino alle estreme conseguenze. Molti sostengono che la candida è una conseguenza e non la causa del tumore scordandosi che quest'ultimo "se si comporta come un fungo e si riproduce come un fungo allora probabilmente è un fungo" (cit. del gallo di Levi). Oltretutto la prova del nove che il cancro è di origine fungina consiste nel fatto che le cellule cancerose oltre che di glucosio, sono particolarmente "avide" di ferro e guardacaso la candida normalmente presente nel nostro corpo ha proprio la funzione di chelare i metalli pesanti!Alla luce di queste considerazioni mi sono chiesto come mi sarei curato nell'eventualità di un coinvolgimento personale in questa malattia e la risposta è stata univoca, ovvero adotterei sicuramente il "protocollo Amedeo Gioia" (potete trovarlo facilmente sul web, per esempio qui e qui) il quale molto intelligentemente ha sfruttato la capacità dell'artemisia annua di ossidare il ferro presente nelle cellule cancerose inducendone l'apoptosi e l'autofagia in tempi estremamente rapidi (già dopo poche ore i dolori lancinanti che aveva erano spariti) e senza "danni collaterali" alle cellule sane, passando da una aspettativa di vita di poche settimane ad una completa guarigione. Contemporaneamente alla cura a base di soluzione idroalcolica di artemisia annua e ferro, Gioia ha iniziato una dieta vegana che sicuramente ha dato un prezioso contributo al felice esito della malattia. Forse le uniche modifiche che introdurrei sarebbero un periodo di uno/due giorni di assoluto digiuno prima dell'inizio della cura per "affamare" vieppiù le cellule cancerose, inoltre starei ben attento a non ingerire nulla fra un pasto e l'altro (nel caso solo acqua) e presterei attenzione agli orari dei pasti per coprire equamente tutto l'arco della giornata in modo da non avere differenze temporali nella concentrazione di principio attivo nel corpo. Per concludere ribadisco che tutto quello che ho scritto riguarda mie personali convinzioni: non voglio influenzare nessuno riguardo eventuali percorsi di cura che sono e restano responsabilità assolutamente individuali. 0
26/01/2017 19:53Daniele PasseriniConsiderazioni personale su eziopatogenesi e cura del cancropost di Vincenzo BonomoCento anni fa gli italiani quasi non sapevano cosa fosse il cancro, le cellule non "impazzivano" ed i conflitti interiori rimanevano tranquillamente irrisolti senza fare grossi danni. Ora invece l'incubo di questa malattia ci accompagna tutti quotidianamente (direttamente o indirettamente). I nostri antenati avevano uno stile di vita frugale con una dieta a base di vegetali e frutta, pochi carboidrati e ancor meno proteine di origine animale provenienti da un ambiente praticamente incontaminato. Oggi invece è esattamente il contrario (date uno sguardo nel vostro frigo) con grande abbondanza di proteine animali e carboidrati (semplici e complessi) fortemente acidificanti e scarse verdure e frutta perdipiù provenienti da ecosistemi gravemente inquinati. I picchi glicemici (la "benzina" dei tumori) una volta erano rari e rapidamente riassorbiti dal duro lavoro manuale (in casa e fuori) e dalla consuetudine di spostarsi a piedi o in bicicletta, mentre oggi l'iperglicemia ci accompagna spesso durante le giornate, amplificata dal fatto che la fatica fisica sul lavoro è molto rara, gli elettrodomestici ci sono di grande ausilio e l'automobile è diventata praticamente una nostra protesi. Queste semplici considerazioni mi inducono a pensare che la teoria "dell'impazzimento" delle cellule è perfettamente funzionale agli interessi delle Case farmaceutiche che lucrano sui chemioterapici, ma è talmente aspecifica ed aleatoria che ritengo maggiormente plausibile la teoria del premio Nobel Otto H. Warburg sull'interrelazione fra acidosi del corpo e cancro. La Natura è implacabile e non fa sconti a nessuno per cui, una volta superati certi parametri biochimici in cui il nostro corpo va in prolungata acidosi, Lei "interpreta" questa condizione come segnale di debolezza e premorienza (come se fossimo molto anziani e quindi alla fine del ciclo vitale) e quindi non fa altro che attivare gli strumenti a sua disposizione per degradare il nostro organismo (polvere eravamo e polvere dobbiamo tornare) fino agli elementi base che lo costituiscono, per farli rientrare nel grande ciclo naturale (esattamente come fa per esempio con un animale morto o un albero caduto). Questi strumenti sono i funghi (candida) già presenti nel nostro organismo e fino a quel momento non patogeni che, opportunisticamente, cercano di colonizzare specifici tessuti particolarmente infiammati ed indeboliti. Il tessuto "aggredito" tenta di neutralizzare la candida inglobandola al suo interno formando un tumore che viene definito "benigno" se l'azione ha un esito positivo, se invece il nostro sistema immunitario ha delle difficoltà e il tessuto non riesce a contenere l'infezione, questa diventerà un tumore "maligno" ovvero la candida farà quello per cui è programmata e rilascerà spore/metastasi nel circolo sanguigno e linfatico per colonizzare tutto l'organismo fino alle estreme conseguenze. Molti sostengono che la candida è una conseguenza e non la causa del tumore scordandosi che quest'ultimo "se si comporta come un fungo e si riproduce come un fungo allora probabilmente è un fungo" (cit. del gallo di Levi). Oltretutto la prova del nove che il cancro è di origine fungina consiste nel fatto che le cellule cancerose oltre che di glucosio, sono particolarmente "avide" di ferro e guardacaso la candida normalmente presente nel nostro corpo ha proprio la funzione di chelare i metalli pesanti!Alla luce di queste considerazioni mi sono chiesto come mi sarei curato nell'eventualità di un coinvolgimento personale in questa malattia e la risposta è stata univoca, ovvero adotterei sicuramente il "protocollo Amedeo Gioia" (potete trovarlo facilmente sul web, per esempio qui e qui) il quale molto intelligentemente ha sfruttato la capacità dell'artemisia annua di ossidare il ferro presente nelle cellule cancerose inducendone l'apoptosi e l'autofagia in tempi estremamente rapidi (già dopo poche ore i dolori lancinanti che aveva erano spariti) e senza "danni collaterali" alle cellule sane, passando da una aspettativa di vita di poche settimane ad una completa guarigione. Contemporaneamente alla cura a base di soluzione idroalcolica di artemisia annua e ferro, Gioia ha iniziato una dieta vegana che sicuramente ha dato un prezioso contributo al felice esito della malattia. Forse le uniche modifiche che introdurrei sarebbero un periodo di uno/due giorni di assoluto digiuno prima dell'inizio della cura per "affamare" vieppiù le cellule cancerose, inoltre starei ben attento a non ingerire nulla fra un pasto e l'altro (nel caso solo acqua) e presterei attenzione agli orari dei pasti per coprire equamente tutto l'arco della giornata in modo da non avere differenze temporali nella concentrazione di principio attivo nel corpo. Per concludere ribadisco che tutto quello che ho scritto riguarda mie personali convinzioni: non voglio influenzare nessuno riguardo eventuali percorsi di cura che sono e restano responsabilità assolutamente individuali. 47
13/01/2017 18:56Daniele PasseriniGrillo o non Grillo? questo non è il problema.Post di Alessandro PepeEccomi,mi chiamo in causa senza essere stato interpellato perché mi sento un po’ responsabile. Sopratutto di aver portato mio padre a studiare il fenomeno 5 stelle (o forse ci siamo arrivati entrambi). Mentre ricordo che è stato lui a mandarmi il primo link sulle LENR. E mi pare, salvo un primo entusiasmo iniziale, che entrambi abbiamo osservato i 2 fenomeni con un approccio agnostico, di curiosa indulgenza e soprattutto di sorpresa. Sulle LENR io almeno sono arrivato alla conclusione che si sarebbe potuto e si potrebbe fare di più nello studio del fenomeno, ma mi fermo qui perché non ho le competenze necessarie per valutare. Riguardo ai 5 Stelle il punto, come giustamente dice mio padre, non è tanto se Grillo, Casaleggio e compagnia siano o non siano una compagine di squinternati, incapaci, destrorsi o sinistrorsi, populisti etc. ma il fatto che siano un evento politico nuovo non semplicemente nell’accezione temporale del termine, ma nuovo come ipotetico cambio di paradigma del nostro sistema politico (e si potrebbe dire la stessa cosa delle LENR in campo energetico). Io Grillo lo seguo con attenzione da molto tempo, ascolto e studio con attenzione le sue parole e i suoi discorsi. Allo stesso modo ho ascoltato Berlusconi, Trump e Salvini. Ecco, mentre negli ultimi 3 vedo dei punti in comune e non particolarmente innovativi sul piano linguistico (messaggi molto semplici e lineari, utilizzo di parole chiave ripetute, sintassi semplice, frasi brevi ad effetto… insomma il cosiddetto linguaggio populista) Grillo alterna frasi urlate e sconnesse molto dirette e di pancia a concetti apparentemente contraddittori e sconclusionati con parole chiavi quali: partecipazione, decrescita, fine del lavoro, ecologia, andate affanculo (invero ultimamente non più), tutti a casa, rifiuti zero, mobilità, green economy, responsabilità collettiva, non votateci se non siete coinvolti, con noi sarà un salto nel buio, stampanti 3d, politica partecipata, movimento, rivoluzione digitale etc. Ed in questo io vedo una novità sia sul piano linguistico che sociologico. Innanzitutto un ‘cosiddetto’ populista che fa discorsi che non passerebbero la censura nemmeno del più incapace degli spin doctor, inoltre un utilizzo dell’ironia e dello sberleffo che depotenzia ogni possibile aggressione e stempera ogni possibile certezza o tono risolutorio nei suoi discorsi. Questo per dire che intanto butto nel cestino tutte quelle valutazioni massimaliste fatte da esperti politologi, amici e parenti che vogliono collocare Grillo e il movimento a destra o a sinistra, populista o meno, opportunista o spregiudicato. Qui c’è un giullare, incoerente e visionario, che si prende gioco di ogni cosa, totalmente vittima del suo personaggio e assolutamente schiacciato dalla velocità di crescita del movimento di cui è garante. Detto questo qual è il punto? Il movimento 5 stelle è pronto a governare? Dovremmo votarlo (io l’ho fatto un paio di volte, e forse me ne pentirò)? Sono affidabili? Movimento 5 stelle: è giusto sparare a zero?Personalmente non essendo io un attivista l’unica valutazione che posso dare è di carattere sociologico. Credo che il movimento 5 stelle sia il sintomo (e non la causa), probabilmente abortito o non riuscito, di un cambio di paradigma del nostro sistema. Il tanto vituperato web è uno strumento che, più della televisione, connette cose e persone e potenzialmente può sviluppare sistemi di relazione orizzontale del tutto nuovi. La maggior parte dei processi democratici di partecipazione nel passato erano spesso vittima di quella che viene chiama la ‘legge ferrea dell’oligarchia’ (R. Michels, 1876-1936), ossia in una discussione di gruppo o assemblea alla prima riunione c’erano 100 persone, poi 50, poi 20 fino a che rimaneva un piccolo gruppo di ostinati che finiva per comandare sugli altri. I moderni sistemi di relazione telematica permetterebbero oggi di ovviare a questo problema, nell’amministrazione delle cose di tutti i giorni come nella gestione della cosa pubblica tout court e si potrebbe essere partecipi ed interattivi e collaborare con molti meno filtri e deleghe di una volta. Questa è la banalissima e semplice novità. Una novità che sta smontando e mettendo in crisi il vecchio sistema a mio parere con la stessa potenza euristica con cui il suffragio universale o la rivoluzione francese hanno sconvolto i sistemi del tempo. Sono state rivoluzioni e cambiamenti positivi o negativi (consiglio a riguardo la lettura de Il Cerchio di David Egger)? È evidente che incolpare la storia di essere Storia è un gioco inutile. È altrettanto evidente che bisognerebbe riuscire a leggere la Storia quando questa accade invece di credere che il passato sia il luogo dei Grandi Eventi e che noi si viva in una perenne stagione di mediocrità fatta di opportunismi, populismi e piccoli eventi. A questo riguardo è interessante leggere gli articoli di molti giornalisti dell’epoca riguardo a Garibaldi, il quale veniva visto come una via di mezzo tra un terrorista ed un pagliaccio. Ma di nuovo il punto non è Grillo, che in ogni caso non voglio paragonare a Garibaldi (il quale non andava in vacanza a Malindi dopo aver inneggiato alla Povertà – post di natale di beppegrillo.it dove si cita articolo di Goffredo Parise del ’74). Il punto è capire come ed in che modo siamo in grado di gestire i cambiamenti di paradigma di un sistema senza che questi cambino noi a nostra insaputa (vedi Trump). Le gestione di queste nuove risorse può essere devastante se veicolata in modo autocratico come è accaduto negli USA e potrebbe accadere (e in parte accade) nel movimento 5 stelle. Non si tratta solamente di coltivare il proprio orto interattivo (come dice giustamente Obama nel suo ultimo discorso di Chicago - 11/01/2017), alla ricerca di consimili e comunità isolate e autoreferenziali, né tanto meno di affidarsi al gruppo WhatsApp del nostro condomino per sentirsi in rete con il mondo. La scommessa sta tutta nel decifrare i nuovi alfabeti e linguaggi che abbiamo a disposizione. Il mio sconforto è tutto qui. Non riesco quasi mai a trovare una voce, da Travaglio a Francesco Merlo, che spieghi, racconti, interagisca con questo ipotetico nuovo paradigma senza infossarsi in una discussione su parti e partiti, su ideologie e appartenenza, dove l’unico scopo, sia che si tratti di sostenitori che di detrattori, è quello di mettere il movimento 5 stelle in una casella già esistente.Se un programma digitale della vostra città vi permettesse di valutare il percorso ideale in base alle vostre esigenze di un’ipotetica pista ciclabile del vostro quartiere e a tutti gli abitanti del quartiere fosse chiesto un parere sulla base di 8-10 proposte elaborate da un gruppo di urbanisti i quali, anche loro online, hanno potuto confrontarsi su 100 progetti differenti a loro volta valutati da un team di ingegneri, i quali in collaborazione con un gruppo di studio sugli impatti ambientali hanno valutato i pro e i contro di tragitti, utilizzo materiali, mobilità, efficienza del percorso ed eco-sostenibilità, quale pensate che sia la risultante? Come verrà fuori questa pista ciclabile? Io credo, e ci sono tonnellate di studi a riguardo ed efficientissimi sistemi già in atto (penso a svariate provincie del Canada e dell’Australia), che la risultante sia il percorso ottimale nel senso più democratico ed efficiente del termine. E questa per me è Politica, nel senso più Greco del termine. Se poi Grillo impazzisce e nessuno lo contrasta, se nessuno di noi (e definiamoci con presunzione esseri pensanti) è in grado di contrastare le derive autoritarie e populiste del movimento, se nessuno di noi è capace di analizzare i fenomeni senza il terrore di lasciarli, anche solo per un istante, lì da soli senza che li si metta in una casella (e in questo senso l’approccio diffuso verso LENR e 5 stelle è molto simile). Ecco se proprio nessuno di noi riesce per un secondo a sospendere il giudizio e a colmare quella sospensione con un atto partecipativo (foss’anche solo una riflessione come questa o il preziosissimo tempo che Daniele dedica a questo Blog) allora verrà il momento che ci dovremo preoccupare del populismo e delle derive autocratiche del movimento 5 stelle e forse anche di movimenti peggiori di questo.40
13/01/2017 18:56Daniele PasseriniGrillo o non Grillo? questo non è il problema.Post di Alessandro PepeEccomi,mi chiamo in causa senza essere stato interpellato perché mi sento un po’ responsabile. Sopratutto di aver portato mio padre a studiare il fenomeno 5 stelle (o forse ci siamo arrivati entrambi). Mentre ricordo che è stato lui a mandarmi il primo link sulle LENR. E mi pare, salvo un primo entusiasmo iniziale, che entrambi abbiamo osservato i 2 fenomeni con un approccio agnostico, di curiosa indulgenza e soprattutto di sorpresa. Sulle LENR io almeno sono arrivato alla conclusione che si sarebbe potuto e si potrebbe fare di più nello studio del fenomeno, ma mi fermo qui perché non ho le competenze necessarie per valutare. Riguardo ai 5 Stelle il punto, come giustamente dice mio padre, non è tanto se Grillo, Casaleggio e compagnia siano o non siano una compagine di squinternati, incapaci, destrorsi o sinistrorsi, populisti etc. ma il fatto che siano un evento politico nuovo non semplicemente nell’accezione temporale del termine, ma nuovo come ipotetico cambio di paradigma del nostro sistema politico (e si potrebbe dire la stessa cosa delle LENR in campo energetico). Io Grillo lo seguo con attenzione da molto tempo, ascolto e studio con attenzione le sue parole e i suoi discorsi. Allo stesso modo ho ascoltato Berlusconi, Trump e Salvini. Ecco, mentre negli ultimi 3 vedo dei punti in comune e non particolarmente innovativi sul piano linguistico (messaggi molto semplici e lineari, utilizzo di parole chiave ripetute, sintassi semplice, frasi brevi ad effetto… insomma il cosiddetto linguaggio populista) Grillo alterna frasi urlate e sconnesse molto dirette e di pancia a concetti apparentemente contraddittori e sconclusionati con parole chiavi quali: partecipazione, decrescita, fine del lavoro, ecologia, andate affanculo (invero ultimamente non più), tutti a casa, rifiuti zero, mobilità, green economy, responsabilità collettiva, non votateci se non siete coinvolti, con noi sarà un salto nel buio, stampanti 3d, politica partecipata, movimento, rivoluzione digitale etc. Ed in questo io vedo una novità sia sul piano linguistico che sociologico. Innanzitutto un ‘cosiddetto’ populista che fa discorsi che non passerebbero la censura nemmeno del più incapace degli spin doctor, inoltre un utilizzo dell’ironia e dello sberleffo che depotenzia ogni possibile aggressione e stempera ogni possibile certezza o tono risolutorio nei suoi discorsi. Questo per dire che intanto butto nel cestino tutte quelle valutazioni massimaliste fatte da esperti politologi, amici e parenti che vogliono collocare Grillo e il movimento a destra o a sinistra, populista o meno, opportunista o spregiudicato. Qui c’è un giullare, incoerente e visionario, che si prende gioco di ogni cosa, totalmente vittima del suo personaggio e assolutamente schiacciato dalla velocità di crescita del movimento di cui è garante. Detto questo qual è il punto? Il movimento 5 stelle è pronto a governare? Dovremmo votarlo (io l’ho fatto un paio di volte, e forse me ne pentirò)? Sono affidabili? Movimento 5 stelle: è giusto sparare a zero?Personalmente non essendo io un attivista l’unica valutazione che posso dare è di carattere sociologico. Credo che il movimento 5 stelle sia il sintomo (e non la causa), probabilmente abortito o non riuscito, di un cambio di paradigma del nostro sistema. Il tanto vituperato web è uno strumento che, più della televisione, connette cose e persone e potenzialmente può sviluppare sistemi di relazione orizzontale del tutto nuovi. La maggior parte dei processi democratici di partecipazione nel passato erano spesso vittima di quella che viene chiama la ‘legge ferrea dell’oligarchia’ (R. Michels, 1876-1936), ossia in una discussione di gruppo o assemblea alla prima riunione c’erano 100 persone, poi 50, poi 20 fino a che rimaneva un piccolo gruppo di ostinati che finiva per comandare sugli altri. I moderni sistemi di relazione telematica permetterebbero oggi di ovviare a questo problema, nell’amministrazione delle cose di tutti i giorni come nella gestione della cosa pubblica tout court e si potrebbe essere partecipi ed interattivi e collaborare con molti meno filtri e deleghe di una volta. Questa è la banalissima e semplice novità. Una novità che sta smontando e mettendo in crisi il vecchio sistema a mio parere con la stessa potenza euristica con cui il suffragio universale o la rivoluzione francese hanno sconvolto i sistemi del tempo. Sono state rivoluzioni e cambiamenti positivi o negativi (consiglio a riguardo la lettura de Il Cerchio di David Egger)? È evidente che incolpare la storia di essere Storia è un gioco inutile. È altrettanto evidente che bisognerebbe riuscire a leggere la Storia quando questa accade invece di credere che il passato sia il luogo dei Grandi Eventi e che noi si viva in una perenne stagione di mediocrità fatta di opportunismi, populismi e piccoli eventi. A questo riguardo è interessante leggere gli articoli di molti giornalisti dell’epoca riguardo a Garibaldi, il quale veniva visto come una via di mezzo tra un terrorista ed un pagliaccio. Ma di nuovo il punto non è Grillo, che in ogni caso non voglio paragonare a Garibaldi (il quale non andava in vacanza a Malindi dopo aver inneggiato alla Povertà – post di natale di beppegrillo.it dove si cita articolo di Goffredo Parise del ’74). Il punto è capire come ed in che modo siamo in grado di gestire i cambiamenti di paradigma di un sistema senza che questi cambino noi a nostra insaputa (vedi Trump). Le gestione di queste nuove risorse può essere devastante se veicolata in modo autocratico come è accaduto negli USA e potrebbe accadere (e in parte accade) nel movimento 5 stelle. Non si tratta solamente di coltivare il proprio orto interattivo (come dice giustamente Obama nel suo ultimo discorso di Chicago - 11/01/2017), alla ricerca di consimili e comunità isolate e autoreferenziali, né tanto meno di affidarsi al gruppo WhatsApp del nostro condomino per sentirsi in rete con il mondo. La scommessa sta tutta nel decifrare i nuovi alfabeti e linguaggi che abbiamo a disposizione. Il mio sconforto è tutto qui. Non riesco quasi mai a trovare una voce, da Travaglio a Francesco Merlo, che spieghi, racconti, interagisca con questo ipotetico nuovo paradigma senza infossarsi in una discussione su parti e partiti, su ideologie e appartenenza, dove l’unico scopo, sia che si tratti di sostenitori che di detrattori, è quello di mettere il movimento 5 stelle in una casella già esistente.Se un programma digitale della vostra città vi permettesse di valutare il percorso ideale in base alle vostre esigenze di un’ipotetica pista ciclabile del vostro quartiere e a tutti gli abitanti del quartiere fosse chiesto un parere sulla base di 8-10 proposte elaborate da un gruppo di urbanisti i quali, anche loro online, hanno potuto confrontarsi su 100 progetti differenti a loro volta valutati da un team di ingegneri, i quali in collaborazione con un gruppo di studio sugli impatti ambientali hanno valutato i pro e i contro di tragitti, utilizzo materiali, mobilità, efficienza del percorso ed eco-sostenibilità, quale pensate che sia la risultante? Come verrà fuori questa pista ciclabile? Io credo, e ci sono tonnellate di studi a riguardo ed efficientissimi sistemi già in atto (penso a svariate provincie del Canada e dell’Australia), che la risultante sia il percorso ottimale nel senso più democratico ed efficiente del termine. E questa per me è Politica, nel senso più Greco del termine. Se poi Grillo impazzisce e nessuno lo contrasta, se nessuno di noi (e definiamoci con presunzione esseri pensanti) è in grado di contrastare le derive autoritarie e populiste del movimento, se nessuno di noi è capace di analizzare i fenomeni senza il terrore di lasciarli, anche solo per un istante, lì da soli senza che li si metta in una casella (e in questo senso l’approccio diffuso verso LENR e 5 stelle è molto simile). Ecco se proprio nessuno di noi riesce per un secondo a sospendere il giudizio e a colmare quella sospensione con un atto partecipativo (foss’anche solo una riflessione come questa o il preziosissimo tempo che Daniele dedica a questo Blog) allora verrà il momento che ci dovremo preoccupare del populismo e delle derive autocratiche del movimento 5 stelle e forse anche di movimenti peggiori di questo.203
04/01/2017 13:49Franco SarbiaL’impero dei ragniPost di Franco SarbiaDomenica 27 novembre poco dopo l'alba ho assistito a uno spettacolo stupefacente: una uniforme tela bianca rivestiva interamente la distesa delle risaie coperte di stoppie a perdita d’occhio.Eravamo scesi a Malpensa alle 8 del mattino dall'aereo proveniente da New York e percorrevamo la strada provinciale 65 tra Ghislarengo e Rovasenda, aldilà del Sesia, con la mia cara Melania, sempre attenta a ogni dettaglio: fu lei ad attirare la mia attenzione. Guidando, ero incerto se attribuire quel chiarore alla nebbiolina bassa del mattino o a una brinata notturna. Invece l’aria era tersa, la temperatura era di qualche grado Celsius sopra lo zero e non v’era traccia di gelo. No, il bianco diffuso era dovuto esclusivamente al tessuto di rivestimento delle stoppie. Era una mattinata splendente, la prima dopo una settimana di piogge incessanti. A occidente del monte Barone, il bagliore del massiccio del Rosa innevato sovrastava la bruna muraglia delle Prealpi biellesi. Il sole era sorto da poco e l’immensa tela brillava d’infinite goccioline. La toccai: era fittamente intessuta e molto resistente. Ma non ebbi tempo di soffermarmi oltre.Il mattino dopo ritornai per cercare di capire quali organismi e perché l’avessero generata. La coltre s’era quasi completamente dissolta. A un contadino di passaggio sul trattore chiesi di che si trattasse. Per nulla preoccupato, e con l'aria di chi avesse già visto molte volte la scena mi rispose sorridendo: «sì, sono ragni, in questa stagione escono con il sole». Ai margini dei campi trovai alcuni produttori di ragnatele, intenti a collaborare alla tessitura. Erano di dimensioni fra i due ed i tre millimetri. La scoperta delle loro minuscole dimensioni rese ai miei occhi quasi miracolosa la loro opera di trasformazione dell’intero paesaggio, fino all’orizzonte visibile, osservato il giorno prima.Non ne sapevo nulla. Ho incontrato per caso sulla mia strada l’orizzonte visibile di quel paesaggio di stoppie di riso interamente coperto di fitte tele bianche. Con serendipità ho scoperto il comportamento sociale di specie di super tessitori capaci di: catturare il sole, regolare il microclima, dominare gli ecosistemi per incubare, riprodurre e nutrire la vita nella transizione critica tra autunno e inverno. L’articolo pubblicato su academia.edu (1) anche in lingua inglese (2) svela questa meraviglia.Sono convinto meriti di essere pienamente indagato un tanto eclatante sistema di regolazione delle condizioni termo igrometriche del suolo su vasta scala, e d’integrazione simbionte con gli artifici umani, della città dei ragni. Sarà di straordinario interesse, e utilità, comprendere come così minuscoli organismi associati siano in grado di migliorare l’ambiente per sé, per tutte le altre specie e per quelle delle quali si nutrono, secondo modelli inusitati pure per la città dell’uomo: capace solo di peggiorare il disagio termico, la qualità del suolo, dell’acqua e dell’aria degli ecosistemi urbani.Franco Sarbia(1) https://www.academia.edu/30233934/Impero_dei_Ragni(2) https://www.academia.edu/30708185/The_spiders_empireNdr. Academia.edu implica l'iscrizione ma in compenso da accesso gratuito a una quantità rilevante di paper su vari argomenti.0
04/01/2017 13:49Franco SarbiaL’impero dei ragniPost di Franco SarbiaDomenica 27 novembre poco dopo l'alba ho assistito a uno spettacolo stupefacente: una uniforme tela bianca rivestiva interamente la distesa delle risaie coperte di stoppie a perdita d’occhio.Eravamo scesi a Malpensa alle 8 del mattino dall'aereo proveniente da New York e percorrevamo la strada provinciale 65 tra Ghislarengo e Rovasenda, aldilà del Sesia, con la mia cara Melania, sempre attenta a ogni dettaglio: fu lei ad attirare la mia attenzione. Guidando, ero incerto se attribuire quel chiarore alla nebbiolina bassa del mattino o a una brinata notturna. Invece l’aria era tersa, la temperatura era di qualche grado Celsius sopra lo zero e non v’era traccia di gelo. No, il bianco diffuso era dovuto esclusivamente al tessuto di rivestimento delle stoppie. Era una mattinata splendente, la prima dopo una settimana di piogge incessanti. A occidente del monte Barone, il bagliore del massiccio del Rosa innevato sovrastava la bruna muraglia delle Prealpi biellesi. Il sole era sorto da poco e l’immensa tela brillava d’infinite goccioline. La toccai: era fittamente intessuta e molto resistente. Ma non ebbi tempo di soffermarmi oltre.Il mattino dopo ritornai per cercare di capire quali organismi e perché l’avessero generata. La coltre s’era quasi completamente dissolta. A un contadino di passaggio sul trattore chiesi di che si trattasse. Per nulla preoccupato, e con l'aria di chi avesse già visto molte volte la scena mi rispose sorridendo: «sì, sono ragni, in questa stagione escono con il sole». Ai margini dei campi trovai alcuni produttori di ragnatele, intenti a collaborare alla tessitura. Erano di dimensioni fra i due ed i tre millimetri. La scoperta delle loro minuscole dimensioni rese ai miei occhi quasi miracolosa la loro opera di trasformazione dell’intero paesaggio, fino all’orizzonte visibile, osservato il giorno prima.Non ne sapevo nulla. Ho incontrato per caso sulla mia strada l’orizzonte visibile quel paesaggio di stoppie di riso interamente coperto di fitte tele bianche. Con serendipità ho scoperto il comportamento sociale di specie di super tessitori capaci di: catturare il sole, regolare il microclima, dominare gli ecosistemi per incubare, riprodurre e nutrire la vita nella transizione critica tra autunno e inverno. L’articolo pubblicato su academia.edu (1) anche in lingua inglese (2) svela questa meraviglia.Sono convinto meriti di essere pienamente indagato un tanto eclatante sistema di regolazione delle condizioni termo igrometriche del suolo su vasta scala, e d’integrazione simbionte con gli artifici umani, della città dei ragni. Sarà di straordinario interesse, e utilità, comprendere come così minuscoli organismi associati siano in grado di migliorare l’ambiente: per sé, per tutte le altre specie e per quelle delle quali si nutrono, secondo modelli inusitati pure per la città dell’uomo: capace solo di peggiorare il disagio termico, la qualità del suolo, dell’acqua e dell’aria degli ecosistemi urbani.Franco Sarbia(1) https://www.academia.edu/30233934/Impero_dei_Ragni(2) https://www.academia.edu/30708185/The_spiders_empireNdr. Academia.edu implica l'iscrizione ma in compenso da accesso gratuito a una quantità rilevante di paper su vari argomenti.34
31/12/2016 01:10Daniele Passerini22 spassi per congedare il 2016 e salutare il 2017Bye bye 20161. Non c'è scampo2. Da essere umano a mostroll3. Social da pazzi4. Selfie-made man5. Hashtag-dipendenza6. Oppio dei popoli7. In Whatsapp io vi dico8. Scienza non tanto pura9. Trivellendum del 17/04/201610. Referenzum del 04/12/201611. Lunga vita al referenduX12. C'è chi dice NO13. Il new deal Italia-USA14. Quel paragnosta di Fassino15. Imminente apertura (da gennaio 2011)16. Dolcetto, c'è poco da scherzare17. Rimandiamo a dopo Natale18. Il pianeta delle renne19. Torno subito20. Jurassic Christmas21. Incredibile scoperta22. L'eterno impasse di 22 passiBuon 2017 :-)0
31/12/2016 01:10Daniele Passerini22 spassi per congedare il 2016 e salutare il 2017Bye bye 20161. Non c'è scampo2. Da essere umano a mostroll3. Social da pazzi4. Selfie-made man5. Hashtag-dipendenza6. Oppio dei popoli7. In Whatsapp io vi dico8. Scienza non tanto pura9. Trivellendum del 17/04/201610. Referenzum del 04/12/201611. Lunga vita al referenduX12. C'è chi dice NO13. Il new deal Italia-USA14. Quel paragnosta di Fassino15. Imminente apertura (da gennaio 2011)16. Dolcetto, c'è poco da scherzare17. Rimandiamo a dopo Natale18. Il pianeta delle renne19. Torno subito20. Jurassic Christmas21. Incredibile scoperta22. L'eterno impasse di 22 passiBuon 2017 :-)98
18/12/2016 23:23MISTEROQua qua Quantum..."Quello che l'esperienza e il senso ci dimostra si deve anteporre ad ogni discorso ancorché ne paresse assai fondato."                                                    Galileo Galilei, Dialogo dei Massimi Sistemi In data imprecisata, presumibilmente prima del 03/12/2016 viene pubblicato sul Secolo XIX il seguente articolo a firma del giornalista F. Margiocco:Fonte: False credenze in medicinaLo stesso giornalista, Margiocco, aveva pubblicato on line altri due articoli in merito al corso-seminario organizzato dall'Ordine dei medici di Genova sull'omeopatia; questi i link:Link 1  Genova, la guerra dell'omeopatia: scienziati contro l'Ordine dei medici - 29/11/2016Link 2  Corso sull'omeopatica, la difesa dei medici genovesi: in Toscana ci credono - 30/11/2016Su "presunto" suggerimento di una nostra vecchia conoscenza a seguito dell'uscita del primo articolo (Link 1), il prof. Cevasco si chiede (Link 2) chi è l'ing. Paolo Renati e svolge una personale "indagine" che lo porta a concludere che l'ing. Renati e la ditta Freebioenergy di cui è consulente scientifico non hanno mai collaborato con il CNR-ISPA:Cevasco attacca inoltre uno dei relatori del corso: «Quanto ai cosiddetti relatori del corso/convegno (ma è una cosa o l’altra?) ne spicca uno che si qualifica Ricercatore (indipendente....?) di una ben nota disciplina scientifica ossia “Fisica dell’Acqua e sugli Studi di Elettrodinamica Coerente e di Teoria Quantistica dei Campi”..... e che potete vedere in questo sito (molto istruttivo) http://www.freebioenergy.it/ di cui è il responsabile tecnico scientifico... aprite la sezione “Chi siamo” e lo trovate! Se poi andate alla pagina http://www.freebioenergy.it/la-nostra-offerta/ vedrete che questo gioiello tecnologico (il Quantum che non consuma energia ma fa miracoli, prosciuga i muri dall’umidità e trasforma il calcare dell’acqua senza entrarvi a contatto) è così descritto: “Freebioenergy produce e vende Quantum, un gioiello tecnologico multifunzionale per il trattamento dell’acqua che utilizza esclusivamente energie naturali. Il principio di funzionamento è basato sulla fisica quantistica. Il punto focale dell’azione di Quantum è la rivitalizzazione bioenergetica dell’acqua, che permette di ottenere importanti benefici sia a livello impiantistico che per il benessere delle persone e dell’ambiente. Quantum è il risultato di numerose esperienze sul campo e collaborazioni attive con alcune Università italiane e con il CNR-ISPA”. Peccato che io abbia appena chiamato il CNR-ISPA (purtroppo il Direttore è all’estero) e una ricercatrice che si occupa proprio di acque è caduta dalle nuvole.... Ovviamente le Università non sono citate...».Il prof. Cevasco, a quanto pare, non sa utilizzare google, perché basta una semplice ricerca ed evitiamo di fare telefonate inutili. Infatti in rete si trova molto materiale in merito ad una collaborazione CNR-ISPA/Freebioenergy.Quanto sopra riportato si trova facilmente nella pagina facebook della ditta Freebioenergy. Qualche maligno ora potrebbe suggerire che la carta intestata del CNR sia fasulla...Tutto può essere, certo, ma allora anche nel sito del CNR è tutto falso?Ecco per esempio un'altra ricerca realizzata grazie alla collaborazione CNR-ISPA/Freebioenergy:Possiamo dire che - non molto casualmente - ci troviamo difronte ad un principio di Wishful Thinking e più nello specifico, per quanto riguarda il prof. Cevasco, che quando il pensiero è influenzato dal desiderio - e quindi, inevitabilmente, manca di obiettività - il giudizio individuale diventa illusorio.Un giudizio, o meglio un pregiudizio, nel quale non solo è inciampato il prof. Cevasco, in una rovinosa caduta di stile e di forma, ma trascinando con se anche il giornalista F. Margiocco.Ho scritto via mail ai diretti interessati; per ora nessuna risposta né una qualche rettifica...********0
18/12/2016 23:23MISTEROQua qua qua, Quantum.."Quello che l'esperienza e il senso ci dimostra si deve anteporre ad ogni discorso ancorché ne paresse assai fondato"                                                      Galileo Galilei, Dialogo dei Massimi Sistemi In data imprecisata, presumibilmente prima del 03-12-2016 viene pubblicato sul Secolo XIX il seguente art. a firma del giornalista F. Margiocco:Fonte: False credenze in medicinaLo stesso giornalista, Margiocco, aveva pubblicato on line altri due art. in merito al corso seminario organizzato dall'Ordine dei medici di Genova sull'omeopatia, questi i link:Link 1 Genova, la guerra dell'omeopatia: scienziati contro l'Ordine dei medici.  29 NovembreLink 2 Corso sull'omeopatica, la difesa dei medici genovesi: in Toscana ci credono 30 NovembreSu "presunto" suggerimento di una nostra vecchia conoscenza a seguito dell'uscita del primo art. (Link 1), il prof. Cevasco si chiede (Link 2) chi è l'ing. Paolo Renati e svolge una personale indagine che lo porta a concludere che l'ing. Renati e la ditta Freebioenergy, per la quale svolge un lavoro di consulenza scientifica, non hanno mai collaborato con il CNR-ISPA:Cevasco attacca inoltre uno dei relatori del corso: «Quanto ai cosiddetti relatori del corso/convegno (ma è una cosa o l’altra?) ne spicca uno che si qualifica Ricercatore (indipendente....?) di una ben nota disciplina scientifica ossia “Fisica dell’Acqua e sugli Studi di Elettrodinamica Coerente e di Teoria Quantistica dei Campi”..... e che potete vedere in questo sito (molto istruttivo) http://www.freebioenergy.it/ di cui è il responsabile tecnico scientifico... aprite la sezione “Chi siamo” e lo trovate! Se poi andate alla pagina http://www.freebioenergy.it/la-nostra-offerta/ vedrete che questo gioiello tecnologico (il Quantum che non consuma energia ma fa miracoli, prosciuga i muri dall’umidità e trasforma il calcare dell’acqua senza entrarvi a contatto) è così descritto: “Freebioenergy produce e vende Quantum, un gioiello tecnologico multifunzionale per il trattamento dell’acqua che utilizza esclusivamente energie naturali. Il principio di funzionamento è basato sulla fisica quantistica. Il punto focale dell’azione di Quantum è la rivitalizzazione bioenergetica dell’acqua, che permette di ottenere importanti benefici sia a livello impiantistico che per il benessere delle persone e dell’ambiente. Quantum è il risultato di numerose esperienze sul campo e collaborazioni attive con alcune Università italiane e con il CNR-ISPA”. Peccato che io abbia appena chiamato il CNR-ISPA (purtroppo il Direttore è all’estero) e una ricercatrice che si occupa proprio di acque è caduta dalle nuvole.... Ovviamente le Università non sono citate...».Il prof. Cevasco a quanto pare non sa utilizzare google, perché basta una semplice ricerca ed evitiamo di fare telefonate inutili. Infatti in rete si trova molto materiale in merito ad una collaborazione CNR-ISPA/Freebioenergy.Quanto sopra riportato si trova facilmente nella pagina facebook della ditta Freebioenergy, qualche maligno ora dirà che la carta intestata del CNR è fasulla?Tutto può essere certo, anche nel sito del CNR è tutto falso?Questa a seguito un'altra ricerca realizzata dalla collaborazione CNR-ISPA/Freebioenergy:Possiamo dire che non molto casualmente ci troviamo difronte ad un principio di Wishful Thinking e più nello specifico per quanto riguarda il prof. Cevasco; quando il pensiero è influenzato dal desiderio e, quindi, inevitabilmente, manca di obbiettività e il giudizio individuale diventa illusorio.Un giudizio, o meglio un pregiudizio nel quale non solo il prof. Cevasco, in una rovinosa caduta di stile e di forma è inciampato, ma ha trascinato con se anche il giornalista F. Margiocco.Ho scritto via mail ai diretti interessati, per ora nessuna risposta ne una qualche rettifica.********91
16/12/2016 16:21Franco SarbiaSenatus Populusque RomanusMi dispiace si svelino così in fretta e così drammaticamente gli effetti dei tre fondamentali errori del movimento 5 Stelle, prima di aver prodotto l'atteso rinnovamento degli altri partiti. Il primo errore è costituito dalla mistificazione di considerare i propri eletti cittadini puri, portavoce dei cittadini tutti: contrapponendo cittadini onesti (tutti) e politici degli altri partiti corrotti (tutti). Ancorché l'ipotesi possa compiacere gli elettori è falsa: noi cittadini non siamo, nemmeno percentualmente, più onesti dei politici che eleggiamo.Il secondo assunto sbagliato è la pretesa di far governare le grandi città, o l'Italia, da dilettanti allo sbaraglio, costringendoli poi o a farsi commissariare dai proprietari del marchio 5 stelle, non eletti da nessuno, o a farsi affiancare da specialisti di "chiara fama" quasi la loro esperienza professionale dentro le amministrazioni potesse venire dalla luna e non da frequentazioni, quantomeno interessate, con il mondo politico: come nel caso di Paola Muraro. Le competenze consolidate di un eletto devono essere di due tipi: una principale, rappresentativa, e una subordinata alla prima, amministrativa. Deve avere la virtù di saper rappresentare e risolvere i drammatici problemi della comunità nell'incontro con le diverse istanze di coloro che si battono contro l'ingiustizia sociale crescente, a partire dal punto di vista delle sue vittime. Una tale rara qualità umana dev'essere legittimata da anni di partecipazione alle lotte per la difesa dei loro diritti, delle quali dev'essere espressione diretta con coraggio e determinazione, resistendo a ogni prepotenza, minaccia o tentativo di corruzione. Deve inoltre mettere a servizio di questa visione strategica la capacità di amministrare l'interesse pubblico, a cominciare dai livelli più vicini alla comunità. Poiché prima di spiegare agli altri, anche solo dall'opposizione, come si amministra una grande città o uno stato, deve aver dato minima prova della sua capacità di farlo, o almeno di comprenderne la complessità.  Il suo unico requisito non può essere la garanzia di non avere un passato politico e di essersi fatto esclusivamente i fatti propri, come un qualsiasi cittadino di scarsa coscienza sociale, senza alcuna dimostrata esperienza di cura efficace del bene comune. Non basta dire, per Roma o per l'Italia: «abbiamo ereditato una situazione insostenibile». Se ti sei candidato con la promessa di risolvere i problemi meglio di chiunque altro, poi non devi nascondere la tua incapacità dietro le responsabilità di quanti ti hanno preceduto. Altrimenti non sei migliore di loro, per due ragioni di pari gravità: o non eri consapevole della drammaticità della situazione che dicevi di conoscere come nessuno, o hai mentito consapevolmente millantando la tua capacità di risolverla solo per farti eleggere.Il terzo errore è lo stesso che ha fatto finora la fortuna del movimento: procacciando consensi a destra e a manca. «La distinzione vera è tra onesti e disonesti, nel 2016 non ha più senso distinguere fascisti e antifascisti, suvvia, sono passati 72 anni dalla caduta del fascismo!», dicono. Perché? I fascisti non ci sono più? Ma dai! Da quale anno sono diventati più bravi? Non sono sempre quelli che, ovunque nel mondo, si fanno corrompere dai poteri finanziari e reprimono duramente ogni movimento popolare, incarcerano, torturano e uccidono gli oppositori, scatenano guerre genocide, discriminano donne, persone di diverso colore, condizione fisica, lingua, cultura, religione, orientamento sessuale? Se poi ci hai creduto davvero e affidi l'organizzazione del Comune di Roma a Raffaele Marra, braccio destro del fascista Alemanno, l'amministrazione romana più corrotta dopo quella del ventennio, ti svegli e capisci quanto costerà l'inganno d'aver vinto grazie ai voti di destra: a te. E quel che più conta ai Romani.Franco Sarbiap.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica}p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px}0
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26/02/2017 12.22