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22/04/2017 07:24Daniele PasseriniJe suis Roberto GavaPost di Daniele PasseriniScrive su twitter Walter Ricciardi presidente dell’Istituto superiore di sanità: “Grazie a Ordine medici Treviso per aver radiato primo medico per il suo comportamento non etico e antiscientifico nei confronti dei vaccini."Il twitt del presidente dell'ISS è stato tempestivamente amplificato dalle colonne di La Repubblica.Scrivono i legali del Dott Gava su Il Fatto Quotidiano:"...gli Ordini dei medici sono sostanzialmente non competenti, sono associazioni rappresentative di imprese economiche che cioè mirano al lucro, perciò sono inaffidabili, sono a rischio dei troppo spesso sottaciuti conflitti di interesse le cui condizioni adombrano l’indipendenza e la trasparenza delle valutazioni."Dobbiamo prendere atto che in Italia, rispetto alla Salute come rispetto a 1000 altre cose, la narrazione di ciò che è reale si spacca in visioni diametralmente contrapposte, rappresentate molto bene dal giornalismo di Repubblica da un lato e da quello del Fatto Quotidiano dall'altro.Da parte mia, oltre a prenderne dolorosamente atto, non posso che trovare decisamente più "connesse" alla realtà le cronache del Fatto Quotidiano.Se a tutto questo immenso "casino" aggiungiamo che il Dott. Gava, oltre ad essere uno stimato e competente professionista, è un blogger de Il Fatto Quotidiano, la radiazione dall'albo acquista un tono molto più "politico" che "scientifico" e chi fino a ieri protestava per i tentativi di chiudere Report deve oggi indignarsi ancora di più per l'attacco al Dott. Gava.http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/21/vaccini-ordine-dei-medici-di-treviso-radia-il-dottor-roberto-gava-legali-condanna-con-arbitrio-impugniamo-la-sanzione/3535858/Valutate voi quanto Gava "meritasse" la radiazione:http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/25/vaccini-cosa-penso-veramente-a-scanso-di-equivoci/3121366/(postato by iPhone)110
19/04/2017 19:58Daniele PasseriniVaccino anti-papilloma: il prof. Garattini difende la trasmissione Report dalle polemiche montate daPost di Daniele PasseriniPer secoli, nell'inconsapevolezza generale, l'umanità è stata sottoposta all'effetto di svariate sostanze nocive; oggi le persone informate si rendono conto di come sia oggetto delle più svariate "sperimentazioni" ambientali, alimentari, farmacologiche... Riporto da Il Fatto Quotidiano una intervista (link originale), molto equilibrato, da contrapporre alle "crociate" in atto contro la trasmissione Report, accusata in parole povere di "lesa Scienza", di avere puntato i riflettori lì dove i mass media, secondo gli scientisti dell'establishment e i lobbisti di Big Pharma, non dovrebbero mai... i link inseriti nel testo, nonché le sottolineature, sono opera mia.Report e l’inchiesta sul vaccinoanti-papilloma. Il farmacologo Garattini: “Nessuno scandalo, servetrasparenza”Intervista al direttore dell’Istitutofarmacologico Negri: “Sui farmaci sappiamo poco”di Ferruccio Sansa | 19 aprile 2017Silvio Garattini“Ci sono troppe voci che cidescrivono i benefici dei farmaci. E poche che invece indagano sullaloro tossicità. Sappiamo tutti che ci sono grandi interessi chespingono a far vendere le medicine, proprio per questo serve unmaggiore equilibrio per poterne valutare i pro e i contro”, paroladi Silvio Garattini, 88 anni, il padre dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri che ha fondato a Milano nel 1963 e cheoggi dirige.Professore, ancora polemiche suivaccini. Stavolta dopo la puntata di Report che parlava del vaccinocontro il papilloma virus…Attenzione, non si mettevano indiscussione tutti i vaccini, il conduttore l’ha detto più volte,ma si parlava soltanto delle reazioni avverse a quello contro il papilloma virus. Che è un tipo molto particolare.Qual è la sua particolarità?Il vaccino agisce contro il papillomavirus che sarebbe tra le cause del tumore della cervice uterina.Finora, però, non esistono prove certe di questa correlazione. Lasicurezza si avrà tra qualche anno quando vedremo se, con unapopolazione vaccinata, caleranno i casi di tumore.Nella trasmissione Report si citava unreclamo ufficiale di un gruppo di studiosi indipendenti danesi cheanche lei avrebbe sottoscritto. Destinataria è l’Agenzia europeaper il farmaco (Ema)…Il punto, per me, è la trasparenza.Che riguarda tutti i farmaci, non soltanto i vaccini. Perché nonpossiamo valutare le conseguenze dell’assunzione dei farmacibasandoci soltanto sugli studi presentati dalle industriefarmaceutiche. Sugli studi è riportato il 10 per cento di quello chedovremmo sapere sulle sostanze che assumiamo.Di che cosa abbiamo bisogno?Di una farmacovigilanza attiva. Distudi indipendenti e approfonditi. Perché un conto sono analisicompiute in laboratorio, in condizioni ottimali, un altro sono studicompiuti su persone vere, che magari insieme con quel farmacoassumono altre sostanze.Colpa dell’Ema e dell’Unioneeuropea?L’Ema riceve le segnalazioni. Sonogli Stati nazionali che devono andare a cercare i casi di reazioni aimedicinali, che devono realizzare degli studi organici.Come sono messi gli altri paesi?Insomma… la Danimarca, da cui èpartita anche questa segnalazione, e la Svezia sono un po’ piùattente. Ma è un problema generalizzato.E in Italia?Siamo piuttosto scarsi. Non abbiamoprogrammi efficaci di ricerca della tossicità.Colpa dei costi eccessivi?Costerebbe un po’, ma il ServizioSanitario Nazionale spende 18 miliardi l’anno per acquistare farmaci, possiamo dedicare l’1 per cento di questa somma allericerche sulla tossicità. Tra l’altro conoscendo gli effettinegativi dei farmaci potremmo evitare somministrazioni dannose,risparmiando ben più dell’uno per cento.Lei ha visto Report?Sì, l’ho visto. Metteva insieme unpo’ tante cose. C’è la questione del vaccino contro il papillomavirus che va distinto dagli altri vaccini. E c’è soprattutto laquestione della trasparenza e dei controlli, che riguarda tutti ifarmaci. Serve vigilanza, servono studi indipendenti e accurati. Neva della salute delle persone.78
02/04/2017 00:11Daniele PasseriniLavori di ordinaria folliaDue giorni fa, rispondendo a un commento di Franco,  mi scappava un "piccolo" sfogo:...è il lavoro stesso che faccio a spegnermi quell'ottimismo che fino a pochi anni fa sentivo innato e inaffondabile in me. Ormai mi sogno di notte POR FSE, PON Inclusione, SIA, REI, HCP INPS ecc. ecc. ecc.. nella forma di un incubo... se dovessi ragionare alla Napalm51 direi che Poletti sta perseguendo l'obiettivo di distruggere la rete di Welfare nazionale per poterne poi giustificare la chiusura: mai visto, in 25 anni di lavoro nel Sociale, un disastro (inco)scientemente pianificato come questo... penso che la "Grecia" sia veramente a un passo.Interveniva Alessandro Pepe, rivolgendomi queste parole:Mi spieghi meglio la questione Poletti? Sarebbe da farci un post. So che sei in fase di rifiuto blog ma nessuno parla di politica agìta oggi, quella legata agli effetti sul territorio dei decreti ministeriali.Ieri notte, svegliatomi nel cuore della notte e non riuscendo a riaddormentarmi, senza alzarmi dal letto, ho preso in mano lo smartphone e scritto tra le 4 e le 7 del mattino - e pubblicato poi in cinque commenti di fila - la risposta ad Alessandro. Segue la riunione di tali commenti - (corretti dei refusi e integrati di qualche precisazione) in forma di post.***Caro Alessandro, non saprei da che parte cominciare... dalla sperimentazione del SIA (Sostegno all'Inclusione Attiva) forse?www.lafedelta.it/Attualita/Lotta-alla-poverta-il-Sostegno-all-inclusione-attiva-non-funzionaIl SIA... a sua volta estensione a tutto il territorio nazionale della Carta Acquisti (partorita a suo tempo dai governi Berlusconi e poi rilanciata da quello Renzi come Social Card), ma già soppiantata/ibridata/sorpassata/incasinata (boh, ancora non ho capito!) in corso d'opera dal RE.I. (Reddito d'Inserimento).www.nextquotidiano.it/reddito-inclusione-rei-senato/amp/Posso cominciare a dire che la Carta Acquisti per lo meno era pubblicizzata per quel che era: una sperimentazione. S.I.A. e RE.I. invece sono stati "raccontati" dal MLPS (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) come "misure universali", mentre ciò è drammaticamente e clamorosamente falso. Per la precisione il S.I.A. è stato configurato come "misura ponte" per anticipare alcuni elementi essenziali del RE.I. A fine febbraio la Regione Umbria ha riferito ai suoi Comuni - così come le altre Regioni ai loro - che, verificato che il 75% delle domande SIA erano state respinte dall'INPS - in base alle regole stesse messe a punto da "quei geni" (per dirla alla Alonso!) del MLPS - il MLPS stesso aveva informato le Regioni che "a giorni" avrebbe modificato i requisiti di accesso, per esempio:drastica riduzione del punteggio minimo per accedere alla misura (da 45 a 25 punti, 20 in meno);regole meno stringenti per le autovetture di un nucleo familiare con persone N.A. (Non Autosufficienti).È passato più di un mese... si è visto qualcosa: NO, ancora nulla!L'applicazione della misura SIA è come... come pretendere di mandare in pista una Ferrari a fare un tempo record facendo finta di non accorgersi che non sono state montate le ruote!Proprio perché il MLPS sa bene che gli Uffici Servizi Sociali - cronica ultima ruota del carro dei Comuni - sono già tragicamente sotto-organico e non possono gestire anche il SIA, ad agosto scorso ha partorito l'Avviso 3 non competitivo del PON Inclusione per presentare progetti di rafforzamento degli uffici. Intendiamoci, parliamo di un rafforzamento non strutturale, ma con personale precario, assunto con contratti a termine, per mettere una "pezza" per 3 anni (finché dura il finanziamento)... poi Dio - o meglio, il prossimo Governo - vedrà e provvederà... I progetti PON Inclusione sono stati presentati da tutti gli ambiti territoriali sociali d'Italia tra fine autunno e inizio inverno scorso (ad Assisi, per esempio, a metà dicembre).Peccato che il SIA è partito a settembre 2016 e, ormai ad aprile 2017, non si sa ancora nulla dell'esito dei progetti PON inclusione presentati... o meglio, alla mia Zona Sociale è stato comunicato informalmente (3 settimane fa) dalla nostra Regione che il MLPS ci avrebbe chiesto formalmente, a strettissimo giro, di rifare il budget triennale perché così com'è non va più bene (N.B. parliamo di un budget costruito al 100% secondo le stringentissime regole previste dall'Avviso 3 redatto dal MLPS): dobbiamo annullare le azioni di networking territoriale (rafforzamento della collaborazione tra i vari soggetti che cooperano nella realizzazione dei progetti di inclusione) e favorire invece il più possibile le azioni di pre-assestment e presa in carico. Benissimo, ma stabilirlo in partenza no?Il budget l'ho rifatto in due ore, ma sono 3 settimane che aspettiamo la comunicazione ufficiale dal MLPS in modo da potergli inviare il nuovo progetto rimodulato. Però a gennaio, il MLPS ci ha comunicato subito - in fase di pre-valutazione del nostro progetto - che c'era una discrepanza (in meno!) di 10 centesimi (sic!!!) tra il budget indicato e il finanziamento concesso (500.000€ per tre anni). Ahimè, non è una barzelletta! :(Ho chiesto se potevamo cofinanziare i 0,10€... potevo provvedere io stesso! :)))Risposta: non era possibile!Allora ho fatto due conti al volo e (seriamente, ma allo stesso tempo sghignazzando dentro di me!) ho controproposto che potevo correggere al volo il piano finanziario e renderlo preciso al centesimo: bastava che mi permettessero di inserire un costo orario fino all'ottava cifra decimale, fino ai centomilionesimi!!! :)Ci hanno pensato un attimo e mi hanno risposto che preferivano che rifacessimo la richiesta di finanziamento, corretta di 10 centesimi in meno.E io a correre a rintracciare il sindaco, a spiegarle la questione e a far sì che firmasse digitalmente la nuova richiesta con l'importo ridotto di 10 centesimi e ad inviarla via PEC al Ministero. Ho dedicato quasi un'intera mattina di lavoro a tutto questo, più il tempo perso dalla segreteria del Sindaco, quello perso dal Sindaco stesso... quanto sono costati alla collettività quei 10 centesimi? Fate due conti.Solo per darti un'idea del tipo di burocrazia con cui devo fare i conti nel mio lavoro.E mentre il Ministero rumina e rimugina il nostro progetto, il tempo passa, i cittadini attendono risposte e i nostri uffici scoppiano. E anche quando il nostro progetto PON Inclusione sarà stato approvato, ci vorranno almeno un paio di mesi per selezionare il nuovo personale tramite avvisi pubblici... personale che dovrà poi diventare operativo... come dire che la misura SIA è stata fatta partire a settembre 2016 e poco ci mancherà che passi un anno prima di riuscire ad avere il personale aggiuntivo per attuarla compiutamente!Fino a qualche tempo fa, dicevo che la metafora più efficace per spiegare il mio lavoro è quella di una squadra di manutenzione/pulizie che si impegna a lustrare/aggiustare a puntino gli interni di una nave mentre naviga in pieno oceano. Poi aggiungevo che la nave era il Titanic e stava già affondando... ma noi intanto tutti a impazzire e correre come matti per lucidare le maniglie delle porte e oliare le cerniere che cigolano!Negli ultimi mesi ho cambiato metafora: il mio lavoro è come stare su una nave che è stata varata prima ancora che lo scafo stesso fosse stato completato, per cui ora stiamo cercando di collocare in extremis il fasciame, mentre l'acqua entra e la nave cola a picco!Per fare i progetti di inclusione previsti dal SIA i Comuni devono obbligatoriamente avvalersi della collaborazione dei CPI (Centri per l'Impiego, prima in capo alla Provincia e ora alla Regione). Detto altrimenti, alla EM (équipe multidisciplinare) formata da assistenti sociali ed educatori in forza ai Servizi sociali deve aggiungersi l'orientatore del CPI. Al momento in tutta l'Umbria sono disponibili 7 orientatori e in queste condizioni:www.umbriaon.it/centri-per-limpiego-trascurati-in-umbria/E l'Umbria si trova già in condizioni migliori di altre regioni del Centro e di quelle del Sud! Anche i CPI potranno rafforzarsi con un loro PON Inclusione... ma fino ad allora?Vale la pena di riepilogare, un attimo, l'incredibile meccanismo SIA messo "a punto" dagli esperti del MLPS: il cittadino presenta domanda al Comune;il Comune verifica il possesso dei requisiti e carica i dati sul sito dell'INPS;l'INPS completa l'istruttoria, rigetta o accoglie la domanda e, se il punteggio acquisito è sufficiente, la ammette alla misura SIA, più precisamente alla parte passiva della misura (contributo caricato ogni bimestre sulla Carta Acquisti o Social Card o Carta SIA che dir si voglia);il Comune vede sul sito l'esito dell'istruttoria e la comunica al cittadino;il cittadino si reca alle Poste Italiane per ritirare la Carta Acquisti;Comune, CPI e cittadino concordano un progetto d'inclusione sociale (parte attiva del SIA);il cittadino accetta e sottoscrive il progetto, pena la sospensione del SIA e il blocco della Carta Acquisti.Oltre alle criticità già viste - mancanza di personale, nei Comuni e nei CPI, da dedicare alla realizzazione, attuazione e monitoraggio dei progetti di inclusione sociale - c'è ne sono altre ancora più surreali. A marzo l'INPS ha informato i Comuni che:nella trasmissione dati da INPS a Poste Italiane ci sono dei bug e capita pertanto che una parte dei beneficiari SIA non risultino a Poste Italiane e non possono vedersi attivata né consegnata la loro Carta Acquisti;non tutti gli Uffici postali sono informati della misura SIA e i cittadini che vi si recano speranzosi di ricevere la Carta Acquisti vengono spesso rimandati indietro all'INPS o al Comune. E tutto questo mentre - almeno in Umbria - i Comuni sono alle prese con l'avvio dei progetti sociali POR FSE (quelli che ci finanzia l'Europa) in clamoroso ritardo: si rischia di perdere il 6% dei finanziamenti se entro aprile 2018 non sarà stato speso il 30% delle risorse 2014-2020 (diventate nel frattempo 2017-2023). Da un anno e mezzo abbondante i Comuni sollecitano la Regione a fare gli atti indispensabili per mettere in moto il processo! Idem con patate per i progetti di Vita Indipendente per le persone con disabilità, fermi in rampa di lancio da quasi due anni ormai per palleggi vari tra MLPS e Regione. E la cosa paradossale è che dobbiamo chiudere dei servizi (quelli di promozione di stili di vita salutari tra bambini, adolescenti e giovani, per esempio, ormai sono diventati un "lusso" non sostenibile... e non saprei dire se ciò più per cecità o per incoscienza di chi alloca a monte le risorse che arrivano ai Comuni) e inventarcene in continuazione di nuovi, perché le risorse che arrivano da EU, Roma, Regione sono vincolatissime e possiamo solo attrezzarci per spenderle come è stato deciso nelle altissime stanze dei Ministeri o delle Regioni, non da chi conosce sul serio le comunità locali e i bisogni dei cittadini. Insomma è stata tradita e inapplicata la Legge 328/2000 e - per inciso - il Sociale si avvia a grandi passi a tornare nel contenitore/calderone della Sanità da cui si era emancipato una trentina d'anni fa. Corsi e ricorsi certo, ma si va a peggiorare non certo a migliorare.E cosa ti ho detto, caro Alessandro, con tutto questo? Forse giusto il 10% delle frustrazioni/incazzature lavorative di chi si sente costretto a macinare acqua invece che grano... che sa in coscienza di lavorare per tre persone (ma che dopo 25 anni di lavoro, laurea, livello D4, posizione organizzativa, grandissime responsabilità e stress, lavoro portato a casa - perché in ufficio non c'è tempo per finirlo - non arriva a guadagnare 1.600€ al mese... quando c'è chi intasca un migliaio di euro al giorno di vitalizio!!!).E ho parlato solo dei progetti più grandi, di mezzo milione d'euro di PON Inclusione (per 3 anni), di un milione e mezzo di POR FSE (per 7 anni), di 100.000€ all'anno di Vita Indipendente (tutto riferito a un territorio di 65.000 residenti). Non ho detto nulla dello stillicidio di micro-finanziamenti annuali, preconfezionati in Regione o al Ministero, che dobbiamo trasformare in progetti da attuare, per esempio:2.000€ sulle politiche giovanili;8.000€ sulla promozione della natalità;3.000€ per sostenere gli oratori;16.000€ per gli sportelli per gli stranieri;3.000€ per i giovani disabili ecc. ecc. ecc.Ma che un progetto abbia 1.000€ o 100.000€ di budget, il carico di lavoro è lo stesso, il tempo per costruirlo, attuarlo, coordinarlo, controllarlo, rendicontarlo è lo stesso. :(((Da anni imploriamo la Regione di non sommergerci di microprogettualità INUTILI e di concentrare le risorse su poche ma UTILI azioni... ci ascoltano? NO!Ti faccio un ultimo esempio: il SAL, il Servizio di Accompagnamento al Lavoro delle Zone Sociali dell'Umbria, che realizza tirocini extracurricolari (in deroga per l'inclusione socio-lavorativa o a fine terapeutico-riabilitativo) in favore delle persone disabili e/o svantaggiate. Il SAL dell'Assisano, con due operatori part time, segue una 50ina di persone all'anno e fino a una 30ina di loro tirocini in contemporanea nelle aziende del territorio). Ne sono il coordinatore, e se potessi occuparmene in esclusiva, con tutte le azioni che vorrei mettere in campo per farlo funzionare meglio, non me ne starei certo con le mani in mano. Invece devo dedicarmici a pezzi e bocconi, di fretta e furia tra 1000 cose più urgenti da fare. Sono diventato giocoforza un tuttologo del sociale: seguo 1000 cose, ognuna meglio che posso ma nessuna bene come dovrei e vorrei, se solo avessi il tempo necessario. Per questo ti assicuro - e non esagero - che faccio il lavoro minimo di 3 persone (e poi ci lamentiamo della disoccupazione!), prendendo un solo stipendio, arrivo a casa DISTRUTTO, svuotato, senza più forze per nulla... tanto meno per il blog.E mi mancano 16 anni per andare in pensione... quando ci arriverò mancheranno - grazie alle lacrime della Fornero -  un paio di mesi al 68esimo compleanno!E tutto questo nel contesto di una vulgata generale che dipinge noi dipendenti pubblici - tutti indiscriminatamente - come dei nullafacenti, assenteisti, imbroglioni, incompetenti ecc. Ti assicuro che non è per nulla gratificante.Caro Alessandro, non so se sono riuscito a darti un minimo l'idea del perché penso che Poletti viva in un altro pianeta e non tra noi comuni mortali... pensavo che avessimo toccato il fondo coi governi Berlusconi, ahimè mi sono dovuto ricredere e temo, doppio ahimè, che siamo ormai vicini al precipizio "greco". Per tutto questo ho smesso, da almeno 3 tornate elettorali, di votare PD (io che, dal PCI al PD, ero sempre stato "fedele alla linea" salvo sporadici voti a Verdi, Radicali e Democrazia Proletaria) e ora voto M5S, anche se (e sottolineo ANCHE SE) Grillo non mi piace e non vedo l'ora che la smetta di comportarsi nei confronti del Movimento come un padre nei confronti di un figlio adolescente a cui non dà fiducia!Ecco, raccontandoti tutto questo, ti ho anche spiegato perché ho perso gran parte del mio ottimismo e come mi sento facendo (comunque meglio che posso, perché ci tengo!) il mio lavoro, con tutta la frustrazione di essere solo uno e non potermi realmente moltiplicare in tre, di dover fare il tuttologo per fare meglio che posso tantissime cose invece di potermi specializzare e farne meno, ma molto meglio. Finché il Titanic va...90
22/03/2017 23:54Daniele PasseriniNucleon polarizability, quark-x e-cat e una postilla fuori tema.Post di Daniele Passerini Rieccomi su queste pagine virtuali, visto che oggi, 22 marzo, i lettori del blog mi hanno segnalato una news che ha dell'incredibile e che non potevo lasciar passare senza battere un colpo! Senza, soprattutto, rispondere all'appello di Domenico e alla sollecitazione di Andrea:22 marzo 2017 08:39domenico caninoha detto...   @DanielePer me merita un post apposito.Andrea Rossi ed il prof. Di Uppsala Gullstrom, annunciano su arxiv un cop=22.000!!! (leggesi ventiduemila). Esperimento sul quark-x del 7 marzo 2107! Aspetto il commento di Mats Lewan. E spero che sia affidabile e che arrivi alla collettività, e non rimanga nei laboratori.Penso che ormai le LENR stiano raggiungendo la massa critica collettiva, per cui non possono più essere nascoste alle masse.https://arxiv.org/pdf/1703.05249.pdf22 marzo 2017 11:15Andrea Michielinha detto...  Ciao a tutti.Spero stiate tutti bene.Ogni tanto ricapito a scrivere (anche se vi leggo spesso).Leggo su e-catworld:"A simple calculation using Ohm’s Law (.105 V / 1 Ohm = .105 A) gives the input power of 0.01102 Watts (.105 x .105)To calculate COP: 244.9 (W out) / 0.01102 (W in)COP = 22,223.23049"Il caro amato blog è ancora nei pensieri di Rossi? :)La notiziona non è sfuggita nemmeno a Francesco Celani, che l'ha subito diffusa alla sua cerchia di contatti con interessanti chiose:Data:       22 marzo 2017 11:46Da:          Francesco Celani Oggetto: "Articolo" di Rossidepositato su ARXIV: Prima volta. SEMBRA usino Costantana...Cari Colleghi,Vi invio, in allegato, un articolo scritto da Andrea Rossi-Gollastad, e depositato/pubblicato, per la prima volta, su ArXiv.L'articolo si riferisce alla possibile spiegazione del funzionamento del suo nuovo "giocattolo",  un mini-reattore, denominato QuarkX.Cambiamento di "strategia"?Mi SEMBRA di capire  (dopo una BREVISSIMA lettura del documento) che, a parte le complesse equazioni teoriche, anche Lui utilizzi un "Coin Metal con manganese", cioè  spesso proprio la Costantana della IsabellenHutte (Cu_55*Ni_44*Mn_1) da Noi utilizzata dal 2011. La famiglia delle Costantane, date le eccellenti proprietà meccaniche e chimiche, è usata ANCHE per le monete da 1 e 2 Euro.Ovviamente, se ciò fosse vero, sarebbe un bel "segnale".Cercherò di leggere il, non facile, articolo.I Vostri commenti sono benvenuti, come sempre.Francesco Se l'articolo "Nucleon polarizability and long range strongforce from σI=2 meson exchange potential" è difficile per Celani - ricercatore di prima classe e lungo pelo dell'INFN - figuriamoci per noi autori e lettori di 22 passi!Chissà che qualche Re Magio autentico (quelli millantati restano inesorabilmente fermi in moderazione) non possa affacciarsi qui a dirci cosa ne pensa...Comunque sia, nello spazio commenti di questo post potrete sbizzarririvi a scambiarvi idee e impressioni sull'ultimo paper dedicato al quark-X di Andrea Rossi.***Postilla fuori tema (ma giustificata).Vi rubo solo un minuto per spiegarvi perché il 10° anno di vita del blog 22 passi, il 2016, sia stato quello con meno post di tutti.Ai primi di giugno 2016 a mia suocera fu diagnosticato un tumore incurabile. Elisa (mia moglie) ed io abbiamo provato allora, con tatto, a proporle delle cure alternative, orientandola verso un mix tra un protocollo a base di ascorbato di potassio e un altro che prevede la nutrizione con estratti di frutta e verdura, facendo riferimento a due stimati medici del nord Italia che prescrivono i loro protocolli a titolo totalmente gratuito, a riprova di grande umanità e serietà.Dopo un paio di mesi, in cui tra l'altro sembrava rispondere positivamente a questo mix, purtroppo mia suocera ha deciso di interromperlo e affidare le sue ultime speranze a una chemioterapia meramente palliativa (così gli stessi oncologi hanno detto a noi parenti) e questo per seguire i "consigli ortodossi" di un medico che conosceva da una vita e per il quale nutriva una fiducia cieca. Non abbiamo potuto far altro che rispettare la sua scelta, starle vicino e farle forza, fino al 13 marzo scorso, quando è spirata (forse meno per le conseguenze del tumore che della chemioterapia). E per un soffio non ha fatto in tempo a vedere sua figlia laurearsi Infermiera. Infatti proprio oggi, 22 marzo, all'aula 22 della Facoltà di Medicina della nostra città, nel primo pomeriggio, Elisa ha superato brillantemente l'Esame di Stato di Infermiera, come sua madre sperava. Dal 13 marzo ad oggi, Elisa aveva continuato a sentirla vicina e a parlarle tra sé e sé; e mentre ripeteva uno a uno tutti i piani assistenziali infermieristici, l'ha pregata di esserle accanto stamattina all'esame e magari di far uscire una domanda relativa all'Alzheimer, argomento della sua tesi di laurea. Per una settimana ha fatto questo "pensiero positivo". Stamattina quando è arrivato il suo turno, Elisa ha estratto il piani assistenziale n. 13, guardacaso proprio quello corrispondente al piano assistenziale per l'alzheimeriano... solo una coincidenza? In tutta sincerità, credo proprio di no.121
25/02/2017 22:53Daniele PasseriniCome ti risolvo i problemi di Roma in meno di 13 minuti - Verso un’ecologia della mente…Post di Alessandro PepeIl 22 Febbraio 2017, alle 11.35am ho risolto i problemi di Roma. O meglio ho risolto la questione della percezione dello sporco di questa città, che stando alle statistiche è la prima questione sensibile secondo i cittadini romani. Sporco inteso non solo come immondizia nei cassonetti, ma quel senso diffuso di non pulito. Ci sono ancora le questioni dei mezzi pubblici, del degrado culturale, del traffico, della corruzione ma sono convinto che tutti questi temi verrano risolti a seguire.Quanto tempo ci  è voluto? quanto mi è costato?Se consideriamo anche il tempo per l’approvvigionamento materiale e per la campagna promozionale circa 26.10 minuti. Ma va considerato che di questi 12.25  minuti sono stati utilizzati per l’acquisto dell’attrezzatura, quindi una tantum.Il costo sostenuto è stato di 7.50 euro, al momento finanziato da una ditta privata (me stesso) ma conto di trovare in futuro finanziatori esterni.Ma partiamo dall'inizio.La percezione della sporcizia a Roma più che dai cassonetti pieni e dai frigoriferi è data da una monnezza minuta, tra gli interstizi, tra i gradini dei marciapiedi, fatta di materiale urbano di risulta di varia natura: bottigliette di plastica, carta di giornale, depliant pubblicitari, cicche di sigarette, escrementi di cane, etc… È in questa zona di confine che si annida lo sporco più ostinato ed è proprio lì che percepiamo quel senso di impotenza, dove ci sentiamo inferiori rispetto agli svizzeri, ai tedeschi e agli emiliani.  Abito al Pigneto, quartiere semiperiferico di Roma, da alcuni considerato il Greenwich Village romano, da altri un immondezzaio a cielo aperto. Io mi ci trovo bene. Ha i suoi problemi, ma si respira (oltre alla monnezza) un sano senso di comunità. Anche se…Abito precisamente in via Ettore Giovenale 44. Proprio al confine con la movida e dove inizia una sconnessa ma simpatica area residenziale. Ecco, succede che dal civico 44 al civico 52 (circa 32 metri di marciapiede) vi è un accumulo di sporcizia composta dagli elementi di cui sopra che a giudicare dalle incrostazioni sembrerebbe lì da qualche mese, sicuramente da prima dell’8 Dicembre (giorno del mio insediamento in questa zona). Non so perché proprio questo tratto di strada sia ignorato dall’AMA. Sta di fatto che un giorno mi dico: perché non scendere e pulire. Avevo programmato di spenderci un pomeriggio di un mio giorno libero, ma  in meno di 15 minuti ecco che ho sistemato un tratto di marciapiede di quasi 40 metri. A Roma è una bella giornata di sole, ho riempito mezzo sacco nero 80 x 120 e riciclato 6 bottiglie di vetro e 12 di plastica (il resto nell’indifferenziata).Intendiamoci, non sono un maniaco dell’ordine e sono pochissimo attento alla questione rifiuti e differenziata. Ho uno scarsissimo senso civico e sono in ritardo di 3 mesi con la rata condominiale.Ma una volta finito il lavoro mi sono fermato a fare due conti. Correggetemi se sbaglio: se lo 0,6% dei cittadini romani dedicasse 15 minuti alla settimana alla pulizia delle strade, Roma non splenderebbe più di Zurigo? Non è forse in questa dimensione atomica del problema che si scatena la reazione nucleare della moderna potenziale democrazia partecipata? Ipotizzate che per magia ci si fermasse un attimo e invece di condividere il video del cane che rutta si decidesse di mettersi in gioco per qualche minuto? Quale sarebbe la risultante esponenziale di quest’equazione? Qui non si tratta di fare una rivoluzione, ma di dirigerla, perché la rivoluzione in termini tecnici c’è già, solo che è una forza in potenza e non in atto.In fondo e proprio su questi temi che ci si scontra oggi. Forse è proprio qui che avviene il cambio di paradigma.La settimana prossima metto a disposizione della collettività altri 12 minuti e ad Aprile, precisamente Domenica 23 alle ore 11am, il mio locale per un incontro tra gli amici del blog 22 passi per parlare di:Vino, archeologia, LENR, democrazia partecipata, filiere produttive, cibernetica, paradigmi, etc... e ancora vino.Appuntamento alla Rimessa RoscioliVia del Conservatorio 58, Roma (max 40 posti)Ci saranno video proiezioni, dibattiti e incontri sullo scibile umano senza discriminazione alcuna.A presto!Alessandro Pepe 15
25/02/2017 22:53Daniele PasseriniCome ti risolvo i problemi di Roma in meno di 13 minuti - Verso un’ecologia della mente…Post di Alessandro PepeIl 22 Febbraio 2017, alle 11.35am ho risolto i problemi di Roma. O meglio ho risolto la questione della percezione dello sporco di questa città, che stando alle statistiche è la prima questione sensibile secondo i cittadini romani. Sporco inteso non solo come immondizia nei cassonetti, ma quel senso diffuso di non pulito. Ci sono ancora le questioni dei mezzi pubblici, del degrado culturale, del traffico, della corruzione ma sono convinto che tutti questi temi verrano risolti a seguire.Quanto tempo ci  è voluto? quanto mi è costato?Se consideriamo anche il tempo per l’approvvigionamento materiale e per la campagna promozionale circa 26.10 minuti. Ma va considerato che di questi 12.25  minuti sono stati utilizzati per l’acquisto dell’attrezzatura, quindi una tantum.Il costo sostenuto è stato di 7.50 euro, al momento finanziato da una ditta privata (me stesso) ma conto di trovare in futuro finanziatori esterni.Ma partiamo dall'inizio.La percezione della sporcizia a Roma più che dai cassonetti pieni e dai frigoriferi è data da una monnezza minuta, tra gli interstizi, tra i gradini dei marciapiedi, fatta di materiale urbano di risulta di varia natura: bottigliette di plastica, carta di giornale, depliant pubblicitari, cicche di sigarette, escrementi di cane, etc… È in questa zona di confine che si annida lo sporco più ostinato ed è proprio lì che percepiamo quel senso di impotenza, dove ci sentiamo inferiori rispetto agli svizzeri, ai tedeschi e agli emiliani.  Abito al Pigneto, quartiere semiperiferico di Roma, da alcuni considerato il Greenwich Village romano, da altri un immondezzaio a cielo aperto. Io mi ci trovo bene. Ha i suoi problemi, ma si respira (oltre alla monnezza) un sano senso di comunità. Anche se…Abito precisamente in via Ettore Giovenale 44. Proprio al confine con la movida e dove inizia una sconnessa ma simpatica area residenziale. Ecco, succede che dal civico 44 al civico 52 (circa 32 metri di marciapiede) vi è un accumulo di sporcizia composta dagli elementi di cui sopra che a giudicare dalle incrostazioni sembrerebbe lì da qualche mese, sicuramente da prima dell’8 Dicembre (giorno del mio insediamento in questa zona). Non so perché proprio questo tratto di strada sia ignorato dall’AMA. Sta di fatto che un giorno mi dico: perché non scendere e pulire. Avevo programmato di spenderci un pomeriggio di un mio giorno libero, ma  in meno di 15 minuti ecco che ho sistemato un tratto di marciapiede di quasi 40 metri. A Roma è una bella giornata di sole, ho riempito mezzo sacco nero 80 x 120 e riciclato 6 bottiglie di vetro e 12 di plastica (il resto nell’indifferenziata).Intendiamoci, non sono un maniaco dell’ordine e sono pochissimo attento alla questione rifiuti e differenziata. Ho uno scarsissimo senso civico e sono in ritardo di 3 mesi con la rata condominiale.Ma una volta finito il lavoro mi sono fermato a fare due conti. Correggetemi se sbaglio: se lo 0,6% dei cittadini romani dedicasse 15 minuti alla settimana alla pulizia delle strade, Roma non splenderebbe più di Zurigo? Non è forse in questa dimensione atomica del problema che si scatena la reazione nucleare della moderna potenziale democrazia partecipata? Ipotizzate che per magia ci si fermasse un attimo e invece di condividere il video del cane che rutta si decidesse di mettersi in gioco per qualche minuto? Quale sarebbe la risultante esponenziale di quest’equazione? Qui non si tratta di fare una rivoluzione, ma di dirigerla, perché la rivoluzione in termini tecnici c’è già, solo che è una forza in potenza e non in atto.In fondo e proprio su questi temi che ci si scontra oggi. Forse è proprio qui che avviene il cambio di paradigma.La settimana prossima metto a disposizione della collettività altri 12 minuti e ad Aprile, precisamente Domenica 23 alle ore 11am, il mio locale per un incontro tra gli amici del blog 22 passi per parlare di:Vino, archeologia, LENR, democrazia partecipata, filiere produttive, cibernetica, paradigmi, etc... e ancora vino.Appuntamento alla Rimessa RoscioliVia del Conservatorio 58, Roma (max 40 posti)Ci saranno video proiezioni, dibattiti e incontri sullo scibile umano senza discriminazione alcuna.A presto!Alessandro Pepe 12
22/02/2017 18:16Daniele PasseriniIl diritto di contare (Hidden Figures, 2016)Ieri ho avuto l'opportunità di vedere in anteprima Il diritto di contare, film statunitense del 2016, che verrà distribuito nei cinema italiani a partire dall'8 marzo 2017, giornata internazionale della donna. Diciamo subito che si tratta di una storia vera, tratta dal libro Hidden Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space Race di Margot Lee Shetterly, pubblicato in Italia da HarperCollins col titolo Il diritto di contare (traduzione che non tradisce lo spirito dell'opera).L'autrice è figlia di uno scienziato dei laboratori NASA di Langley e questo l'ha sicuramente aiutata a rievocare il contesto storico del libro: gli anni della guerra fredda, la corsa allo spazio con gli USA a rincorrere l'Unione Sovietica, il programma Mercury e il primo volo orbitale di John Glenn (10 mesi dopo l'exploit di Gagarin), i primi computer IBM che occupavano stanze intere (e che, anche smontati, non passavano per le porte!). Ma anche gli anni in cui la segregazione razziale era ancora la norma in molti stati USA, tra cui appunto la Florida, e le pari opportunità tra uomini e donne erano ancora molto in là dal venire, cosicché essere donna di colore significava scontrarsi contro i pregiudizi due volte, vuoi nella vita quotidiana (persino fare la pipì diventava un problema!), vuoi nell'ambito dello studio, vuoi nell'ambito del lavoro, anche quello altamente specializzato della NASA.Vi sembra un pout pourri? Troppe cose per riuscire a funzionare insieme? Invece il film (e suppongo ancora di più il libro) ci riesce in modo appassionante, restituendoci uno spaccato dei primi anni '60 attraverso la vita di tre matematiche di colore che lavoravano al Centro Ricerche di Langley, Katherine Johnson (classe 1918), Dorothy Vaughan (1910-2008), Mary Jackson (1921-2005), tre amiche e colleghe che sono state capaci, ciascuna di loro, di primeggiare in un determinato campo scientifico-tecnologico all'interno della NASA:al fondamentale contributo dato da Katherine Johnson alla navigazione spaziale è debitore l'intero programma spaziale americano (Programmi Mercury, Gemini, Apollo, Shuttle ecc.);Dorothy Vaughan è stata la prima donna afro-americana a essere riconosciuta responsabile di un gruppo di lavoro NASA, nonché pioniera della programmazione FORTRAN dei sistemi mainframe;Mary Jackson a sua volta è stata la prima donna afro-americana a conseguire la laurea in ingegneria (fino ad allora alle persone di colore non era consentito accedere a questo titolo di studio) grazie al quale ha condotto importanti ricerche nel campo dell'aerodinamica.Se tutto questo non vi basta per incuriosirvi, aggiungo che:il film si presenta alla notte degli Oscar 2017 con tre candidature, al Miglior film, alla Migliore sceneggiatura non originale e alla Miglior attrice non protagonista - per il ruolo di Dorothy Vaughan - a Octavia Spencer (già vincitrice della medesima statuetta nel 2012 grazie alla sua indimenticabile performance in The Help);la protagonista Katherine Johnson è magistralmente interpretata da Taraji P. Henson, che ha sfiorato l'Oscar 2009 alla Miglior attrice non protagonista con il film Il curioso caso di Benjamin Button;nel film riveste un ruolo importante Kevin Costner, con una interpretazione finalmente degna dei suoi tempi migliori;per ultimo la colonna sonora è opera dell'immancabile Hans Zimmer e vede la partecipazione di un mattatore di hit qual è Pharrell Williams.Buona visione al cinema dall'8 marzo in poi.1
22/02/2017 18:16Daniele PasseriniIl diritto di contare (Hidden Figures, 2016)Ieri ho avuto l'opportunità di vedere in anteprima Il diritto di contare, film statunitense del 2016, che verrà distribuito nei cinema italiani a partire dall'8 marzo 2017, giornata internazionale della donna. Diciamo subito che si tratta di una storia vera, tratta dal libro Hidden Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space Race di Margot Lee Shetterly, pubblicato in Italia da HarperCollins col titolo Il diritto di contare (traduzione che non tradisce lo spirito dell'opera).L'autrice è figlia di uno scienziato dei laboratori NASA di Langley e questo l'ha sicuramente aiutata a rievocare il contesto storico del libro: gli anni della guerra fredda, la corsa allo spazio con gli USA a rincorrere l'Unione Sovietica, il programma Mercury e il primo volo orbitale di John Glenn (10 mesi dopo l'exploit di Gagarin), i primi computer IBM che occupavano stanze intere (e che, anche smontati, non passavano per le porte!). Ma anche gli anni in cui la segregazione razziale era ancora la norma in molti stati USA, tra cui appunto la Florida, e le pari opportunità tra uomini e donne erano ancora molto in là dal venire, cosicché essere donna di colore significava scontrarsi contro i pregiudizi due volte, vuoi nella vita quotidiana (persino fare la pipì diventava un problema!), vuoi nell'ambito dello studio, vuoi nell'ambito del lavoro, anche quello altamente specializzato della NASA.Vi sembra un pout pourri? Troppe cose per riuscire a funzionare insieme? Invece il film (e suppongo ancora di più il libro) ci riesce in modo appassionante, restituendoci uno spaccato dei primi anni '60 attraverso la vita di tre matematiche di colore che lavoravano al Centro Ricerche di Langley, Katherine Johnson (classe 1918), Dorothy Vaughan (1910-2008), Mary Jackson (1921-2005), tre amiche e colleghe che sono state capaci, ciascuna di loro, di primeggiare in un determinato campo scientifico-tecnologico all'interno della NASA:al fondamentale contributo dato da Katherine Johnson alla navigazione spaziale è debitore l'intero programma spaziale americano (Programmi Mercury, Gemini, Apollo, Shuttle ecc.);Dorothy Vaughan è stata la prima donna afro-americana a essere riconosciuta responsabile di un gruppo di lavoro NASA, nonché pioniera della programmazione FORTRAN dei sistemi mainframe;Mary Jackson a sua volta è stata la prima donna afro-americana a conseguire la laurea in ingegneria (fino ad allora alle persone di colore non era consentito accedere a questo titolo di studio) grazie al quale ha condotto importanti ricerche nel campo dell'aerodinamica.Se tutto questo non vi basta per incuriosirvi, aggiungo che:il film si presenta alla notte degli Oscar 2017 con tre candidature, al Miglior film, alla Migliore sceneggiatura non originale e alla Miglior attrice non protagonista - per il ruolo di Dorothy Vaughan - a Octavia Spencer (già vincitrice della medesima statuetta nel 2012 grazie alla sua indimenticabile performance in The Help);la protagonista Katherine Johnson è magistralmente interpretata da Taraji P. Henson, che ha sfiorato l'Oscar 2009 alla Miglior attrice non protagonista con il film Il curioso caso di Benjamin Button;nel film riveste un ruolo importante Kevin Costner, con una interpretazione finalmente degna dei suoi tempi migliori;per ultimo la colonna sonora è opera dell'immancabile Hans Zimmer e vede la partecipazione di un mattatore di hit qual è Pharrell Williams.Buona visione al cinema dall'8 marzo in poi.10
17/02/2017 14:42Daniele PasseriniImproved stability and performance of surface-modified Constantan wires, by chemical additions and Post di Francesco Celani  Cari Colleghi,ho il piacere di informarVi che il Nostro recente articolo sulle LENR, a seguito del Congresso ICCF20 tenutosi presso l'Università di Tohoku - Giappone (2-9 Ottobre 2016), ha ottenuto (dal Comitato Organizzativo) il PERMESSO di libera distribuzione, anticipata, anche in formato elettronico.Al documento, in allegato [download file], deve essere apposta la dicitura:"Pre-print submitted to ICCF20 Committee. To be, eventually, published in  the Proceedings of ICCF20".Il lavoro è stato apprezzato per l'elevato livello di "innovazione". Particolare attenzione è stata posta all'utilizzo, di fatto innovativo, del gas Xenon come co-catalizzatore dei fenomeni di AHE (Anomalous Heat Excess).Il Comitato Organizzatore si augura che tale innovativo lavoro sperimentale possa dare ulteriore impulso agli studi sulle LENR in generale, anche e soprattutto dal punto di vista tecnologico/applicativo.Grazie per la Vostra attenzione,Francesco CELANI148
17/02/2017 14:42Daniele PasseriniImproved stability and performance of surface-modified Constantan wires, by chemical additions and Post di Francesco Celani  Cari Colleghi,ho il piacere di informarVi che il Nostro recente articolo sulle LENR, a seguito del Congresso ICCF20 tenutosi presso l'Università di Tohoku - Giappone (2-9 Ottobre 2016), ha ottenuto (dal Comitato Organizzativo) il PERMESSO di libera distribuzione, anticipata, anche in formato elettronico.Al documento, in allegato [download file], deve essere apposta la dicitura:"Pre-print submitted to ICCF20 Committee. To be, eventually, published in  the Proceedings of ICCF20".Il lavoro è stato apprezzato per l'elevato livello di "innovazione". Particolare attenzione è stata posta all'utilizzo, di fatto innovativo, del gas Xenon come co-catalizzatore dei fenomeni di AHE (Anomalous Heat Excess).Il Comitato Organizzatore si augura che tale innovativo lavoro sperimentale possa dare ulteriore impulso agli studi sulle LENR in generale, anche e soprattutto dal punto di vista tecnologico/applicativo.Grazie per la Vostra attenzione,Francesco CELANI114
08/02/2017 19:09Daniele Passerini Le speranze sull'E-Cat possono ancora volare alto?Post di Daniele PasseriniOggi E-cat world ha scovato un documento interessante:https://drive.google.com/open?id=0BzKtdce19-wyNExpQnhuMzVieFkLa Boeing è stata chiamata a deporre nel processo che oppone Andrea Rossi a Industrial Heat... in merito a cosa? Sappiamo solo che succederà domani 9 febbrario, alle 10:00 a.m., al Tribunale di Miami e che Andrea Rossi - secondo E-catworld - avrebbe chiesto che la deposizione venga segretata.Rif. http://www.e-catworld.com/2017/02/08/rossi-vs-industrial-heat-how-is-boeing-involved/Se aggiungiamo a questa notizia che gira da un po' la voce che la Boeing abbia testato l'E-Cat, qualche voletto pindarico si potrebbe fare.Allora "giochiamo" un po'.Cercando su google boeing + e-cat salta fuori questo link:What Is 787 Ecat? — Civil Aviation Forum | Airliners.netwww.airliners.net/aviation-forums/general_aviation/.../3998167 Boeing-787-8-Dreamliner/1356308/L/ You'll see in the upper left hand corner a room across the other side of the assembly hall, with a banner that says "787 ECAT" and a whole bunch of computers.Purtroppo il link conduce solo alla pagina generale del forum di Airliners, come se si trattasse di un commento cancellato successivamente alla sua pubblicazione, ma ancora indicizzato da Google. La fonte sembrerebbe un insider. Dunque, quale era il contenuto integrale del commento e perché è stato cancellato? ECAT associato al 787 Dreamliner è una mera sigla aeronautica di cui ignoriamo il significato o indica il reattore E-Cat di Andrea Rossi? P.S. ECAT = Electrical Corrective Action Team. Grazie Robbins! ;)3
08/02/2017 19:09Daniele Passerini Le speranze sull'E-Cat possono ancora volare alto?Post di Daniele PasseriniOggi E-cat world ha scovato un documento interessante:https://drive.google.com/open?id=0BzKtdce19-wyNExpQnhuMzVieFkLa Boeing è stata chiamata a deporre nel processo che oppone Andrea Rossi a Industrial Heat... in merito a cosa? Sappiamo solo che succederà domani 9 febbrario, alle 10:00 a.m., al Tribunale di Miami e che Andrea Rossi - secondo E-catworld - avrebbe chiesto che la deposizione venga segretata.Rif. http://www.e-catworld.com/2017/02/08/rossi-vs-industrial-heat-how-is-boeing-involved/Se aggiungiamo a questa notizia che gira da un po' la voce che la Boeing abbia testato l'E-Cat, qualche voletto pindarico si potrebbe fare.Allora "giochiamo" un po'.Cercando su google boeing + e-cat salta fuori questo link:What Is 787 Ecat? — Civil Aviation Forum | Airliners.netwww.airliners.net/aviation-forums/general_aviation/.../3998167 Boeing-787-8-Dreamliner/1356308/L/ You'll see in the upper left hand corner a room across the other side of the assembly hall, with a banner that says "787 ECAT" and a whole bunch of computers.Purtroppo il link conduce solo alla pagina generale del forum di Airliners, come se si trattasse di un commento cancellato successivamente alla sua pubblicazione, ma ancora indicizzato da Google. La fonte sembrerebbe un insider. Dunque, quale era il contenuto integrale del commento e perché è stato cancellato? ECAT associato al 787 Dreamliner è una mera sigla aeronautica di cui ignoriamo il significato o indica il reattore E-Cat di Andrea Rossi? 143
05/02/2017 00:00Daniele PasseriniÈ una questione di redistribuzione.post di Claudio RossiMentre con argomenti concreti sperimentati sul campo, Gino Strada dichiara (a ragione) che l’abolizione della guerra è l’unica e inevitabile possibilità per la soluzione dei conflitti, la situazione generale del mondo va prendendo una bruttissima piega; soprattutto per gli spostamenti epocali di masse umane che lasciano i propri paesi, dove è impossibile vivere in sicurezza o condurre una vita, per quanto modesta, almeno dignitosa.Un recentissimo e interessante libro di Maurizio Pallante e Alessandro Pertosa, nel sostenere con ottimi argomenti le ragioni di una decrescita “selettiva e governata” attribuisce le migrazioni all’esigenza dei paesi più industrializzati di disporre di crescente manodopera a buon mercato per rispondere all’incremento della domanda originato dalla globalizzazione.Su questo punto non sono affatto d’accordo: perché di pari passo con l’industrializzazione, i grandi paesi produttori hanno puntato sull’automazione e sulla tecnologia mirata a ridurre l’incidenza della manodopera per unità di prodotto, eventualmente spostando le fabbriche con produzioni a maggior contenuto di lavoro proprio là dove la manodopera è a minor prezzo e agendo, quindi, da freno al richiamo di manodopera dall’esterno. Appare invece evidente l’altro aspetto segnalato da Pallante e Pertosa che, per assicurarsi l’accesso a condizioni sempre più vantaggiose alle materie prime, i paesi produttori non hanno esitato a distruggere le fragili democrazie dei paesi poveri o a creare situazioni di guerra permanente aizzando le diversità religiose o tribali per garantirsi (divide et impera) un ruolo dominante dove sia possibile drenare ricchezze in cambio di armi, potere o protezioni.Inoltre la globalizzazione e l’ampliamento del mercato, tanto invocato dai sacerdoti della “crescita” come panacea di tutti i problemi, ha irresponsabilmente operato una redistribuzione a rovescio concentrando sempre più la ricchezza e diffondendo sempre più la povertà.Infine le politiche restrittive di stampo liberista mirate a conservare il potere della ricchezza finanziaria (cartacea) hanno comportato un aumento della povertà anche all’interno degli stessi paesi “ricchi”.Lo spostamento delle masse dei diseredati e l’insoddisfazione delle classi impoverite si originano principalmente da queste politiche irresponsabili e stanno creando una miscela esplosiva ben alimentata da chi auspica una guerra tra poveri e soffia sul fuoco dei populismi, dei nazionalismi e dell’intolleranza, ma ovviamente senza far nulla per rimuovere le vere cause dei guasti prodotti. 0
05/02/2017 00:00Daniele PasseriniÈ una questione di redistribuzione.post di Claudio RossiMentre con argomenti concreti sperimentati sul campo, Gino Strada dichiara (a ragione) che l’abolizione della guerra è l’unica e inevitabile possibilità per la soluzione dei conflitti, la situazione generale del mondo va prendendo una bruttissima piega; soprattutto per gli spostamenti epocali di masse umane che lasciano i propri paesi, dove è impossibile vivere in sicurezza o condurre una vita, per quanto modesta, almeno dignitosa.Un recentissimo e interessante libro di Maurizio Pallante e Alessandro Pertosa, nel sostenere con ottimi argomenti le ragioni di una decrescita “selettiva e governata” attribuisce le migrazioni all’esigenza dei paesi più industrializzati di disporre di crescente manodopera a buon mercato per rispondere all’incremento della domanda originato dalla globalizzazione.Su questo punto non sono affatto d’accordo: perché di pari passo con l’industrializzazione, i grandi paesi produttori hanno puntato sull’automazione e sulla tecnologia mirata a ridurre l’incidenza della manodopera per unità di prodotto, eventualmente spostando le fabbriche con produzioni a maggior contenuto di lavoro proprio là dove la manodopera è a minor prezzo e agendo, quindi, da freno al richiamo di manodopera dall’esterno. Appare invece evidente l’altro aspetto segnalato da Pallante e Pertosa che, per assicurarsi l’accesso a condizioni sempre più vantaggiose alle materie prime, i paesi produttori non hanno esitato a distruggere le fragili democrazie dei paesi poveri o a creare situazioni di guerra permanente aizzando le diversità religiose o tribali per garantirsi (divide et impera) un ruolo dominante dove sia possibile drenare ricchezze in cambio di armi, potere o protezioni.Inoltre la globalizzazione e l’ampliamento del mercato, tanto invocato dai sacerdoti della “crescita” come panacea di tutti i problemi, ha irresponsabilmente operato una redistribuzione a rovescio concentrando sempre più la ricchezza e diffondendo sempre più la povertà.Infine le politiche restrittive di stampo liberista mirate a conservare il potere della ricchezza finanziaria (cartacea) hanno comportato un aumento della povertà anche all’interno degli stessi paesi “ricchi”.Lo spostamento delle masse dei diseredati e l’insoddisfazione delle classi impoverite si originano principalmente da queste politiche irresponsabili e stanno creando una miscela esplosiva ben alimentata da chi auspica una guerra tra poveri e soffia sul fuoco dei populismi, dei nazionalismi e dell’intolleranza, ma ovviamente senza far nulla per rimuovere le vere cause dei guasti prodotti. 22
26/01/2017 19:53Daniele PasseriniConsiderazioni personali su eziopatogenesi e cura del cancropost di Vincenzo BonomoCento anni fa gli italiani quasi non sapevano cosa fosse il cancro, le cellule non "impazzivano" ed i conflitti interiori rimanevano tranquillamente irrisolti senza fare grossi danni. Ora invece l'incubo di questa malattia ci accompagna tutti quotidianamente (direttamente o indirettamente). I nostri antenati avevano uno stile di vita frugale con una dieta a base di vegetali e frutta, pochi carboidrati e ancor meno proteine di origine animale provenienti da un ambiente praticamente incontaminato. Oggi invece è esattamente il contrario (date uno sguardo nel vostro frigo) con grande abbondanza di proteine animali e carboidrati (semplici e complessi) fortemente acidificanti e scarse verdure e frutta perdipiù provenienti da ecosistemi gravemente inquinati. I picchi glicemici (la "benzina" dei tumori) una volta erano rari e rapidamente riassorbiti dal duro lavoro manuale (in casa e fuori) e dalla consuetudine di spostarsi a piedi o in bicicletta, mentre oggi l'iperglicemia ci accompagna spesso durante le giornate, amplificata dal fatto che la fatica fisica sul lavoro è molto rara, gli elettrodomestici ci sono di grande ausilio e l'automobile è diventata praticamente una nostra protesi. Queste semplici considerazioni mi inducono a pensare che la teoria "dell'impazzimento" delle cellule è perfettamente funzionale agli interessi delle Case farmaceutiche che lucrano sui chemioterapici, ma è talmente aspecifica ed aleatoria che ritengo maggiormente plausibile la teoria del premio Nobel Otto H. Warburg sull'interrelazione fra acidosi del corpo e cancro. La Natura è implacabile e non fa sconti a nessuno per cui, una volta superati certi parametri biochimici in cui il nostro corpo va in prolungata acidosi, Lei "interpreta" questa condizione come segnale di debolezza e premorienza (come se fossimo molto anziani e quindi alla fine del ciclo vitale) e quindi non fa altro che attivare gli strumenti a sua disposizione per degradare il nostro organismo (polvere eravamo e polvere dobbiamo tornare) fino agli elementi base che lo costituiscono, per farli rientrare nel grande ciclo naturale (esattamente come fa per esempio con un animale morto o un albero caduto). Questi strumenti sono i funghi (candida) già presenti nel nostro organismo e fino a quel momento non patogeni che, opportunisticamente, cercano di colonizzare specifici tessuti particolarmente infiammati ed indeboliti. Il tessuto "aggredito" tenta di neutralizzare la candida inglobandola al suo interno formando un tumore che viene definito "benigno" se l'azione ha un esito positivo, se invece il nostro sistema immunitario ha delle difficoltà e il tessuto non riesce a contenere l'infezione, questa diventerà un tumore "maligno" ovvero la candida farà quello per cui è programmata e rilascerà spore/metastasi nel circolo sanguigno e linfatico per colonizzare tutto l'organismo fino alle estreme conseguenze. Molti sostengono che la candida è una conseguenza e non la causa del tumore scordandosi che quest'ultimo "se si comporta come un fungo e si riproduce come un fungo allora probabilmente è un fungo" (cit. del gallo di Levi). Oltretutto la prova del nove che il cancro è di origine fungina consiste nel fatto che le cellule cancerose oltre che di glucosio, sono particolarmente "avide" di ferro e guardacaso la candida normalmente presente nel nostro corpo ha proprio la funzione di chelare i metalli pesanti!Alla luce di queste considerazioni mi sono chiesto come mi sarei curato nell'eventualità di un coinvolgimento personale in questa malattia e la risposta è stata univoca, ovvero adotterei sicuramente il "protocollo Amedeo Gioia" (potete trovarlo facilmente sul web, per esempio qui e qui) il quale molto intelligentemente ha sfruttato la capacità dell'artemisia annua di ossidare il ferro presente nelle cellule cancerose inducendone l'apoptosi e l'autofagia in tempi estremamente rapidi (già dopo poche ore i dolori lancinanti che aveva erano spariti) e senza "danni collaterali" alle cellule sane, passando da una aspettativa di vita di poche settimane ad una completa guarigione. Contemporaneamente alla cura a base di soluzione idroalcolica di artemisia annua e ferro, Gioia ha iniziato una dieta vegana che sicuramente ha dato un prezioso contributo al felice esito della malattia. Forse le uniche modifiche che introdurrei sarebbero un periodo di uno/due giorni di assoluto digiuno prima dell'inizio della cura per "affamare" vieppiù le cellule cancerose, inoltre starei ben attento a non ingerire nulla fra un pasto e l'altro (nel caso solo acqua) e presterei attenzione agli orari dei pasti per coprire equamente tutto l'arco della giornata in modo da non avere differenze temporali nella concentrazione di principio attivo nel corpo. Per concludere ribadisco che tutto quello che ho scritto riguarda mie personali convinzioni: non voglio influenzare nessuno riguardo eventuali percorsi di cura che sono e restano responsabilità assolutamente individuali. 0
26/01/2017 19:53Daniele PasseriniConsiderazioni personale su eziopatogenesi e cura del cancropost di Vincenzo BonomoCento anni fa gli italiani quasi non sapevano cosa fosse il cancro, le cellule non "impazzivano" ed i conflitti interiori rimanevano tranquillamente irrisolti senza fare grossi danni. Ora invece l'incubo di questa malattia ci accompagna tutti quotidianamente (direttamente o indirettamente). I nostri antenati avevano uno stile di vita frugale con una dieta a base di vegetali e frutta, pochi carboidrati e ancor meno proteine di origine animale provenienti da un ambiente praticamente incontaminato. Oggi invece è esattamente il contrario (date uno sguardo nel vostro frigo) con grande abbondanza di proteine animali e carboidrati (semplici e complessi) fortemente acidificanti e scarse verdure e frutta perdipiù provenienti da ecosistemi gravemente inquinati. I picchi glicemici (la "benzina" dei tumori) una volta erano rari e rapidamente riassorbiti dal duro lavoro manuale (in casa e fuori) e dalla consuetudine di spostarsi a piedi o in bicicletta, mentre oggi l'iperglicemia ci accompagna spesso durante le giornate, amplificata dal fatto che la fatica fisica sul lavoro è molto rara, gli elettrodomestici ci sono di grande ausilio e l'automobile è diventata praticamente una nostra protesi. Queste semplici considerazioni mi inducono a pensare che la teoria "dell'impazzimento" delle cellule è perfettamente funzionale agli interessi delle Case farmaceutiche che lucrano sui chemioterapici, ma è talmente aspecifica ed aleatoria che ritengo maggiormente plausibile la teoria del premio Nobel Otto H. Warburg sull'interrelazione fra acidosi del corpo e cancro. La Natura è implacabile e non fa sconti a nessuno per cui, una volta superati certi parametri biochimici in cui il nostro corpo va in prolungata acidosi, Lei "interpreta" questa condizione come segnale di debolezza e premorienza (come se fossimo molto anziani e quindi alla fine del ciclo vitale) e quindi non fa altro che attivare gli strumenti a sua disposizione per degradare il nostro organismo (polvere eravamo e polvere dobbiamo tornare) fino agli elementi base che lo costituiscono, per farli rientrare nel grande ciclo naturale (esattamente come fa per esempio con un animale morto o un albero caduto). Questi strumenti sono i funghi (candida) già presenti nel nostro organismo e fino a quel momento non patogeni che, opportunisticamente, cercano di colonizzare specifici tessuti particolarmente infiammati ed indeboliti. Il tessuto "aggredito" tenta di neutralizzare la candida inglobandola al suo interno formando un tumore che viene definito "benigno" se l'azione ha un esito positivo, se invece il nostro sistema immunitario ha delle difficoltà e il tessuto non riesce a contenere l'infezione, questa diventerà un tumore "maligno" ovvero la candida farà quello per cui è programmata e rilascerà spore/metastasi nel circolo sanguigno e linfatico per colonizzare tutto l'organismo fino alle estreme conseguenze. Molti sostengono che la candida è una conseguenza e non la causa del tumore scordandosi che quest'ultimo "se si comporta come un fungo e si riproduce come un fungo allora probabilmente è un fungo" (cit. del gallo di Levi). Oltretutto la prova del nove che il cancro è di origine fungina consiste nel fatto che le cellule cancerose oltre che di glucosio, sono particolarmente "avide" di ferro e guardacaso la candida normalmente presente nel nostro corpo ha proprio la funzione di chelare i metalli pesanti!Alla luce di queste considerazioni mi sono chiesto come mi sarei curato nell'eventualità di un coinvolgimento personale in questa malattia e la risposta è stata univoca, ovvero adotterei sicuramente il "protocollo Amedeo Gioia" (potete trovarlo facilmente sul web, per esempio qui e qui) il quale molto intelligentemente ha sfruttato la capacità dell'artemisia annua di ossidare il ferro presente nelle cellule cancerose inducendone l'apoptosi e l'autofagia in tempi estremamente rapidi (già dopo poche ore i dolori lancinanti che aveva erano spariti) e senza "danni collaterali" alle cellule sane, passando da una aspettativa di vita di poche settimane ad una completa guarigione. Contemporaneamente alla cura a base di soluzione idroalcolica di artemisia annua e ferro, Gioia ha iniziato una dieta vegana che sicuramente ha dato un prezioso contributo al felice esito della malattia. Forse le uniche modifiche che introdurrei sarebbero un periodo di uno/due giorni di assoluto digiuno prima dell'inizio della cura per "affamare" vieppiù le cellule cancerose, inoltre starei ben attento a non ingerire nulla fra un pasto e l'altro (nel caso solo acqua) e presterei attenzione agli orari dei pasti per coprire equamente tutto l'arco della giornata in modo da non avere differenze temporali nella concentrazione di principio attivo nel corpo. Per concludere ribadisco che tutto quello che ho scritto riguarda mie personali convinzioni: non voglio influenzare nessuno riguardo eventuali percorsi di cura che sono e restano responsabilità assolutamente individuali. 47
13/01/2017 18:56Daniele PasseriniGrillo o non Grillo? questo non è il problema.Post di Alessandro PepeEccomi,mi chiamo in causa senza essere stato interpellato perché mi sento un po’ responsabile. Sopratutto di aver portato mio padre a studiare il fenomeno 5 stelle (o forse ci siamo arrivati entrambi). Mentre ricordo che è stato lui a mandarmi il primo link sulle LENR. E mi pare, salvo un primo entusiasmo iniziale, che entrambi abbiamo osservato i 2 fenomeni con un approccio agnostico, di curiosa indulgenza e soprattutto di sorpresa. Sulle LENR io almeno sono arrivato alla conclusione che si sarebbe potuto e si potrebbe fare di più nello studio del fenomeno, ma mi fermo qui perché non ho le competenze necessarie per valutare. Riguardo ai 5 Stelle il punto, come giustamente dice mio padre, non è tanto se Grillo, Casaleggio e compagnia siano o non siano una compagine di squinternati, incapaci, destrorsi o sinistrorsi, populisti etc. ma il fatto che siano un evento politico nuovo non semplicemente nell’accezione temporale del termine, ma nuovo come ipotetico cambio di paradigma del nostro sistema politico (e si potrebbe dire la stessa cosa delle LENR in campo energetico). Io Grillo lo seguo con attenzione da molto tempo, ascolto e studio con attenzione le sue parole e i suoi discorsi. Allo stesso modo ho ascoltato Berlusconi, Trump e Salvini. Ecco, mentre negli ultimi 3 vedo dei punti in comune e non particolarmente innovativi sul piano linguistico (messaggi molto semplici e lineari, utilizzo di parole chiave ripetute, sintassi semplice, frasi brevi ad effetto… insomma il cosiddetto linguaggio populista) Grillo alterna frasi urlate e sconnesse molto dirette e di pancia a concetti apparentemente contraddittori e sconclusionati con parole chiavi quali: partecipazione, decrescita, fine del lavoro, ecologia, andate affanculo (invero ultimamente non più), tutti a casa, rifiuti zero, mobilità, green economy, responsabilità collettiva, non votateci se non siete coinvolti, con noi sarà un salto nel buio, stampanti 3d, politica partecipata, movimento, rivoluzione digitale etc. Ed in questo io vedo una novità sia sul piano linguistico che sociologico. Innanzitutto un ‘cosiddetto’ populista che fa discorsi che non passerebbero la censura nemmeno del più incapace degli spin doctor, inoltre un utilizzo dell’ironia e dello sberleffo che depotenzia ogni possibile aggressione e stempera ogni possibile certezza o tono risolutorio nei suoi discorsi. Questo per dire che intanto butto nel cestino tutte quelle valutazioni massimaliste fatte da esperti politologi, amici e parenti che vogliono collocare Grillo e il movimento a destra o a sinistra, populista o meno, opportunista o spregiudicato. Qui c’è un giullare, incoerente e visionario, che si prende gioco di ogni cosa, totalmente vittima del suo personaggio e assolutamente schiacciato dalla velocità di crescita del movimento di cui è garante. Detto questo qual è il punto? Il movimento 5 stelle è pronto a governare? Dovremmo votarlo (io l’ho fatto un paio di volte, e forse me ne pentirò)? Sono affidabili? Movimento 5 stelle: è giusto sparare a zero?Personalmente non essendo io un attivista l’unica valutazione che posso dare è di carattere sociologico. Credo che il movimento 5 stelle sia il sintomo (e non la causa), probabilmente abortito o non riuscito, di un cambio di paradigma del nostro sistema. Il tanto vituperato web è uno strumento che, più della televisione, connette cose e persone e potenzialmente può sviluppare sistemi di relazione orizzontale del tutto nuovi. La maggior parte dei processi democratici di partecipazione nel passato erano spesso vittima di quella che viene chiama la ‘legge ferrea dell’oligarchia’ (R. Michels, 1876-1936), ossia in una discussione di gruppo o assemblea alla prima riunione c’erano 100 persone, poi 50, poi 20 fino a che rimaneva un piccolo gruppo di ostinati che finiva per comandare sugli altri. I moderni sistemi di relazione telematica permetterebbero oggi di ovviare a questo problema, nell’amministrazione delle cose di tutti i giorni come nella gestione della cosa pubblica tout court e si potrebbe essere partecipi ed interattivi e collaborare con molti meno filtri e deleghe di una volta. Questa è la banalissima e semplice novità. Una novità che sta smontando e mettendo in crisi il vecchio sistema a mio parere con la stessa potenza euristica con cui il suffragio universale o la rivoluzione francese hanno sconvolto i sistemi del tempo. Sono state rivoluzioni e cambiamenti positivi o negativi (consiglio a riguardo la lettura de Il Cerchio di David Egger)? È evidente che incolpare la storia di essere Storia è un gioco inutile. È altrettanto evidente che bisognerebbe riuscire a leggere la Storia quando questa accade invece di credere che il passato sia il luogo dei Grandi Eventi e che noi si viva in una perenne stagione di mediocrità fatta di opportunismi, populismi e piccoli eventi. A questo riguardo è interessante leggere gli articoli di molti giornalisti dell’epoca riguardo a Garibaldi, il quale veniva visto come una via di mezzo tra un terrorista ed un pagliaccio. Ma di nuovo il punto non è Grillo, che in ogni caso non voglio paragonare a Garibaldi (il quale non andava in vacanza a Malindi dopo aver inneggiato alla Povertà – post di natale di beppegrillo.it dove si cita articolo di Goffredo Parise del ’74). Il punto è capire come ed in che modo siamo in grado di gestire i cambiamenti di paradigma di un sistema senza che questi cambino noi a nostra insaputa (vedi Trump). Le gestione di queste nuove risorse può essere devastante se veicolata in modo autocratico come è accaduto negli USA e potrebbe accadere (e in parte accade) nel movimento 5 stelle. Non si tratta solamente di coltivare il proprio orto interattivo (come dice giustamente Obama nel suo ultimo discorso di Chicago - 11/01/2017), alla ricerca di consimili e comunità isolate e autoreferenziali, né tanto meno di affidarsi al gruppo WhatsApp del nostro condomino per sentirsi in rete con il mondo. La scommessa sta tutta nel decifrare i nuovi alfabeti e linguaggi che abbiamo a disposizione. Il mio sconforto è tutto qui. Non riesco quasi mai a trovare una voce, da Travaglio a Francesco Merlo, che spieghi, racconti, interagisca con questo ipotetico nuovo paradigma senza infossarsi in una discussione su parti e partiti, su ideologie e appartenenza, dove l’unico scopo, sia che si tratti di sostenitori che di detrattori, è quello di mettere il movimento 5 stelle in una casella già esistente.Se un programma digitale della vostra città vi permettesse di valutare il percorso ideale in base alle vostre esigenze di un’ipotetica pista ciclabile del vostro quartiere e a tutti gli abitanti del quartiere fosse chiesto un parere sulla base di 8-10 proposte elaborate da un gruppo di urbanisti i quali, anche loro online, hanno potuto confrontarsi su 100 progetti differenti a loro volta valutati da un team di ingegneri, i quali in collaborazione con un gruppo di studio sugli impatti ambientali hanno valutato i pro e i contro di tragitti, utilizzo materiali, mobilità, efficienza del percorso ed eco-sostenibilità, quale pensate che sia la risultante? Come verrà fuori questa pista ciclabile? Io credo, e ci sono tonnellate di studi a riguardo ed efficientissimi sistemi già in atto (penso a svariate provincie del Canada e dell’Australia), che la risultante sia il percorso ottimale nel senso più democratico ed efficiente del termine. E questa per me è Politica, nel senso più Greco del termine. Se poi Grillo impazzisce e nessuno lo contrasta, se nessuno di noi (e definiamoci con presunzione esseri pensanti) è in grado di contrastare le derive autoritarie e populiste del movimento, se nessuno di noi è capace di analizzare i fenomeni senza il terrore di lasciarli, anche solo per un istante, lì da soli senza che li si metta in una casella (e in questo senso l’approccio diffuso verso LENR e 5 stelle è molto simile). Ecco se proprio nessuno di noi riesce per un secondo a sospendere il giudizio e a colmare quella sospensione con un atto partecipativo (foss’anche solo una riflessione come questa o il preziosissimo tempo che Daniele dedica a questo Blog) allora verrà il momento che ci dovremo preoccupare del populismo e delle derive autocratiche del movimento 5 stelle e forse anche di movimenti peggiori di questo.40
13/01/2017 18:56Daniele PasseriniGrillo o non Grillo? questo non è il problema.Post di Alessandro PepeEccomi,mi chiamo in causa senza essere stato interpellato perché mi sento un po’ responsabile. Sopratutto di aver portato mio padre a studiare il fenomeno 5 stelle (o forse ci siamo arrivati entrambi). Mentre ricordo che è stato lui a mandarmi il primo link sulle LENR. E mi pare, salvo un primo entusiasmo iniziale, che entrambi abbiamo osservato i 2 fenomeni con un approccio agnostico, di curiosa indulgenza e soprattutto di sorpresa. Sulle LENR io almeno sono arrivato alla conclusione che si sarebbe potuto e si potrebbe fare di più nello studio del fenomeno, ma mi fermo qui perché non ho le competenze necessarie per valutare. Riguardo ai 5 Stelle il punto, come giustamente dice mio padre, non è tanto se Grillo, Casaleggio e compagnia siano o non siano una compagine di squinternati, incapaci, destrorsi o sinistrorsi, populisti etc. ma il fatto che siano un evento politico nuovo non semplicemente nell’accezione temporale del termine, ma nuovo come ipotetico cambio di paradigma del nostro sistema politico (e si potrebbe dire la stessa cosa delle LENR in campo energetico). Io Grillo lo seguo con attenzione da molto tempo, ascolto e studio con attenzione le sue parole e i suoi discorsi. Allo stesso modo ho ascoltato Berlusconi, Trump e Salvini. Ecco, mentre negli ultimi 3 vedo dei punti in comune e non particolarmente innovativi sul piano linguistico (messaggi molto semplici e lineari, utilizzo di parole chiave ripetute, sintassi semplice, frasi brevi ad effetto… insomma il cosiddetto linguaggio populista) Grillo alterna frasi urlate e sconnesse molto dirette e di pancia a concetti apparentemente contraddittori e sconclusionati con parole chiavi quali: partecipazione, decrescita, fine del lavoro, ecologia, andate affanculo (invero ultimamente non più), tutti a casa, rifiuti zero, mobilità, green economy, responsabilità collettiva, non votateci se non siete coinvolti, con noi sarà un salto nel buio, stampanti 3d, politica partecipata, movimento, rivoluzione digitale etc. Ed in questo io vedo una novità sia sul piano linguistico che sociologico. Innanzitutto un ‘cosiddetto’ populista che fa discorsi che non passerebbero la censura nemmeno del più incapace degli spin doctor, inoltre un utilizzo dell’ironia e dello sberleffo che depotenzia ogni possibile aggressione e stempera ogni possibile certezza o tono risolutorio nei suoi discorsi. Questo per dire che intanto butto nel cestino tutte quelle valutazioni massimaliste fatte da esperti politologi, amici e parenti che vogliono collocare Grillo e il movimento a destra o a sinistra, populista o meno, opportunista o spregiudicato. Qui c’è un giullare, incoerente e visionario, che si prende gioco di ogni cosa, totalmente vittima del suo personaggio e assolutamente schiacciato dalla velocità di crescita del movimento di cui è garante. Detto questo qual è il punto? Il movimento 5 stelle è pronto a governare? Dovremmo votarlo (io l’ho fatto un paio di volte, e forse me ne pentirò)? Sono affidabili? Movimento 5 stelle: è giusto sparare a zero?Personalmente non essendo io un attivista l’unica valutazione che posso dare è di carattere sociologico. Credo che il movimento 5 stelle sia il sintomo (e non la causa), probabilmente abortito o non riuscito, di un cambio di paradigma del nostro sistema. Il tanto vituperato web è uno strumento che, più della televisione, connette cose e persone e potenzialmente può sviluppare sistemi di relazione orizzontale del tutto nuovi. La maggior parte dei processi democratici di partecipazione nel passato erano spesso vittima di quella che viene chiama la ‘legge ferrea dell’oligarchia’ (R. Michels, 1876-1936), ossia in una discussione di gruppo o assemblea alla prima riunione c’erano 100 persone, poi 50, poi 20 fino a che rimaneva un piccolo gruppo di ostinati che finiva per comandare sugli altri. I moderni sistemi di relazione telematica permetterebbero oggi di ovviare a questo problema, nell’amministrazione delle cose di tutti i giorni come nella gestione della cosa pubblica tout court e si potrebbe essere partecipi ed interattivi e collaborare con molti meno filtri e deleghe di una volta. Questa è la banalissima e semplice novità. Una novità che sta smontando e mettendo in crisi il vecchio sistema a mio parere con la stessa potenza euristica con cui il suffragio universale o la rivoluzione francese hanno sconvolto i sistemi del tempo. Sono state rivoluzioni e cambiamenti positivi o negativi (consiglio a riguardo la lettura de Il Cerchio di David Egger)? È evidente che incolpare la storia di essere Storia è un gioco inutile. È altrettanto evidente che bisognerebbe riuscire a leggere la Storia quando questa accade invece di credere che il passato sia il luogo dei Grandi Eventi e che noi si viva in una perenne stagione di mediocrità fatta di opportunismi, populismi e piccoli eventi. A questo riguardo è interessante leggere gli articoli di molti giornalisti dell’epoca riguardo a Garibaldi, il quale veniva visto come una via di mezzo tra un terrorista ed un pagliaccio. Ma di nuovo il punto non è Grillo, che in ogni caso non voglio paragonare a Garibaldi (il quale non andava in vacanza a Malindi dopo aver inneggiato alla Povertà – post di natale di beppegrillo.it dove si cita articolo di Goffredo Parise del ’74). Il punto è capire come ed in che modo siamo in grado di gestire i cambiamenti di paradigma di un sistema senza che questi cambino noi a nostra insaputa (vedi Trump). Le gestione di queste nuove risorse può essere devastante se veicolata in modo autocratico come è accaduto negli USA e potrebbe accadere (e in parte accade) nel movimento 5 stelle. Non si tratta solamente di coltivare il proprio orto interattivo (come dice giustamente Obama nel suo ultimo discorso di Chicago - 11/01/2017), alla ricerca di consimili e comunità isolate e autoreferenziali, né tanto meno di affidarsi al gruppo WhatsApp del nostro condomino per sentirsi in rete con il mondo. La scommessa sta tutta nel decifrare i nuovi alfabeti e linguaggi che abbiamo a disposizione. Il mio sconforto è tutto qui. Non riesco quasi mai a trovare una voce, da Travaglio a Francesco Merlo, che spieghi, racconti, interagisca con questo ipotetico nuovo paradigma senza infossarsi in una discussione su parti e partiti, su ideologie e appartenenza, dove l’unico scopo, sia che si tratti di sostenitori che di detrattori, è quello di mettere il movimento 5 stelle in una casella già esistente.Se un programma digitale della vostra città vi permettesse di valutare il percorso ideale in base alle vostre esigenze di un’ipotetica pista ciclabile del vostro quartiere e a tutti gli abitanti del quartiere fosse chiesto un parere sulla base di 8-10 proposte elaborate da un gruppo di urbanisti i quali, anche loro online, hanno potuto confrontarsi su 100 progetti differenti a loro volta valutati da un team di ingegneri, i quali in collaborazione con un gruppo di studio sugli impatti ambientali hanno valutato i pro e i contro di tragitti, utilizzo materiali, mobilità, efficienza del percorso ed eco-sostenibilità, quale pensate che sia la risultante? Come verrà fuori questa pista ciclabile? Io credo, e ci sono tonnellate di studi a riguardo ed efficientissimi sistemi già in atto (penso a svariate provincie del Canada e dell’Australia), che la risultante sia il percorso ottimale nel senso più democratico ed efficiente del termine. E questa per me è Politica, nel senso più Greco del termine. Se poi Grillo impazzisce e nessuno lo contrasta, se nessuno di noi (e definiamoci con presunzione esseri pensanti) è in grado di contrastare le derive autoritarie e populiste del movimento, se nessuno di noi è capace di analizzare i fenomeni senza il terrore di lasciarli, anche solo per un istante, lì da soli senza che li si metta in una casella (e in questo senso l’approccio diffuso verso LENR e 5 stelle è molto simile). Ecco se proprio nessuno di noi riesce per un secondo a sospendere il giudizio e a colmare quella sospensione con un atto partecipativo (foss’anche solo una riflessione come questa o il preziosissimo tempo che Daniele dedica a questo Blog) allora verrà il momento che ci dovremo preoccupare del populismo e delle derive autocratiche del movimento 5 stelle e forse anche di movimenti peggiori di questo.203
04/01/2017 13:49Franco SarbiaL’impero dei ragniPost di Franco SarbiaDomenica 27 novembre poco dopo l'alba ho assistito a uno spettacolo stupefacente: una uniforme tela bianca rivestiva interamente la distesa delle risaie coperte di stoppie a perdita d’occhio.Eravamo scesi a Malpensa alle 8 del mattino dall'aereo proveniente da New York e percorrevamo la strada provinciale 65 tra Ghislarengo e Rovasenda, aldilà del Sesia, con la mia cara Melania, sempre attenta a ogni dettaglio: fu lei ad attirare la mia attenzione. Guidando, ero incerto se attribuire quel chiarore alla nebbiolina bassa del mattino o a una brinata notturna. Invece l’aria era tersa, la temperatura era di qualche grado Celsius sopra lo zero e non v’era traccia di gelo. No, il bianco diffuso era dovuto esclusivamente al tessuto di rivestimento delle stoppie. Era una mattinata splendente, la prima dopo una settimana di piogge incessanti. A occidente del monte Barone, il bagliore del massiccio del Rosa innevato sovrastava la bruna muraglia delle Prealpi biellesi. Il sole era sorto da poco e l’immensa tela brillava d’infinite goccioline. La toccai: era fittamente intessuta e molto resistente. Ma non ebbi tempo di soffermarmi oltre.Il mattino dopo ritornai per cercare di capire quali organismi e perché l’avessero generata. La coltre s’era quasi completamente dissolta. A un contadino di passaggio sul trattore chiesi di che si trattasse. Per nulla preoccupato, e con l'aria di chi avesse già visto molte volte la scena mi rispose sorridendo: «sì, sono ragni, in questa stagione escono con il sole». Ai margini dei campi trovai alcuni produttori di ragnatele, intenti a collaborare alla tessitura. Erano di dimensioni fra i due ed i tre millimetri. La scoperta delle loro minuscole dimensioni rese ai miei occhi quasi miracolosa la loro opera di trasformazione dell’intero paesaggio, fino all’orizzonte visibile, osservato il giorno prima.Non ne sapevo nulla. Ho incontrato per caso sulla mia strada l’orizzonte visibile di quel paesaggio di stoppie di riso interamente coperto di fitte tele bianche. Con serendipità ho scoperto il comportamento sociale di specie di super tessitori capaci di: catturare il sole, regolare il microclima, dominare gli ecosistemi per incubare, riprodurre e nutrire la vita nella transizione critica tra autunno e inverno. L’articolo pubblicato su academia.edu (1) anche in lingua inglese (2) svela questa meraviglia.Sono convinto meriti di essere pienamente indagato un tanto eclatante sistema di regolazione delle condizioni termo igrometriche del suolo su vasta scala, e d’integrazione simbionte con gli artifici umani, della città dei ragni. Sarà di straordinario interesse, e utilità, comprendere come così minuscoli organismi associati siano in grado di migliorare l’ambiente per sé, per tutte le altre specie e per quelle delle quali si nutrono, secondo modelli inusitati pure per la città dell’uomo: capace solo di peggiorare il disagio termico, la qualità del suolo, dell’acqua e dell’aria degli ecosistemi urbani.Franco Sarbia(1) https://www.academia.edu/30233934/Impero_dei_Ragni(2) https://www.academia.edu/30708185/The_spiders_empireNdr. Academia.edu implica l'iscrizione ma in compenso da accesso gratuito a una quantità rilevante di paper su vari argomenti.0
04/01/2017 13:49Franco SarbiaL’impero dei ragniPost di Franco SarbiaDomenica 27 novembre poco dopo l'alba ho assistito a uno spettacolo stupefacente: una uniforme tela bianca rivestiva interamente la distesa delle risaie coperte di stoppie a perdita d’occhio.Eravamo scesi a Malpensa alle 8 del mattino dall'aereo proveniente da New York e percorrevamo la strada provinciale 65 tra Ghislarengo e Rovasenda, aldilà del Sesia, con la mia cara Melania, sempre attenta a ogni dettaglio: fu lei ad attirare la mia attenzione. Guidando, ero incerto se attribuire quel chiarore alla nebbiolina bassa del mattino o a una brinata notturna. Invece l’aria era tersa, la temperatura era di qualche grado Celsius sopra lo zero e non v’era traccia di gelo. No, il bianco diffuso era dovuto esclusivamente al tessuto di rivestimento delle stoppie. Era una mattinata splendente, la prima dopo una settimana di piogge incessanti. A occidente del monte Barone, il bagliore del massiccio del Rosa innevato sovrastava la bruna muraglia delle Prealpi biellesi. Il sole era sorto da poco e l’immensa tela brillava d’infinite goccioline. La toccai: era fittamente intessuta e molto resistente. Ma non ebbi tempo di soffermarmi oltre.Il mattino dopo ritornai per cercare di capire quali organismi e perché l’avessero generata. La coltre s’era quasi completamente dissolta. A un contadino di passaggio sul trattore chiesi di che si trattasse. Per nulla preoccupato, e con l'aria di chi avesse già visto molte volte la scena mi rispose sorridendo: «sì, sono ragni, in questa stagione escono con il sole». Ai margini dei campi trovai alcuni produttori di ragnatele, intenti a collaborare alla tessitura. Erano di dimensioni fra i due ed i tre millimetri. La scoperta delle loro minuscole dimensioni rese ai miei occhi quasi miracolosa la loro opera di trasformazione dell’intero paesaggio, fino all’orizzonte visibile, osservato il giorno prima.Non ne sapevo nulla. Ho incontrato per caso sulla mia strada l’orizzonte visibile quel paesaggio di stoppie di riso interamente coperto di fitte tele bianche. Con serendipità ho scoperto il comportamento sociale di specie di super tessitori capaci di: catturare il sole, regolare il microclima, dominare gli ecosistemi per incubare, riprodurre e nutrire la vita nella transizione critica tra autunno e inverno. L’articolo pubblicato su academia.edu (1) anche in lingua inglese (2) svela questa meraviglia.Sono convinto meriti di essere pienamente indagato un tanto eclatante sistema di regolazione delle condizioni termo igrometriche del suolo su vasta scala, e d’integrazione simbionte con gli artifici umani, della città dei ragni. Sarà di straordinario interesse, e utilità, comprendere come così minuscoli organismi associati siano in grado di migliorare l’ambiente: per sé, per tutte le altre specie e per quelle delle quali si nutrono, secondo modelli inusitati pure per la città dell’uomo: capace solo di peggiorare il disagio termico, la qualità del suolo, dell’acqua e dell’aria degli ecosistemi urbani.Franco Sarbia(1) https://www.academia.edu/30233934/Impero_dei_Ragni(2) https://www.academia.edu/30708185/The_spiders_empireNdr. Academia.edu implica l'iscrizione ma in compenso da accesso gratuito a una quantità rilevante di paper su vari argomenti.34
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