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19/04/2018 19:28Daniele PasseriniSe per un giorno potessi scrivere l'Amaca al posto di Michele Serradi Alessandro PepeSapete perché sorvolo sulla mancanza di democrazia dei 5Stelle? Sapete perché sopporto le battute sui taxi del mare di Di Maio? Sapete perché non mi interessa molto la questione Casaleggio Spectre? Sapete perché non faccio caso alle balle elettorali? E perché non mi interessano gli ammiccamenti ambigui a destra o la loro fluidità di idee spesso opportunista? Ed infine perchè non mi indigno troppo per la mancanza di democrazia interna, le epurazioni, i piccoli e grandi scandali, le parolacce, la questione Pizzarotti, le buche a Roma, la laurea di Di Maio, il padre fascista di Di Battista, le orecchie a sventola della Raggi, la democrazia digitale, partecipata, ecologica e trasversale?Perché per me la priorità è Berlusconi e tutto ciò che ha comportato e comporta. Dal punto di vista culturale, politico, sociale ed antropologico. Sì, sono rimasto all'indignazione del 1993. Lo so che molti di voi si sono abituati. Hanno imparato giustamente a conviverci, accettando questo lato di sé, un po’ qualunquista, un pò maschilista, un pò criminale, simpaticamente truffladino diciamo. Oppure l'altra metà si è abituata all'aventino culturale, quello dell'indignazione inerte, dell'elzeviro graffiante ma pronta a ricevere gli inviti delle feste del Faubourg con Confalonieri, Valeria Marini e Bertinotti, tutti sulla stessa terrazza (per motivi di lavoro ne sono stato testimone). Insomma io non mi sono abituato, sempre lì a chiedermi interdetto come sia potuto sucedere, con lo stesso sguardo e lo stesso tono di Scalfari, Montanelli e Serra di 25 anni fa. E di conseguenza ingoio i rospi più indigesti pur di sostenere l'unico partito e movimento che parrebbe questa situazione, quest'aborto d'idea di Italia, questa soggezione subculturale, non accettare. Semplicemente così, voto 5Stelle perchè sono un nostalgico.42
12/04/2018 09:00Franco SarbiaFemminicidio: perché nessuno ferma la mortep.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px 'Helvetica Neue'; color: #454545}p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px 'Helvetica Neue'; color: #454545; min-height: 14.0px}Post di Franco SarbiaIeri un’altra donna è stata massacrata da un vigliacco. 20 donne uccise dall’inizio dell’anno: in media una ogni 60 ore. Per capire perché nessuno ferma la morte riporto, da un paese di provincia, una storia di ordinaria violenza contro le donne.In una casa di campagna abita un ragazzo solo. Da giorni  il suo cane abbaia in continuazione anche di notte e l’auto che egli parcheggiava nel cortile non c’è più. Il cortile appartiene a una cascina contigua dove vivono una signora, il suo compagno e altre due donne. Una mattina i vicini, preoccupati per la sorte del ragazzo e del cane fanno avvertire suo padre, che da lì a poco arriva con due carabinieri. Chiamano il ragazzo, ma non dà segni di vita. Allora il padre autorizza i militari a rompere un vetro per entrare in casa. Il figlio esce come una furia e tenta di aggredire il padre. I carabinieri lo immobilizzano. Poi lo lasciano rientrare in casa e se ne vanno.Il ragazzo aspetta che sia uscita l’auto dell’unico uomo della famiglia dei vicini e bussa violentemente alla loro porta, urlando. La donna, spaventata gli apre. Lui la insulta, l’accusa di avergli mandato i carabinieri. Le grida che è per colpa sua se gli hanno spaccato il vetro. La minaccia. Se la prende anche con la ragazza che stava lavorando al computer. Poi solleva da un trespolo il grande vaso di una pianta grassa e lo scaglia contro la vetrata della loro veranda. Il vaso si rompe e sparge a terra pianta, cocci e terriccio. Il vetro resiste. La donna gli dice di non aver chiamato lei i carabinieri e lo invita a uscire. Il ragazzo esce, scaglia due grossi massi morenici contro l’auto della donna e sfonda il parabrezza. Quando l’uomo rientra lo cerca. Il ragazzo s’affaccia immediatamente dal suo balcone brandendo una bottiglia e lo minaccia: «Vogliamo giocare da qui?». Poi rincasa con un gesto osceno. A questo punto la donna e il suo compagno chiedono l’intervento dei carabinieri. Quelli rispondono che i danneggiamenti non sono un reato punibile con l’arresto e li invitano a fare denuncia in caserma. Poiché i coniugi insistono che vengano almeno a constatare i danni rispondono: «se proprio lo volete, vi mando una macchina». Dopo mezz’ora arrivano altri due gendarmi da un paese vicino. Fotografano tutto e se ne vanno.Nel primo pomeriggio l’uomo è in giardino. Il ragazzo esce alterato e gli urla: «non si può far tacere il campanello?» L’uomo ora ode uno squillo continuo ma vede che nessuno sta premendo il pulsante e lo avverte che probabilmente il campanello è guasto. Il ragazzo entra in casa armeggia con la suoneria e dopo qualche secondo riesce a spegnerla. Subito dopo esce in giardino con un coltellaccio da cucina. L’uomo gli parla come ci si rivolgerebbe a un figlio: «ma che fai, vieni con il coltello? Perché?». Arrivato alla cancellata che li separa, il ragazzo salta sul muretto di confine, ghermisce l’uomo dall’alto per il colletto, ma egli si sottrae e il ragazzo desiste. Prima di andarsene agita in alto il coltello e minaccia: «Io te lo pianto in mezzo agli occhi questo!». Dal suo comportamento si capisce che al ragazzo piace aggredire le donne indifese ma è terrorizzato dalle reazioni degli uomini e per vigliaccheria li affronta solo armato e a tradimento.La coppia va alla caserma dei carabinieri ed espone i fatti a un brigadiere. Questo li informa che al ragazzo è vietato avvicinare la madre perché l'aveva picchiata brutalmente più volte. Nessuno li aveva avvertiti prima della sua pericolosità. «Comunque noi non possiamo occuparcene se non lo denunciate», precisa lui. «Ma che accade dopo averlo denunciato?», chiedono. «Succede che noi inoltriamo la denuncia al magistrato, il quale lo avviserà perché si possa difendere», risponde. Loro replicano «Ma se quello riceve un avviso, per tentato accoltellamento e aggressione a due donne, attraversa il cortile e stermina tutta la famiglia. Noi non vogliamo fare del male a lui, ma nemmeno subirne. Chiediamo protezione». «Noi non possiamo fare nulla», conclude il brigadiere.Allora i coniugi indirizzano una lettera confidenziale al direttore del centro di salute mentale, e gli descrivono la situazione. Si rivolgono a lui perché ritengono che il comportamento del ragazzo testimoni di uno stato di malessere e paura, di sé stesso innanzitutto. E i suoi passaggi all’atto siano da ritenersi una richiesta d’aiuto in questi termini: «fermatemi prima che compia gesti irreparabili». Il medico risponde dopo due giorni, osservando che dal racconto emergono comportamenti di natura criminosa non di sua pertinenza. I coniugi obiettano che gli atti criminosi sono messi in atto da un paziente già sottoposto a Trattamento Sanitario Obbligatorio. L’aggressività recidiva del ragazzo verso le donne è esasperata dallo stato d’incuria e solitudine in cui vive da molti mesi: sommerso dai rifiuti e alimentato con cibo lasciato fuori dal cancello come a una belva feroce. Il problema è sociale – dicono – trascende la loro contingente richiesta di sicurezza: comprende responsabilità pubbliche e private di abbandono d’incapace, che non spetta loro denunciare.Il direttore questa volta risponde segnalando l’invio per conoscenza della lettera al suo avvocato. In modo perentorio dichiara di non essere autorizzato a discutere aspetti sanitari con loro e che i problemi sociali non sono di competenza del suo servizio ma dell’autorità di pubblica sicurezza, alla quale devono rivolgere la denuncia. Lo scaricabarile si conclude ribaltando sulle vittime di violenza la responsabilità di ogni iniziativa, e abbandonandole al loro destino. Questa esperienza testimonia che nessuno protegge le donne aggredite. Quando infine sono costrette a denunciare le brutalità degli uomini, magari per farsi curare le ferite in ospedale, continuano a rimanere sole e per difendersi devono esporsi ancor di più alla violenza, mettendo a rischio la loro vita. I problemi mentali del ragazzo non devono far ritenere che ci si trovi di fronte a una eccezione. Anzi in questo caso potrebbero esserci strumenti di prevenzione sanitaria non disponibili per i “normali” atti di violenza sulle donne. Non viene dai pazzi il principale rischio di femminicidio. Gli assassini capaci d'intendere e di volere sono assai più numerosi dei folli e detengono il monopolio quasi assoluto degli stermini di massa. La pazzia è come il vino: rivela di ognuno la verità profonda, di un buono l'amore, di uno stronzo l'odio e la vigliaccheria di cui sono impastati tutti gli uomini che ammazzano le donne.Nell'immagine: Dettagli della colluttazione tra Plutone e Proserpina, particolare dal ratto di Proserpina (1621-1622) di Gian Lorenzo Bernini. Roma, Galleria Borghese p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px 'Helvetica Neue'; color: #454545}81
04/04/2018 18:28Daniele PasseriniPeccato che Maria Elisabetta Alberti Casellati...Post di G. PepeRispondo a un amico, ammiratore del Renzi pensiero, che si dice indignato per l’elezione alla presidenza del Senato di Maria Elisabetta Alberti Casellati (non gli ho inviato questa risposta, ritenendola cosa inutile).Peccato che Maria Elisabetta Alberti Casellati è stata nominata membro del consiglio superiore della magistratura (carica per nulla irrilevante) nel settembre del 2014 in pieno governo Renzi e senza alcuna apparente ragione di necessità, ma nessuno, allora, ebbe nulla da obiettare.Per l’elezione del presidente del Senato, sarebbe stato sufficiente che il PD avesse proposto Zanda, invece di Valeria Fedeli, una renziana DOC, per dare, non al M5S ma al paese, un presidente del Senato almeno passabile. I 5 Stelle sarebbero stati costretti ad appoggiarlo o a screditarsi. Penso che avrebbero preferito Zanda a condizione di essere garantiti, come ha fatto Salvini, nell’elezione di Roberto Fico alla camera. Non lo sapremo mai perché non sono nella testa dei politici: a fatica, riesco a stare nella mia. Il PD ha deciso di stare all’opposizione di un governo che ancora non esiste (si dimenticano che al momento sono proprio loro al governo) sostenendo che governare è compito di chi ha vinto. Verissimo: ma, purtroppo per molti e per fortuna per pochi, nessuno ha vinto perché sia il CDX sia i 5 Stelle, sono stati ben lontani dall’avere i numeri per governare da soli a causa di una pasticciata e ben studiata legge elettorale che, prima volta nella storia della nostra Repubblica, è passata con ben 8 decreti legge, con l’appoggio di tutte le forze politiche ad esclusione dei 5 Stelle (anche se tu sostieni che non è vero, negando ogni evidenza). Per fortuna, oggi, Internet ci permette di verificare immediatamente ogni cosa. Le fake news, quelle grossolane che circolano in rete, durano al massimo 24/48 ore.Prova a immaginare di tornare indietro di 40/50 anni; ricorderesti che la DC prendeva sistematicamente circa il 40% dei voti, il PCI circa il 30% e il rimanente 30% era diviso tra PSI e una moltitudine di liste minori. Il PSI non si è mai sognato di dire ai due partiti di opposizione che, avendo vinto loro, si arrangiassero a governare. Infatti sapevano che la vittoria dell’una o dell’altra forza dipendeva dalle decisioni delle forze minori. Ma i capricciosi bambini della politica si offendono facilmente rifugiandosi dietro un: adesso non gioco più. Oggi, cosa ancora più grave, la forza che si tira fuori non è affatto un partito minore: è il secondo partito che ha la possibilità, la responsabilità e il dovere di combattere per l’ideale politico che ritiene più giusto per il Paese. Io non so se sei ancora un convinto sostenitore di quel Renzi politico che avrebbe fatto il meglio che si poteva fare per la Nazione e per il suo Partito, ma le azioni politiche si giudicano sulla base dei risultati e non in base al loro racconto. Oggi l’Italia, al di là delle statistiche, delle chiacchiere e dei distintivi, vive una realtà nella quale la forbice tra ricchezza e povertà è andata progressivamente aumentando ed è questa la ragione che ha fatto perdere al PD oltre 6 milioni di voti nel giro di soli tre anni, superando ogni record negativo della sua storia passata. Renzi ha buttato dalla finestra oltre 50 miliardi di euro senza investire in quasi nulla di strutturale. Nessuna politica seria sul lavoro, nessun investimento sulla ricerca, nessuna politica energetica (che invece ha frenato), nessuna visione di grande respiro. Ho letto in questi giorni che l’Arabia Saudita ha varato un investimento di 300 miliardi di euro per costruire nel deserto, entro il 2030, un impianto fotovoltaico della potenza di 200 GW (gigawatt). Si tratta di una potenza enorme se pensiamo che l’energia solare attualmente prodotta in tutto il pianeta è di 400 GW. Ma, con tutto il petrolio che hanno, sono forse impazziti? La Cina due anni fa ha varato un progetto da 180 miliardi di dollari per produrre 150 GW di potenza tra solare ed eolico entro il 2020. Noi che facciamo? Appoggiamo il progetto TAP (Il 19 settembre 2013 Enel, Hera, Shell, E.ON, Gas Natural Fenosa, Gdf Suez, Axpo, Bulgargaz e Depa hanno firmato a Baku con il Consorzio Shah Deniz II i contratti di fornitura per la più importante vendita nella storia del gas (stima: 130 miliardi di euro) per rifornirci di energia da paesi sui quali non abbiamo alcun controllo. Tutto questo si conclude in pieno governo Letta, ma è presumibile che le trattative siano iniziate con il governo Monti. Forse in conflitto con gli accordi fatti da Berlusconi con Putin? Sono gli arabi quelli scemi e noi i furbi? In realtà si, perché su una grande opera solo pochissimi fanno grandi guadagni e, gli stessi o altri pochissimi, possono fare altri guadagni sui contratti di fornitura. Il fatto che il gas inquini meno del petrolio è solo un positivo, ma non risolutivo, effetto secondario. Tu mi insegni che se si hanno due fornitori, al posto di uno, il potere contrattuale del cliente è maggiore, Peccato che il cliente non è la Nazione, ma chi firma il contratto. L’abbiamo capito quando Berlusconi, nel lettone di Putin, firmò il contratto per la fornitura di gas. Non sapremo mai quanto gli rese, lo possiamo intuire da quel poco che ha speso per mettere a tacere l’esercito che poteva ricattalo e per mettere al suo servizio altri servitori.Si potrebbe obiettare, per ritornare alla TAP, che i 130 miliardi di euro non sono soldi dello Stato, ma di società private, ma le società private investono per avere dei guadagni e quei guadagni gli arrivano sempre dalle nostre tasche. Non vorrei sbagliarmi ma con una spesa di 130 miliardi di euro potremmo produrre energia pulita e renderci totalmente liberi da ogni possibile ricatto esterno e la bolletta energetica si azzererebbe. Ma anche se dovessimo spendere il doppio, ne avremmo comunque un maggior vantaggio sia per l’ambiente che per l’economia, che poi sono la stessa cosa.A questo proposito leggi: Il piano cinese sulle energie rinnovabili che cambierà il mondo (e vale ...Per quale motivo dobbiamo lasciare agli altri di decidere il nostro destino quando abbiamo tutte le risorse per poterlo decidere noi?Il governo Renzi, ancora più dei precedenti governi, ha prodotto una innumerevole serie di piccoli balzelli che non cambiano nulla a me, ma, per chi non ha nulla o quasi nulla, rappresentano una tragedia. Il governo Renzi ha continuato sulla politica di Berlusconi favorendo, piuttosto che frenare, l’ingresso del privato nel pubblico (acqua, scuola, sanità…) al punto che, per la prima volta, in alcuni casi, un’analisi clinica, presso una struttura privata, costa meno del ticket. Ti rendi conto della gravità di questo fatto?So bene, perché me lo hai detto più volte, sia direttamente che indirettamente, che tu pensi che questa mia analisi sia il frutto di una mente annebbiata e faziosa, ma gli italiani, quelli che vivono sulla propria pelle i disagi di queste contro riforme, la pensano come me, non perché io o qualcun altro li abbia convinti, ma perché vivono in modo diretto il disagio provocato da queste politiche. Se ricevo una martellata, non serve che uno mi spieghi che quella martellata mi provoca dolore. Noi, che siamo privilegiati, perché non riceviamo quella martellata, abbiamo invece il dovere di capirlo. Io sono disposto a cedere una parte di miei privilegi se questo può portare beneficio a chi soffre, ma non sono disposto a mollare un centesimo per favorire chi sta molto meglio di me e sono assolutamente certo che la maggioranza dei cittadini la pensi come me, altrimenti non avremmo eserciti di volontari che dedicano il loro tempo ad aiutare il prossimo; ma costoro non fanno lo stesso rumore del rumore che fa quell’infima minoranza di veri criminali. Ma se chi ci governa inizia a dare il buon esempio la gente sarà aiutata a capire che il bene del prossimo è soprattutto il proprio bene così da far rinascere un entusiasmo come quello che nasce al termine di una guerra. Naturalmente non avremo lo stesso tasso d’entusiasmo che si genera quando si esce da una vera guerra ma sarà di gran lunga più salutare che essere governati dalla disperazione.È vero che un governo, che fa cose importanti, scontenterà sempre qualcuno e questo potrebbe fare perdere qualche consenso, ma neppure il governo Monti perse così tanti consensi quando usò la mannaia della legge Fornero. Chiediti il perché di questa differenza e cerca di darti una risposta. Non basta dire che si è fatta la buona scuola perché la scuola sia buona. Se quella riforma fosse stata veramente buona il numero di coloro che ne hanno tratto vantaggio sarebbe stato superiore a quelli che inevitabilmente ne sono stati svantaggiati e il governo, nel bilancio tra la perdita e il guadagno, avrebbe ricevuto più consensi e le parole di Salvini o dei diversi Di Maio sarebbero cadute nel vuoto. Naturalmente potresti eccepire che il vantaggio, a volte, non è immediato e quindi non compreso da tutti, ma quando la perdita è così catastrofica, significa che quel vantaggio non esiste. A Roma infatti Raggi ha perso una parte dei consensi, ma evidentemente i Romani che vivono quella realtà, hanno verificato che il bombardamento informatico scagliato contro la giunta che li governa non corrisponde alla realtà del loro vissuto, altrimenti i 5 Stelle, a Roma, sarebbero letteralmente spariti e a Ostia, mai avrebbero vinto. Come dice Feltri: è fattuale.Ma sai, gli sconfitti dicono che la colpa sia delle fake news. Le bugie dei politici hanno le gambe corte, ma le fake news hanno le gambe cortissime.Cerco quindi di rispondermi a questa domanda: come mai un politico tronfio, ma sicuramente non demente, ha messo in fila una tale serie di sconfitte e persiste nel cantare sempre lo stesso fallimentare ritornello? Forse sta seguendo il detto che è meglio essere padroni all’Inferno che camerieri in Paradiso? Nel frattempo si è trovato un bel posto proprio in quel Senato che lui voleva abolicchiare e persiste nel dimettersi senza dimettersi, continuando a dettare, da padrone, la sua linea politica. Lo stanno pure a sentire! Come il problema non era Berlusconi quanto i berlusconiani, il problema, oggi, non è Renzi ma i renziani.Il PD, mi par di capire, spera nella politica del tanto peggio tanto meglio, la tipica politica di chi è disperato e non ha idee e quindi continua a sperare in una possibile alleanza tra 5 Stelle e PDL che vedo difficilmente realizzabile perché sarebbe un reciproco suicidio politico e né Salvini né Di Maio mi sembrano così sprovveduti; ma tutto è sempre possibile. L’unica ipotesi probabile sarebbe un accordo, su tre o quattro punti precisi da realizzare in tempi rapidissimi per poi ritornare velocemente alle elezioni che si tradurrebbero in una specie di ballottaggio indiretto, con risultati per me più che scontati.Posso immaginare questo altro scenario: dopo il fallimento dell’incarico a Salvini e poi a Di Maio, la formazione di un vero governo tra ciò che rimane del PD, Forza Italia e Maroniani e Salviniani, purché possano salvare la faccia. D’altra parte Salvini ha votato l’attuale legge elettorale e ha comunque fatto alleanza con Berlusconi. A questo punto il governo potrebbe durare per l’intera legislatura perché avrebbe tutto il tempo di attingere, visto che la carne è sempre debole, dalla moltitudine dei nuovi eletti sia nel prato dei grillini che in quello di tutti i partiti minori. Se così fosse tra 5 anni troveremmo un Italia ancora più spaccata e non so se i 5 Stelle avranno ancora la forza di canalizzare tutta la rabbia lungo un percorso ancora fondamentalmente democratico. Il PD, in realtà, sperava di ottenere il 23/24% e FI si augurava di superare la Lega. Per mia fortuna, o per tua disgrazia, non è successo, e non avevo alcun dubbio su come sarebbero andate le cose.Esiste anche un’ipotesi fantapolitica che riguarda Mattarella, perché se fossi in lui starei attento a chi gli porta il caffè al mattino. Ma fortunatamente siamo in Italia e non negli USA dove sappiamo come Johnson ottenne, senza essere eletto, la nomina a presidente.Se questa mia analisi ti porta a credere che io pensi che il M5S sia la soluzione dei gravissimi problemi in cui versa l’Italia, ti sbagli di grosso, penso solo che possano rappresentare una possibilità e una speranza perché, se la speranza muore, allora veramente dovremmo preoccuparci, anche noi che siamo dei privilegiati.Vorrei ricordarti che due giorni prima delle elezioni ti scrissi che la politica italiana si trovava a dover affrontare un profondo cambiamento culturale e tu mi hai segnalato un articolo di Repubblica che derideva questa analisi. Può darsi che l’analisi di Repubblica fosse giusta e io continui a pensare in modo errato, tuttavia non solo quello stesso giornale, ma tutti gli organi di informazioni ora dicono che il risultato elettorale ha dato inizio ad una nuova stagione politica, definendola addirittura una rivoluzione. Come sono volubili questi nostri giornalisti e questi nostri politici!114
24/03/2018 16:29Daniele PasseriniLe parole che Roberto Fico ha pronunciato oggi nell'assumere l'incarico di Presidente della Camera dSignore deputate, signori deputati! Sono emozionato nel rivolgermi oggi, in quest’Aula, a tutti voi e a tutti i cittadini. Vi ringrazio per la fiducia che mi avete accordato con un incarico di così alta responsabilità. Onorerò il mio impegno con la massima imparzialità e il massimo rigore. Desidero innanzitutto rivolgere il saluto mio e di quest’Aula al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, garante degli equilibri e dei valori costituzionali. Valori che per essere affermati nella nostra Carta costituzionale hanno richiesto il sacrificio di tanti uomini e tante donne nella lotta contro il nazifascismo. Vogliamo ricordare quel sacrificio con particolare commozione oggi, nell’anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Rivolgo inoltre il mio saluto alla Presidente Laura Boldrini, che mi ha preceduto in questo importante incarico, al Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e al Presidente della Corte Costituzionale. Mi perdonerete se cercherò di esprimere con un breve cenno personale l’emozione di rivolgermi oggi a questa Assemblea. Il mio impegno di cittadino nella vita pubblica, condiviso con tante altre persone, ha avuto inizio dalla difesa del territorio e dei beni comuni. Negli anni, l’impegno è andato oltre la dimensione locale, e ha raggiunto una dimensione nazionale, rendendomi portavoce di tutti i cittadini, e oggi, ad avere la responsabilità di rappresentare quest’Assemblea. Non vi nascondo che, se ripenso a questo percorso, a come è nato e mi ha condotto su una strada inaspettata, la giornata di oggi assume un significato che mi tocca umanamente nel profondo. Ci troviamo nel luogo in cui si esprime la sovranità popolare. Il luogo della proposta, dell’ascolto e dell’analisi di scelte destinate a incidere sulle vite di milioni di persone. Sento personalmente questa grande responsabilità. Questo è il luogo dove il futuro può prendere forma e intendiamo costruirlo insieme, a partire da oggi, con l’unico interesse del bene collettivo, perché abbiamo il compito di servire un’intera nazione. Dobbiamo far sì che in quest’Aula i cittadini possano sentirsi rappresentati, vedendola come un punto di riferimento in cui tornare a riporre la propria fiducia. Ed è proprio ai cittadini che penso, quando invito tutti noi a riflettere sulla necessità che il Parlamento ritrovi la centralità che gli è garantita dalla Costituzione. Obiettivo determinante per affrontare non soltanto le sfide interne, ma anche per dare nuovo valore all’idea stessa di Europa e affrontare le grandi sfide globali della nostra epoca. La questione della centralità del Parlamento ha attraversato la storia costituzionale del nostro Paese con declinazioni e sfumature diverse. Vorrei provare a dirvi cos’è, per me, oggi, la centralità del Parlamento e come possiamo contribuire a riaffermarla ai nostri giorni, in un contesto in cui il rapporto tra potere legislativo e potere esecutivo continua a essere caratterizzato dall’abuso di strumenti che dovrebbero essere residuali, in cui poteri e competenze sono spesso trasferiti in altre sedi decisionali, in cui gli interessi sono frammentati e le leggi sono sempre più settoriali e tecniche. Dobbiamo impegnarci a difendere il Parlamento da chi cerca di influenzarne i tempi e le scelte a proprio vantaggio personale. Abbiamo provato tante volte la sensazione amara di essere esposti a pressioni esterne inaccettabili. La massima apertura e la costruzione di rapporti, anche all’esterno del Parlamento, sono un contributo fondamentale al processo democratico, ma voglio affermare con forza che le decisioni finali devono maturare solo e soltanto nelle Commissioni e nell’Aula, perché soltanto un lavoro indipendente può dare vita a leggi di qualità. Per questo motivo voglio affermare con decisione che non consentirò scorciatoie né forzature del dibattito. Un Parlamento centrale, per me, è un Parlamento di cui i cittadini possano fidarsi, e possono farlo perché sanno che qui è perseguito esclusivamente l’interesse generale, qui sono esaminate le loro proposte di legge, qui si realizza la volontà espressa attraverso i referendum, qui si deve intercettare lo spirito di cambiamento che anima l’Italia del 2018 e che i cittadini hanno espresso così chiaramente con il voto del 4 marzo. Le istituzioni sono assolutamente tenute a farsi carico della richiesta di cambiamento, se non vogliono diventare vuote e inaridirsi. L’intento di rinnovamento deve essere la linfa vitale di questa legislatura. Il rinnovamento ha un significato molto chiaro: cominciare a fare scelte che guardino al bene di tutti, e non solo di una piccola parte. Gli squilibri che in questi anni si sono creati, vanno riequilibrati. Per questo, è ora prioritario andare verso il superamento definitivo dei privilegi.  Il taglio ai costi della politica dev’essere uno dei principali obiettivi di questa legislatura. Sono profondamente convinto che si debbano e si possano razionalizzare i costi della Camera dei deputati, senza per questo tagliare i costi della democrazia. Qualcosa è stato fatto, ma c’è ancora tantissimo da fare. Occorre andare avanti, perché certi interventi, che ancora oggi qualcuno riduce a una mera questione di bilancio dello Stato, toccano in realtà due temi cruciali della nostra democrazia: - il rispetto per la cosa pubblica e - il rapporto di fiducia tra i cittadini e la più alta istituzione rappresentativa. Questa fiducia non si costruisce con proclami o dichiarazioni d’intento, ma solo attraverso l’esempio, le azioni concrete, le nostre scelte quotidiane, i voti che quest’Aula esprimerà. Dobbiamo aprire ancora di più quest’Aula ai cittadini, sia in senso fisico sia valorizzando gli istituti di democrazia diretta previsti dalla Costituzione. Per esempio, attraverso la previsione di tempi certi per l’esame delle proposte di legge di iniziativa popolare. Ma non solo. Penso a come le Camere - condividendo una riflessione avviata in altri ordinamenti - possano anche diventare luoghi per utilizzare le nuove tecnologie digitali a supporto del processo legislativo, per coinvolgere maggiormente le persone. Quello dell’innovazione è un tema su cui in questi anni si è fatto un lavoro significativo. A questo proposito, voglio esprimere un ringraziamento a tutto il personale dell’Amministrazione della Camera dei deputati, che è un modello di qualità nel panorama europeo. Bisogna continuare su questa strada. Le innovazioni devono andare di pari passo con altri importanti interventi che potrebbero essere realizzati nell’ambito di una riforma del Regolamento della Camera dei deputati. Perché è anche da qui che passa il miglioramento della qualità della vita di tutti. Si tratta di interventi a cui non possiamo sottrarci, anche alla luce delle recenti novità introdotte al Senato della Repubblica. In questo senso il mio impegno come Presidente della Camera sarà ispirato a tre princìpi: - garantire un alto livello qualitativo della discussione parlamentare; - garantire il rispetto di tutte le componenti, sia di maggioranza sia di opposizione; - interpretare lo spirito di cambiamento che i cittadini ci hanno espresso nelle ultime consultazioni elettorali. Consentitemi ora una riflessione di carattere più generale. Se il Parlamento deve essere luogo di analisi e di visione di lungo periodo, deve dare una risposta alle domande: Quale legislazione vogliamo produrre? Quali strumenti adottare e come usarli per governare i processi economici e sociali? È necessario porre fine a un modo di legiferare confuso, fatto di aggiustamenti continui, deroghe, estensioni, perché questo modo crea incertezza e diventa un danno per i cittadini e per la crescita del Paese. Mi piace immaginare il Parlamento come istituzione pensante, come istituzione culturale che si interroga su che cosa deve fare. Un Parlamento capace di esprimere una visione di Paese è un Parlamento che rispetta i cittadini e ispira così in loro il senso di appartenenza e di fiducia, nel futuro e nella classe politica. E quando i cittadini sentono che le loro richieste sono ascoltate, che è data una risposta ai loro bisogni, allora consolidano il loro essere comunità ed è in quel momento che si crea unione e coesione. Una comunità unita non può tollerare nessuna forma di illegalità, e non si rassegna di fronte alle ingiustizie, anzi, è capace di rispondere con determinazione, perché ha la forza che gli deriva dal sentirsi pienamente rappresentata e rispettata dalle istituzioni. Così, ogni richiesta di pizzo a un imprenditore non sarà più un attacco al singolo, ma a tutta la collettività. Ogni ragazzo che abbandona la scuola e sceglie la via dello spaccio o della violenza, sarà una sconfitta per tutti noi. Ogni individuo che non riesce a vivere un’esistenza dignitosa, sarà una vergogna e una responsabilità per tutti. È solo ritrovando lo spirito di essere comunità di cittadini, che possiamo recuperare il senso di Stato che vogliamo incarnare: portare equilibrio laddove ci sono squilibri, in modo che nessuno debba più sentirsi ai margini e tutti riescano a esprimere le proprie potenzialità. È dall’individuo che bisogna ripartire. Per questo motivo, voglio concludere con l’auspicio che in quest’Aula ciascuno di noi porti avanti il proprio impegno con la continua tensione al miglioramento, andando a superare persino l’espressione migliore di sé stesso. Perché sono fermamente convinto che la bontà di ciò che possiamo realizzare sia sempre frutto del valore umano che mettiamo nelle nostre azioni. Auguri di buon lavoro a tutti noi.106
09/03/2018 15:46Daniele PasseriniLa Lettera che vorrei che Di Maio scrivesse a tutti i partitiPost di Alessandro PepeE mi dispiace amici socialisti e comunisti, mi dispiace davvero, perché vi voglio bene e perché  nell'intimo, chi sano od insano di mente non sarebbe socialista.Insomma mi dispiace dirvelo, ma è tutto merce.È merce ciò che compriamo, è merce ciò che comunichiamo, è in vendita o è già stata comprata ogni idea, concetto, problema e soluzione. Sono in vendita esseri umani più o meno disperati che attraversano il mare, è in vendita ed è acquistabile chi li aiuta, è molto richiesto invece il prodotto di chi non li vuole, di chi non ha pietà nel vederli annegare. È in vendita a carissimo prezzo la paura ed anche la speranza (quella a prezzi scontati), in vendita sono i rifiuti tossici e non, ma poi un rifiuto in quanto tale credo che sia comunque tossico. E c'è sempre un compratore, per tutto, anche per la merda, basta solo ampliare il proprio orizzonte di mercato. È merce la mia indignazione, il mio risentimento, e si può acquistare su di un qualsiasi portale il proprio senso di inadeguatezza, la propria insoddisfazione. È un prodotto molto richiesto il sentirsi esclusi nella vita reale, ma inclusi in quella virtuale e si possono guadagnare molti soldi con un insulto, con una frase fuori luogo. Sono state poi svendute per poche lire, sì lire, le narrazioni, i racconti complessi, in cambio di slogan e frasi ad effetto. Ogni nostro pensiero inespresso è un piccolo grande potenziale capitale d'investimento. Se si trovano i canali giusti c'è sempre un acquirente per il tuo insulto, la tua frustrazione. È una questione, in fondo, di visualizzazioni, di flussi, di share e like. Qui non si tratta più di plusvalore, qui si va oltre la produzione ed il mercato delle cose. Benvenuti nel mercato totale. Perchè è in vendita anche questa serie di frasi, pronte ad immettersi nella corrente del web sperando che qualcuno le compri. Quindi, amici socialisti, mettetevi il cuore in pace, perchè siete merce anche voi oramai. E se pensate di rifugiarvi in qualche luogo sappiate che hanno comprato il logo del vostro piccolo partito e lo hanno messo nello stesso scaffale dei Comunisti Italiani e di Rifondazione Comunista, in verità tutti i loghi sono in vendita, anche NoLogo. E non potete scappare o fuggire perchè è stata già acquistata anche la vostra idea di esiliarvi in una fattoria biodinamica nelle colline toscane. E tutto ciò che fate o dite non esiste fuori dall'universo multidimesionale del mercato delle cose, dei pensieri, delle parole e delle persone. Quindi per favore, amici socialisti, non mi disturbate con le vostre chiacchiere inutili, che agitarsi non serve, sopratutto adesso che il centro commerciale è chiuso. C'è solo da star tranquilli qui sullo scaffale ed esporre il prezzo. E se si dimenticano di voi perchè siete scaduti allora vi metteranno in un magazzino, abbandonati, e qualcuno prima o poi verrà a prendervi per acquistarvi in blocco nel grande mercato dello smaltimento rifiuti.E mi dispiace amici democratici, così vi chiamate? Mi dispiace che abbiate perso il vostro leader e mi auguro che ne compriate subito un altro come è giusto che sia in una democrazia che si rispetti. Mi dispiace che non si trovi soluzione di continuità alla vostra ormai trentennale crisi d'identità, al vostro sentirvi sempre in mezzo tra due secoli, tra due dottrine. Mi dispiace che i miei amici socialisti di cui sopra non possano esservi di alcun aiuto. Mi dispiace che la gente non abbia capito e apprezzato i vostri risultati, che non abbia compreso come siate riusciti a bloccare gli sbarchi degli immigrati lasciandoli morire a casa loro con le loro speranze ed ambizioni.Mi dispiace che il fastidioso popolo ignorante non capisca quanto siate comprensivi e democratici, perchè e' analfabeta e non e' in grado di leggere la vostra superiorità intellettuale. Mi dispiace che i vostri vertici siano in continuo conflitto ed a rischio scissioni ed i vostri caporali, capobastoni e capataz non comprendano il valore della democrazia. Mi dispiace che le vostre alleanze non siano state capite e comprendo il malumore che gira per i vostri corridoi all'idea che nuove ed impossibili alleanze vi verranno richieste a breve. Mi dispiace che vi costringano a perdere il controllo in conferenza stampa, che vi obblighino alla pubblica gogna per colpa di qualche chiacchiera e di qualche distintivo. E mi dispiace amici di destra, perchè state dall'altra parte del fiume. Così è e sarà purtroppo perchè così mi è stato insegnato.Mi dispiace amici fascisti, perchè lo so che in fondo ci tenete. Mi dispiace per il vostro esilio morale che vi ha costretto ad allearvi con mafie e malaffare perchè soli, senza nessuno aiuto, dovevate assistere allo sfascio (in tutti i sensi) del vostro grande senso dello Stato e del vostro orgoglio nazionale. Mi dispiace amici leghisti se vi hanno costretto a chiamarvi italiani, mi dispiace per le vostre paure, il vostro senso di insicurezza, la vostra indaeguatezza al mercato globale. Mi dispiace se abbiamo capito male, se vi abbiamo detto che eravate razzisti, egoisti, vigliacchi. E mi dispiace per te, sopratutto per te che ci tenevi, lo so che ci tenevi. Perchè noi siamo la tua famiglia e ti abbiamo tradito. Noi figli degeneri, che con la tua cultura, con la tua storia e con i tuoi racconti siamo cresciuti. Tu che con la televisione ci hai insegnato tutto quello che sappiamo. Mi dispiace se ti abbiamo voltato le spalle e sono rimasti con te solo pochi anziani, qualche opportunista e qualcuno che non poteva votare a sinistra. E mi dispiace per tutti voi per quel che sta accadendo. Mi dispiace per questo MoVimento che pare proprio una sintesi di tutte le mie colpe. Del mio mancato senso di appartenenza, della mia disillusione, della mia drogata gestione dei sistemi di interazione digitale, del mio inadeguato senso di inappartenenza ai gruppi del passato, della totale atrofizzazione alla partecipazione, ridotta ad una manciata di click e connessioni. Del mio senso del comune che vale solo se riguarda me, le mie esigenze e le mie frustrazioni. Mi dispiace se son sordo e mi giro solo se mi mandano affanculo. Mi dispiace se sto rischiando di dissolvere tutte le vostre ambizioni per colpa di un cortocircuito relazionale che ci ha lasciati orfani di tutto, di storie, emozioni, ricordi, ragioni. Un mondo multipolare dove tutto è possibile, ma niente accade, dove tutto è in vendita, dove tutto è legale perchè niente lo è, dove tutto è permesso perchè niente è concesso. E mi dispiace se dopo tutto questo confondo la destra con la sinistra.Mi dispiace, veramente e con il cuore. Vi tendo le mie due mani, se le volete, sono pronto, con voi tutti a ricominciare da zero. Perchè se la colpa è di tutti allora alla fine non ha molto senso dire 'mi dispiace'.Vi voglio bene, a tutti, indistintamente.155
08/03/2018 01:15Daniele PasseriniRISPETTO DEL VOTO ESPRESSO DAGLI ELETTORIIllustrissimo Presidente della Repubblica,gli elettori che si sono recati alle urne il 4 marzo hanno espresso chiaramente la loro volontà votando al 33% il M5S: spetta pertanto a Luigi di Maio l’incarico di provare a formare un Governo.Non può e non deve spettare alla coalizione di centro-destra; una coalizione messa insieme per cavalcare strumentalmente una legge elettorale riconosciuta pessima da tutto l’arco parlamentare e soprattutto da tutti i cittadini che l’hanno subita; una coalizione che prima del voto non è stata in grado di indicare un leader; una coalizione che si compone di partiti che hanno avuto solo il 17%, il 14%, il 4%, il 3% ciascuno, molto meno del 33% del M5S. 33 è quasi IL DOPPIO di 17.33 è quasi DUE VOLTE E MEZZA 14.33 è circa OTTO VOLTE 4.33 è UNDICI VOLTE 3.Questi confronti sono eloquentissimi.Presidente Mattarella, da cittadino Le chiedo e La prego di rispettare il voto espresso da un elettore su 3 e di affidare il primo incarico esplorativo a Luigi Di Maio. Distinti saluti21
04/03/2018 12:36Daniele PasseriniVotate, votate, votate!Sono giustamente orgoglioso della mia ultima tessera elettorale (la seconda della mia vita), da oggi in pensione senza aver mai perso un colpo.Dalle elezioni politiche del 13 maggio 2001 alle elezioni politiche del 4 marzo 2017, in 17 anni ho risposto a 18 chiamate alle urne (politiche, amministrative, europee e referendarie), dunque in media più di una volta all'anno! Non parlatemi di astensione per favore... votate, votate, votate!66
02/03/2018 19:50Daniele PasseriniAutodenuncia di violazione del silenzio elettorale da parte del blog 22passi!Rischio l’oscuramento del blog, ma devo farlo!Pubblico il risultato di un sondaggio elettorale clandestino giudicato estremamente attendibile...Il mio Felix non ha dubbi: tra CentroSx (bianco come la DC), CentroDx (verde come Lega), LEU (rosso) e M5S (ovviamente giallo) voterà M5S! Bravo Felix!P.S. La gatta pezzata sullo sfondo è Cloe: al momento non si schioda dal "partito dell'astensione".61
21/02/2018 18:39Daniele PasseriniLe ragioni sono di tutti, torti compresi80 anni di storia d'Italia attorno al pranzo di Nonna della domenicaOvvero: ma mio nonno avrebbe votato 5 stelle?PROLOGO AD UN INVITO A PRANZO PER TUTTI VOI(fino ad esaurimento posti e scorte)A ROMA IL 25 MARZOpost di Alessandro PepeLa mia famiglia è un emblema del mio paese. Gente del sud e del nord con una cultura di sinistra ed un oscuro passato fascista. La parte meridionale con mia nonna paterna (nella foto) soggiogata dal padre Don Nicola (detto manin’inculo, e non spiego perché), dieci fratelli ed un’eroina, mia nonna appunto, sopravvissuta ai peggiori soprusi e mio nonno unico volontario della seconda guerra mondiale tornato nel ’46, un anno dopo, per scelta. A lato di questo, tante storie e leggende, barzellette e aneddoti, personaggi che fan parte della nostra mitologia privata. L’impegno politico come fil rouge (et noir), prima nel GUF (Giovani Universitari Fascisti) e poi nel partito comunista. Il ’68 vissuto dai miei nonni come una seconda rivoluzione per chiudere con Dalema e Berlusconi (il primo considerato un infiltrato della CIA, il secondo una specie di marziano indecifrabile, sintomo del decadimento strutturale dei valori buoni e cattivi del nostro paese).Poi la Nonna materna milanese con natali a Costantinopoli, che verrebbe oggi considerata radical chic o cattocomunista. Credente a suo modo, considerava Marx il suo secondo vangelo, amava il bridge, il Barolo e Mao Tse Tung e mi ha lasciato in eredità la leggerezza, il senso del bello e un pò di sano snobismo dissacrante. Così i passaggi strutturali di quel secolo, ossia della mia privata storia familiare dell’Italia recente, li ho conosciuti attraverso commenti, racconti ma soprattutto discussioni avvenute attorno ad un tavolo, precipuamente quel tavolo ovale che ospitava tutte le domeniche a pranzo la nostra brava famiglia meridionale. Mia nonna (paterna), cucinava per 20-30 persone (sia che fossimo in 4 o in 40) e noi tutti, familiari ed affini, ci si sedeva e come un rito o una preghiera iniziava la discussione. Il tema era di solito l’attualità, o l’ultimo cliente dello studio legale di mio zio (negli anni settanta con Nino Pecorella molto attivo con Soccorso Rosso - supporto legale gratuito dato a simil brigatisti ed affini - e negli anni ’80 legale di Gucci ed Epaminonda, detto ‘il Tebano’). Così a seguire un diluvio di parole urlate e scomposte che abbracciavano tutto l’arco costituzionale degli avvenimenti politici degli ultimi 50 anni (tacendo, per pudore, il passato fascista e di qualche sasso tirato in manifestazione nel ‘68). Un minestrone, o meglio polpettone, fatto di tutti gli ingredienti, dai carciofi fritti alle pizzelle, dai partigiani alle brigate rosse, dalle zite alla siciliana alla Cassouela. Fino al 1981-82 ero troppo piccolo per intendere (9-10 anni), e posso solo ricordare facce e fumi (le prime spesso nascoste dai secondi). Barbe lunghe, sguardi seri ed impegnati, toni perentori, apodittici, ma niente più. Poi dalla elezione di Ronald Reagan, che va di pari passo con il successo del Tenerone (poi Gabibbo), ecco intromettersi nei discorsi dei grandi un elemento estraneo, un virus, la contaminazione di un discorso che era anti-discorso, la cultura di massa che entrava nella politica, la televisione che inquinava e ammorbidiva tutte le tensioni. Dal mio punto di vista di bambino il ruolo principale di Ronald Reagan è stato quello di abbassare le tensioni, di ammorbidire i toni, di spostare l’ago della bilancia dalle rivendicazioni sindacali ai mondiali di Spagna. Non che a casa di nonna si sia smesso di urlare. Almeno finché mio nonno ha avuto fiato in gola, non ricordo domenica a pranzo, almeno fino al 1995-96, in cui non si finisse appunto sbraitando. Il tema di base era se Napolitano e Dalema fossero infiltrati della CIA, il trauma della morte del PCI, per alcuni passaggio essenziale, per altri segno della fine della Sstoria (con S minuscola e Maiuscola). Ma erano grida disperate, di una vis polemica che andava lentamente a morire, assuefatta ed edulcorata dalla commistione di generi, dai serial televisivi, dalla commercializzazione del tutto, dal sapere che il nostro unico ed inequivocabile nemico, Berlusconi, era anche il pusher dei nostri nuovi piccoli piaceri quotidiani. Poi i miei nonni sono andati a discutere da qualche altra parte, reincarnati secondo il credo di mio nonno, in nessun luogo secondo mia nonna (donna cara e tranquilla, ma guai a farle vedere un prete). Alla domenica non ci si vede più, solo alle famose feste comandate. Ci si vuole bene, si è smesso di discutere. Io e mio padre tiriamo fuori qualche volta la questione 5 stelle, creando scandalo (è visto, dalla più parte della famiglia, come il male assoluto). Tutto questo per dire che mi mancano i pranzi di Nonna, mi manca quella tribuna politica settimanale alla ‘riso, patate e cozze’ che è stata per tutta la mia infanzia ed adolescenza la bussola che mi aiutava a comprendere e soprattutto digerire la follia polinsatura e mediterranea della politica italiana. È forse per questo, su consiglio di mio padre, che ho cominciato a frequentare, nel 2011, 22passi. Perché qui, come allora, si parlava di massimi sistemi, si discuteva all’infinito senza soluzione di continuità su temi irrisolvibili ed irredimibili. Così adesso che ho aperto un locale dove servo Gnumariddu, cime di rape e pasta alla Sangiovannella, ho pensato di invitarvi tutti, una Domenica pranzo.Si è detto il 25 Marzo, di Domenica appunto, ed ovviamente a pranzo. Sarete miei ospiti (massimo 28 persone per questione di spazio). Il tavolo non è ovale ma rettangolare, ma abbiamo anche un video proiettore, e se qualcuno, come Franco Sarbia, vuol venire ad esporre le sue bellissime riflessioni e i suoi studi tra i più disparati, potremo parlare di tutto, come si faceva un a volta a pranzo, di politica, fisica nucleare, archeologia. Se lo faremo all’ombra di un governo Berlusconi allora non metterò limite allo stappo delle bottiglie (per la disperazione mia, e se qualcuno invece vuole festeggiare ben venga, a patto che riesca a spiegarmi secondo un principio di minima logica il perché).Ma poi chissà se mio nonno avrebbe votato 5 stelle. Per confermare presenza mandatemi email a: winetasting@rimessaroscioli.comAlessandro PepeRimessa RoscioliVia del Conservatorio, 58 - 00186 ROMA(vicino Campo dei Fiori / Ponte Silvio)p.s. per chi ha memoria questo post risulterà un dejavù, per la super sola che vi ho dato qualche mese fa. Questa volta non ci saranno ritrattazioni, prometto.***Postfazione dell'admin di 22passi. A nome di tutto il blog, ringrazio di cuore Alessandro per il magnifico invito. Ho sempre ammirato e invidiato (in senso buono) le persone che hanno forti radici, io per esempio mi sento molto meno focalizzato sulle radici che sui rami, pur ben consapevole che nella vita serva un giusto equilibrio di entrambi. Alessandro è molto fortunato a essere cresciuto nella famiglia che, con passione e giusto orgoglio, ci ha descritto; non vedo l'ora di captare nel suo locale gli echi della 'Sstoria' condita e metabolizzata nel Pepe! Forza lettori del blog, che non resti libero nessuno dei 28 posti! Sarà una tavolata di belle persone, cucina regionale, buone parole, in cui condividere radici e rami, tradizioni e speranze, interpretazioni del presente e visioni del futuro. E in vino veritas! Arrivederci a RomaDaniele Passerini83
15/02/2018 20:24Daniele PasseriniAvviso pubblico per il finanziamento di progetti afferenti le politiche per la famigliaIeri ho scoperto un avviso pubblico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, costruito in quattro e quattr’otto a dicembre, pubblicato il 3 gennaio e che scade - guarda un po’ - il 28 febbraio. Si intitola Avviso pubblico per il finanziamento di progetti afferenti le politiche per la famiglia e mette in gioco 8 milioni di euro - mica bruscolini! - da destinare a un centinaio di progetti sociali (ogni progetto è finanziabile da minimo 50.000€ a massimo 250.000€), della durata di 18 mesi, da proporre e realizzare in una delle seguenti linee di intervento: conciliazione dei tempi tra famiglia è lavoro;invecchiamento attivo e solidarietà fra le generazioni;sostegno alle famiglie in condizioni di fragilità;promozione di contesto sociali ed economici “family friend” inclusioni sociale dei minori e dei giovani;sostegno ai minori vittime di violenza assistita, agli orfani di crimini domestici e alle loro famiglie affidatarie.Tanto di cappello alle lodevoli e finalità, ma sono davvero parecchie le cose “curiose” presenti nell’Avviso. Ne illustro qualcuna.È surreale che, mentre i quesiti devono essere inviati esclusivamente via pec, la domanda di partecipazione deve invece pervenire alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, esclusivamente in plico cartaceo via raccomandata (sic!) entro le ore 19 del 28 febbraio, NON facendo fede la data di spedizione, ma esclusivamente quella di arrivo. Come ai tempi dei Borboni!Sulla pagina web dedicata all’avviso il numero delle FAQ sta lievitando come un blob alieno (erano 7 al 9 gennaio, 20 al 12 gennaio, 40 al 19 gennaio, 57 al 23 gennaio, 81 al 28 gennaio, 134 al 4 febbraio, sono 191 all'11 febbraio e chissà quante diventeranno alla vigilia della scadenza): segno inequivocabile di quanto l'Avviso faccia acqua da tutte le parti. Le cooperative e associazioni con cui mi sono confrontato, per verificare se fossero in grado di fare dei progetti nel poco tempo che resta, dopo aver studiato avviso e allegati, mi hanno risposto negativamente: ritengono tutta l'impostazione dell'Avviso confusa e complicata, a partire dagli strani vincoli di budget (che evidentemente è stato congegnato ad hoc):max 5% retribuzione coordinatore e amministrazione max 30% risorse umane per l’attuazione dell’intervento max 60% destinatari [non di erogazioni economiche, ma solo di servizi], mezzi e attrezzature max 5% spese generali [pulizie, manutenzioni ecc.] Voglio sottolineare che la cosa più incredibile è che un Ente comunale di quasi 30.000 abitanti (quello in cui lavoro) abbia scoperto l'esistenza di questo Avviso per puro caso, nonostante ci arrivino ogni giorno PEC in abbondanza per informarci di tutto: dalle cose più insignificanti a quelle più importanti. Invece dell'Avviso pubblico per il finanziamento di progetti afferenti le politiche per la famiglia non ci ha informato NESSUNO: né la Presidenza del Consiglio dei Ministri, né il MLPS, né la Regione, né l’ANCI... mai visto nulla di simile.Un Avviso di cui magari “amici” ed "amici degli amici" sono stati direttamente informati prima ancora che uscisse... ed emanato in piena campagna elettorale... una perfetta macchina da voto di scambio insomma.Scommetto quel che vi pare che negli ultimi giorni di febbraio (ma anche prima, perché non è che progetti con i requisiti richiesti da questo Avviso si preparano in un settimana) partirà in pompa magna su TV, giornali e siti la pubblicità urbi er orbi di questa nuova misura sociale concessaci dal nostro buonissimo governo... buonissimo quanto ormai privo di ogni freno morale, ritegno e pudore.LINK: http://www.politichefamiglia.it/it/notizie/avvisi-e-bandi/avviso-pubblico-per-il-finanziamento-di-progetti-afferenti-le-politiche-per-la-famiglia/Altre "recensioni" delle politiche sociali del governo Gentiloni in questi post:1 dicembre 2017: inizia la REIvolution del Welfare italiano? (30/11/2017)La grande bufala (elettorale) della Carta Famiglia 2018 (28/01/2018)13
28/01/2018 13:52Daniele PasseriniLa grande bufala (elettorale) della Carta Famiglia 2018"La Carta presenta le caratteristiche di cui all'allegato A che costituisce parte integrante de presente decreto" L'immagine che vedete è l'Allegato A del Decreto Ministeriale 20 settembre 2017 "definizioni dei criteri è delle modalità per il rilascio" e la didascalia è il comma 1 dell'art. 2 del decreto stesso. Soffermatevi un'attimo su questa immagine. Vi piace? Mi auguro che sia stata realizzata a costo zero da qualche volontario dello staff del Ministro Poletti, perché se fosse pure costata qualcosa sarebbe molto peggio di qualsivoglia "spelacchio"!Cosa vi evoca e suscita?Non andate avanti nella lettura. Provate un minuto a capire che messaggio vi dà: l'appraisal è positivo o negativo?Fatto?Ok, vi dico cosa fa pensare a me. Vedo tante persone stilizzate, donne, uomini e bambini, estremamente massificate, non molto "umane", vagamente inquietanti essendo prive di braccia e mi fermo qua... perché di associazioni me ne vengono parecchie, ma tutte negative. Quel che è certo che assomigliano a dei birilli. Ecco, il subconscio dell'autore dell'immagine ci ha detto la verità: dalle alte torri dei ministeri romani i cittadini sono visti come meri birilli, da buttar giù sparando balle, soprattutto quando si è in piena campagna elettorale.Ma andiamo per ordine.Da qualche settimana mamme e papà di famiglie con almeno tre figli minori stanno presentandosi ai Comuni di tutta Italia per chiedere lumi sulla "Carta della Famiglia" (chiamata anche "Carta bonus famiglie numerose" o semplicemente "Carta Famiglia") che - a scanso di equivoci - non c'entra nulla con la Carta REI di Gentiloni (già Carta SIA di Renzi e prima ancora Carta acquisti di Berlusconi). La Carta della famiglia riguarda le famiglie residenti con almeno tre figli minori e con ISEE fino a 30.000€. Non ci sono altri requisiti. Pertanto il rilascio di questa Carta non comporta alcuna valutazione tecnica da parte dei Servizi Sociali. In altre parole, la Carta della famiglia è più materia da Anagrafi che da Assistenti Sociali... ma competerà alle singole amministrazioni comunali decidere a chi affidare questa ennesima "patata bollente" confezionata a Roma. È bene sottolineare che fino al 15 gennaio, nessuno si è premurato di informare i quasi ottomila Comuni italiani di questa nuova misura progettata dal MLPS (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), a cui i Comuni stessi dovranno provvedere - bada bene - "nei limiti delle risorse finanziarie, umane e strumentali già previste a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica" (art. 8 del DM 20 settembre 2017). Si tratta insomma di uno dei tanti "miracoli italiani" per la cui realizzazione lo Stato ordina "bonariamente" ai Comuni di attrezzarsi a costo zero, mentre con l'altra mano gli taglia fondi e, per effetto del "patto di stabilità", gli rende impossibile sostituire il personale che va in pensione. Avete presente le buche nelle strade? La scarsa manutenzione del verde pubblico e degli edifici pubblici (scuole, distretti sanitari ecc.), le liste di attesa per controlli medici et cetera? Sono la naturale conseguenza dei tagli generalizzati ai finanziamenti statali che da una decina di anni colpiscono come mannaie Regioni, ASL e Comuni... del resto non dimentichiamoci che ogni Italiano, bimbi e anziani compresi, si porta mediamente sulle spalle quasi 40.000 euro di debito pubblico.La Carta della famiglia nasce con la Legge di Stabilità 2016 (Legge. n. 208 del 28/12/2015), ne parla il comma 391 dell'articolone 1.A tale previsione, non dopo 3 ma dopo 20 mesi, ha fatto seguito - nel silenzio generale - uno striminzito D.M. 20 settembre 2017 di 2 pagine e 8 articoli (sic!), che sembra scritto da uno studente al primo anno di Legge, dove si definiscono, molto genericamente, criteri e modalità per il rilascio della carta della famiglia. Infine il 9 gennaio u.s. il suddetto D.M. è stato pubblicato in G.U.. Bastano pochi minuti per leggere il decreto e vi invito a farlo (scaricandolo da questo link), così vi renderete conto voi stessi del livello di pochezza che regna sovrano ai vertici ministeriali dello Stato.In sintesi, spetta ai Comuni rilasciare la carta "nel formato di tesserino cartaceo, previo pagamento degli interi costi di emessione, ove presenti" (art. 3, comma 4, del D.M.); la carta ha validità biennale (art. 3, comma 2, del D.M.) e "dovrà recare sul retro il numero del Comune emittente, il numero progressivo della tessera, preceduto dal codice Comune, i dati anagrafici e il codice fiscale dell'intestatario, il luogo e la data di emissione, nonché la data di scadenza. La carta dovrà recare l'indirizzo del sito internet dedicato." (art. 3, comma 2, del D.M.).Cosa ci fa il cittadino con questo "tesserino cartaceo"? "La carta consente l'accesso a sconti sull'acquisto di beni o servizi, ovvero riduzioni tariffarie concessi dai soggetti pubblici o privati che intendano contribuire all'iniziativa" (art. 4, comma 1, del D.M.) relativamente alle voci illustrate nell'Allegato B del D.M.:BENI ALIMENTARI:Prodotti alimentariBevande analcolicheBENI NON ALIMENTARIProdotti per la pulizia della casaProdotti per l'igiene personaleArticoli di cartoleria e cancelleriaLibri e sussidi didatticiMedicinali, prodotti farmaceuticie e sanitariStrumenti e apparecchiature sanitariAbbigliamento e calzatureSERVIZIFornitura di acqua, energia elettrica, gas e altri combustibili per riscaldamentoRaccolta e smaltimento di rifiuti solidi urbaniServizi di trasportoServizi ricreativi e culturali, musei, spettacoli e manifestazioni sportivePalestre e centri sportiviServizi turistici, alberghi e altri servizi di alloggio, impianti turistici e del tempo liberoServizi di ristorazioneServizi socioeducativi e disostegno alla genitorialitàIstruzione e formazione professionaleMancano però ad oggi i pezzi più importanti: l'attivazione delle convenzioni con i soggetti che devono corrispondere sconti o ridurre le tariffe! L'art. 4, comma 3, del D.M. spiega che l'attivazione dei benefici compete a:MLPS "su base nazionale, previa formalizzazione di Protocolli d'intesa con le Amministrazioni centrali interessate o convenzioni con soggetti pubblici e privati a rilevanza nazionale";Regioni e Provincie autonome "su base regionale, mediante la stipulazione di convenzioni con soggetti pubblici e privati a rilevanza regionale"/;Comuni "su base comunale, mediante la stipulazione di convenzioni con soggetti pubblici e privati a rilevanza locale, ovvero riduzioni di tariffe dei servizi pubblici locali erogati direttamente o indirettamente".Capirete che stando così le cose, siamo in alto mare: il MLPS si è limitato ad attivare questa misera  pagina web (in attesa del "sito internet" previsto all'art. 7 del D.M.) per informare i cittadini "sulle modalità di emissione della Carta, sulle agevolazioni cui dà diritto, sui soggetti aderenti all'iniziativa e sulle modalità del rilascio del bollino...", Regioni e Comuni hanno scoperto l'esistenza di questa misura solo adesso... ergo, se per assurdo venissero rilasciate le Carta Famiglia, ad oggi (e per molto tempo ancora) non servirebbe ancora assolutamente a nulla. Basta aprire la pagina del MLPS per verificare che ad oggi non c'è alcun soggetto aderente all'iniziativa.Ma cosa è questo bollino di cui parla il decreto? È spiegato all'art. 6 del D.M.: "I soggetti che aderiscono al programma mediante a stipula dei protocolli d'intesa o delle convenzioni di cui all'art. 4, comma 3, possono valorizzare la loro partecipazione all'iniziativa a scopi promozionali e pubblicitari attraverso l'esibizione del bollino, associato al logo della Carta, con le seguenti diciture:a) ≪Amico della famiglia≫, laddove siano concessi sconti o riduzioni o agevolazioni pari o superiori al cinque per cento rispetto al normale prezzo di listino o all'importo ordinario;a) ≪Sostenitore della famiglia≫, laddove siano concessi sconti o riduzioni o agevolazioni pari o superiori al venti per cento rispetto al normale prezzo di listino o all'importo ordinario."Ecco perché la Carta della Famiglia è una sacrosanta bufala. Pensate che il MLPS riuscirà mai a fare una convenzione con CONAD, COOP, EUROSPIN ecc. per concedere questi sconti alle famiglie con tre figli, solo per avere un bollino in vetrina o sui depliant?Vi immaginate un Comune che deve realizzare convenzioni con gli esercizi commerciali del suo territorio... chi potrebbe mai aderire?Ma il MLPS potrebbe replicare che loro hanno fatto tutto quello che potevano e che spetta ora ai Comuni darsi da fare per attuare la misura. Che è come chiedere di trasformare l'acqua in vino! Ergo, se la Carta non funzionerà sarà colpa dei Comuni, eterno capro espiatorio di tutto ciò che in Italia non va. N.B. Tantissimi Comuni hanno già attivato, in convenzione con soggetti del terzo settore (per esempio le Caritas) iniziative simili: banchi alimentari, empori solidali ecc. Avrebbe avuto senso incentivare queste iniziative, non creare a livello centrale l'ennesima misura inutile, mal congegnata, irrealizzabile.Dunque la Carta della Famiglia così com'è, senza finanziamenti, per esempio, per incentivare gli esercizi commerciali ad aderire, non serve a nulla. Nonostante questo dal 10 gennaio scorso è partito il tam tam mediatico che presenta la Carta come una misura attiva ed esigibile dal cittadino:http://www.lastampa.it/2018/01/10/italia/i-tuoi-diritti/famiglia-e-successioni/carta-famiglia-in-gazzetta-la-disciplina-attuativa-rpbf6dm6rp7iPFTR57hwYI/pagina.htmlhttp://www.today.it/economia/carta-famiglia-2018-come-funziona-requisiti-informazioni.htmlhttp://www.aniv.it/2018/01/11/carta-della-famiglia-la-platea-dei-beneficiari-e-i-benefici-fruibili/https://www.investireoggi.it/fisco/carta-famiglia-2018-realta-cose-puo-richiederla-cosa-serve/https://www.avvenire.it/economia/pagine/arriva-la-carta-delle-famigliahttp://www.vita.it/it/article/2018/01/15/hai-tre-figli-nasce-la-carta-della-famiglia/145622/https://www.guidafisco.it/carta-famiglia-3-figli-domanda-requisiti-1469https://www.fiscoetasse.com/rassegna-stampa/24528-carta-famiglia-sconti-per-i-nuclei-numerosi.htmlIn Ufficio, a metà mese di gennaio, avevo scommesso sul fatto che, al progredire della campagna elettorale la pubblicità della Carta della Famiglia sarebbe partita ancora più in grande stile. E infatti ieri è scesa in campo La Repubblica (il cui vicedirettore - guarda un po' - si è appena candidato nelle liste del PD):http://www.repubblica.it/economia/diritti-e-consumi/diritti-consumatori/2018/01/27/news/debutta_la_carta_famiglia_sconti_in_arrivo_per_famiglie_numerose-187158555/Un'ultima considerazione, del tutto personale.Lavorare nella pubblica amministrazione (penso a Comuni, Sanità, Centri per l'Impiego, Scuole ecc.) è sempre più fonte di frustrazione e burn-out: di fatto ci viene chiesto di raccontare balle ai cittadini e macinare acqua. In 28 anni, da quando lavoro nel sociale, non ho mai visto un tale livello di sfascio generalizzato dei servizi: nemmeno Berlusconi era riuscito a portarci così in basso... ed era veramente difficile riuscire a fare peggio!Anche da ciò ho trovato la motivazione a iscrivermi di nuovo all’università, a 52 anni. Assisto da insider a una “fuga di cervelli” dalla P.A. che è del tutto inedita nella storia d’Italia. E ci sono anche sempre più colleghi - tutti quelli che possono permetterselo! - che stanno scegliendo di andare in congedo anticipato, perdendo fette consistenti di pensione, pensando in primis alla salute.36
27/01/2018 19:15Daniele PasseriniQuello che non ti hanno mai detto sull'auto elettricaConsiglio la visione di un video superlativo, tratto dal TEDxReggioEmilia di 8 mesi fa, che illustra la differenza tra economia lineare ed economia circolare e vi metterà voglia di rottamare la vostra auto a combustione e diventare protagonisti, il prima possibile, della mobilità elettrica e sostenibile. L'autore è Valerio Rossi Albertini laureato con lode in Fisica atomica e molecolare, nonché primo dottore di ricerca in Italia in Scienza dei Materiali. All’insegnamento di Chimica-Fisica, ha recentemente affiancato quello di Divulgazione della Scienza, presso l’università di Roma 2. È stato responsabile della divisione “Fotonica di raggi X” del CNR e delle attività applicative del Super-laser “Sparx”. Svolge attività di comunicazione scientifica per le maggiori reti televisive nazionali (oltre 700 presenze negli ultimi 5 anni).Se fate parte e leggete i post del mio gruppo Facebook Hyundai Kona Electric FAN GROUP ITALIA - che si occupa di mobilità elettrica a trecentosessanta gradi, con un occhio di riguardo a quella che spero sarà la mia prossima automobile - avrete già visto questo video. Se non fate parte di quel gruppo allora è il momento di iscrivervi:https://www.facebook.com/groups/13418842395121384
18/01/2018 08:05Daniele PasseriniNovità in arrivo per chi aspetta un'auto elettrica abbordabileTraduzione di Daniele Passerini dell'articolo di Pedro Lima, pubblicato il 17/01/2018 su pushevs.com (link originale: https://pushevs.com/2018/01/17/hyundai-starts-pre-orders-kona-electric/)***Hyundai avvia i preordini per la Kona elettricaLa Hyundai Kona elettrica, già pre-ordinabile in Corea del Sud.La versione EV elettrica della Hyundai Kona sarà disponibile con due opzioni di batteria: da 39,2 e 64 kWh.Lo scorso lunedì, Hyundai ha iniziato ad accettare preordini per la Kona EV in Corea del Sud.La tanto attesa versione elettrica della Hyundai Kona avrà powertrain (batteria e motore) realizzato da LG Chem. A seconda della versione scelta, il motore elettrico da 150 kW sarà alimentato da una batteria da 39,2 o 64 kWh. Mentre la batteria da 39,2 kWh garantirà un'autonomia di oltre 240 km (149 miglia), quella da 64 kWh garantirà almeno 390 km (242 miglia). Queste cifre provengono dal ciclo di test sudcoreano, che ottiene risultati molto simili agli EPA [ndr. a titolo di confronto, Opel Ampera-e aka Chevrolet Bolt è accreditate di 380km Ciclo EPA].In Corea del Sud, senza considerare incentivi, la Hyundai Kona EV costerà tra 43 milioni e 48 milioni di KRW (33.016 e 36.840 euro al cambio attuale). La versione elettrica sarà ancora molto più costosa della sua controparte a combustione, che nella maggior parte dei paesi europei può essere acquistata per meno di 20.000 euro.Per quanto riguarda le dimensioni, ci sono anche differenze, poiché la versione elettrica è leggermente più lunga della controparte a combustione:Hyundai Kona ICELunghezza: 4.165 mmLarghezza: 1.800 mmAltezza: 1.550 mmPasso: 2.600 mmHyundai Kona ElectricLunghezza: 4.180 mm (+ 15 mm)Larghezza: 1.800 mmAltezza: 1,55 mm (+ 5 mm)Passo: 2.600 mmA titolo di confronto le misure della Chevrolet Bolt EV sono:Chevrolet Bolt EVLunghezza: 4.170 mmLarghezza: 1,770 mmAltezza: 1.600 mmPasso: 2.600 mmAvendo anch'essa powertrain fornito da LG Chem e dimensioni simili, è chiaro che la Chevrolet Bolt EV è l'alternativa più diretta alla Hyundai Kona Electric.Inoltre, sapendo della concorrete in arrivo, GM ha recentemente annunciato che produrrà 5.000 unità di Bolt EV disponibili quest'anno per i clienti della Corea del Sud. Molte più delle 600 unità inviate in Corea del Sud l'anno scorso.Rispetto alla Chevrolet Bolt EV, la Hyundai Kona Electric presenta alcuni vantaggi:È una Hyundai, questo significa che la sua garanzia sarà decisamente migliore.Kona Electric sarà più efficiente. Avrà elementi batteria più recenti (NCM 811), che renderanno il pacco batterie più leggero di almeno 150 kg rispetto a quello presente oggi nella Bolt EV dotata di celle NCM 622. Inoltre avrà una pompa di calore, aspetto particolarmente importante nei luoghi più freddi.Il peso minore non solo migliora l'efficienza, contribuisce anche a migliorare le prestazioni (maggiore accelerazione) e incrementare la sicurezza (minore spazio di arresto).Ha in dotazione il cruise control adattivo. Sorprendentemente la Bolt EV ha i radar necessari per l'AEB (Autonomous Emergency Braking) ma non implementa il cruise control adattivo.Offrendo un'opzione batteria "entry-level" (39,2 kWh) l'acquisto è più abbordabile.Per quanto mi piaccia la Chevrolet Bolt EV, sembra che tutti i suoi buoni contenuti vengano da LG Chem, mentre i suoi aspetti peggiori vengono da Chevrolet.In ogni caso, le prime consegne in Corea del Sud sono programmate per la prima metà di quest'anno. Dopodiché si estenderanno all'Europa e solo successivamente al Nord America e al resto del mondo. L'arrivo di Hyundai Kona Electric andrà a beneficio della maggior parte dei clienti europei, dal momento che Opel Ampera-e sembra ormai un progetto senza futuro nel vecchio continente.Ulteriori informazioni:http://www.hyundai.com/kr/news/selectNewsDetail.do?blcSn=15088http://english.chosun.com/site/data/html_dir/2018/01/16/2018011601281.html***Ndr. Sto monitorando il mercato dell'auto elettrica da oltre un anno, in attesa dell'auto giusta con cui potere entrare nella mobilità elettrica; nel frattempo mi sono dotato a casa di un impianto fotovoltaico da 3kW e di un sistema di accumulo LG Chem da 10kWh. All'inizio avevo confidato nella Opel Ampera-e, poi è intervenuta la vendita di Opel da GM a PSA che ha "tagliato le gambe" proprio all'Ampera-e. Ma si chiude una porta e si apre un portone: infatti è dalla scorsa estate che seguo con attenzione ogni notizia in arrivo riguardo la prossima commercializzazione della bellissima Hyundai Kona EV, che verrà presentata ufficialmente al Salone dell'auto di Ginevra (8-18 marzo 2018) e arriverà in Europa nella seconda metà dell'anno.Non a caso, sono anche l'amministratore del gruppo facebook Hyundai Kona EV (elettrica) fan gropup ITALIA, il miglior punto di raccolta in lingua italiana di ogni informazione riguardo questa bella automobile che promette di poter dare una spinta importante alla mobilità elettrica a zero emissioni, svolta epocale a cui ormai si è convertito persino l'irriducibile Sergio Marchionne! E proprio del passaggio dall'età dell'ICE all'età EV, oltre che della Kona, si parla, commenta e ragiona ogni giorno dentro Hyundai Kona EV (elettrica) fan gropup ITALIA.Se siete su Facebook e siete curiosi anche voi di conoscere il mondo della mobilità elettrica iscrivetevi:https://www.facebook.com/groups/13418842395121380
10/01/2018 15:19Daniele PasseriniFenomenologia e controllo di una nuova reazione esotermica tra metallo e IdrogenoMentre in Italia la fusione fredda è stata messa al bando dalle università italiane, nel resto del mondo continuano a spuntare a ritmo crescente conferme indipendenti della realtà di un nuovo fenomeno (chimico? nucleare? ibrido?) in grado di creare energia pulita.Arriva dalla terra del Sol Levante un "Brief Summary Report of MHE* Project Phenomenology and Controllability of New Exothermic Reaction between Metal and Hydrogen", pubblicato il 1 gennaio scorso su Researchgate, i cui autori appartengono a:Technova Inc.;Nissan Motors Co.;Kyushu University;Tohoku University;Nagoya University;Kobe University. *MHE: Metal Hydrogen Energy.Dalla pagina sopra linkata è scaricabile il pdf del Brief Summary Report: Download full-text PDFVe ne estraggo e traduco soltanto l'abstract e le conclusioni:Abstract (EN) Project Aim: to verify the existence of new exothermic reaction between nano-metals and hydrogen which will be applicable for future new clean energy source, and to study the controllability of generated thermal energy. In the following, brief summary of implementation and results by MHE-group Japan is described in designated R&D issues for two years project period of 2015 October to 2017 October.  (ITA) Scopo del progetto: a) verifica dell'esistenza di una nuova reazione esotermica tra nano-metalli e idrogeno che sarà applicabile per una futura nuova fonte di energia pulita; b) studio della possibilità di controllare l'energia termica generata. Di seguito, un sintetico riepilogo (8 pagine) dell'implementazione e dei risultati ottenuti dal gruppo giapponese Metal Hydrogen Energy nel corso di un biennio di ricerca e sviluppo (ottobre 2015 - ottobre 2017). [...] (EN) Foreseeing the industrial applicability, road-map study was made by our joint-team to draw the realization of industrial devices in 5-10 years later. Direct usage devices of excess heat for warming EV cars and family rooms as well as electric power devices with thermos-electric conversion systems are looked for realization in 10-20 years later. (ITA) Prevedendo l'applicabilità industriale, il nostro team congiunto ha predisposto una road map della ricerca per arrivare alla realizzazione di dispositivi industriali in 5-10 anni. Per dispositivi per l'uso diretto del calore in eccesso (riscaldamento di auto elettriche e di abitazioni), così come per dispositivi di alimentazione elettrica con sistemi di conversione termoelettrici, si prevede la realizzazione in 10-20 anni.Se i ricercatori giapponesi avessero ragione e non si trattasse né di un fenomeno nucleare né di un fenomeno chimico noto, forse avremmo finalmente messo fine alla discussione tra sostenitori e negatori della fusione fredda che va avanti imperterrita da quasi trent'anni.P.S. Ahimè, il report finale integrale (169 pagine) che i ricercatori hanno prodotto al NEDO (New Energy and Industrial Technology Development Organization) è scritto in Giapponese! 68
08/01/2018 11:58Daniele PasseriniElogio alla protestaAmbiente:Società e politica: "Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano.  Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.  Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.  Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista.  Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare."A buon intenditor poche parole.56
01/01/2018 14:55Daniele PasseriniChe ne pensi dei vaccini? Dillo alla Commissione Europea! - POSTILLAPost di Daniele PasseriniMi ha appena inviato una email la lettrice di 22passi che ha ispirato il post Che ne pensi dei vaccini? Dillo alla Commissione Europea! nonché tutta l'interessante discussione accesasi poi tra i vari commentatori del blog. La lettrice replica al commento lasciato ieri sera da Hermano Tobia (che a sua volta rispondeva all'email che la lettrice aveva inviato ieri).Per non farvi andare a riguardare indietro tra i commenti dell'altro post, trovate qui a seguire in ordine cronologico:l'email di ieri della lettrice;la replica di Hermano;l'email di oggi della lettrice.Sono molto in sintonia con gli argomenti e il punto di vista espressi dalla lettrice.***31 dicembre 2017 02:38 lettrice di 22passi (email firmata)...ho appena finito di leggere il PDF "Le domande difficili" che consigliava di leggere il Signor Massa e devo dire che ho fatto fatica ad arrivare sino alla fine per l'enorme superficialità con cui è stato scritto, per il fatto di citare solo pochi studi ben scelti e selezionati per far apparire inconfutabilmente vere le tesi che "propaganda" e per l'omissione (faccio fatica a pensare che non sia voluta) di specifiche che avrebbero inserito nelle argomentazioni che portava avanti, notevoli dubbi (faccio solo un piccolo esempio: quando parla di polio non cita per nulla il fatto che le recenti epidemie in Siria sono state indotte dal vaccino stesso). Insomma per farla breve sembra davvero una bella favoletta per bambini e forse solo quelli potrebbe riuscire a convincere.Inoltre vorrei aggiungere che, anche dando per buone queste teorie, rimane il fatto che la vaccinazione ha un elevato rischio e questo rischio è ancora più importante se si considera che viene imposto su bambini sani (già di fronte a situazioni patologiche solitamente il medico pone l'interessato o il suo tutore di fronte ai pro e ai contro di un eventuale intervento e lascia la decisione al paziente).Quindi ammettendo che si chieda di rischiare la salute dei propri figli per un l'immunizzazione globale, questo comunque va CHIESTO, come un dono che ognuno eventualmente vuole fare per la causa ma non può in nessun modo essere imposto altrimenti significa tornare ai tempi antichi in cui si facevano sacrifici umani agli Dei (la Scienza in questo caso viene rivestita di un'aurea divina) per i raccolti o per tenere lontane le varie pestilenze.Cordialmente***31 dicembre 2017 23:52  Hermano TobiaRispondo volentieri alla signora dell'email, quando mi chiede perché si può ragionevolmente affermare che l'aumento della copertura ha portato ad una diminuzione dell'incidenza, mentre non si può avere la stessa certezza in caso di contiguità temporale tra vaccino e sospetto danno.Premetto che fra le bufale della Lorenzin ritengo che la più odiosa sia proprio quella di aver negato, contro ogni evidenza scientifica, giudiziaria e statistica, l'esistenza dei danneggiati da vaccino, e che concordo con la lettrice sul fatto che dove c'è rischio, anche minimo, deve esserci libera scelta.Tuttavia l'esempio non sta in piedi per la legge dei grandi numeri, che è alla base della statistica frequentista e dice - semplificando - che per fare analisi e stabilire correlazioni servono molte osservazioni. Il caso di un bambino che manifesta un problema subito dopo un vaccino non ha in se significato statistico, potrebbe anche trattarsi di una coincidenza. Diverso il caso in cui per ipotesi ci fossero molti bambini ad avere problemi dopo il vaccino, allora la coincidenza sarebbe meno probabile.Questo studio (1) pubblicato su una rivista prestigiosa affronta esattamente questa casistica ovvero fra tutti (=grandi numeri) gli eventi avversi gravi (decesso o danni permanenti) individua quelli che si "clusterizzano" ovvero si "addensano" attorno alla data della vaccinazione MMR, quindi sospettati di esserne la causa. La frequenza trovata è (in USA dal 1970 al 1993) circa 1 su 1,2 milioni. Il governo USA è molto chiaro e trasparente sull'argomento, mantiene un registro aggiornato mensilmente sui risarcimenti dei danni da vaccino (2) e non nasconde che possono esserci conseguenze anche gravi, ma mostra anche che il rischio di non vaccinarsi è maggiore.Da noi invece l'informazione ha lasciato il posto alla propaganda ed alle bufale, da ambo le parti.(1) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/9481001/(2) https://www.hrsa.gov/vaccine-compensation/data/index.html***1 gennaio 2018 13:51 lettrice di 22passi (email firmata)Buongiorno, le chiedo l'ultima cortesia di pubblicare una mia risposta al signor Tobia, dopodiché chiudo e vi saluto augurando a tutti un felice 2018 (ma continuerò a leggervi perché è davvero un piacere leggere post e commenti così chiari ed equilibrati).Vorrei solo dire al signor Hermano Tobia che il problema purtroppo sono proprio i "numeri"; io personalmente (e non ho una grandissima cerchia di amici) conosco altre 3 persone i cui figli hanno avuto una crisi respiratoria dopo una (seconda o terza) dose di vaccino esavalente (nel mio caso è stata la terza dose a cui però si aggiungeva anche il vaccino del meningococco C) con accesso al pronto soccorso. E in tutti e 4 i casi (comprendendo il mio) nessuna segnalazione è stata fatta. Oltre a commentare questo fatto come altamente deplorevole perché il personale sanitario sarebbe "obbligato" a segnalare, e parlo solo di segnalazione non di correlazione, anche uno starnuto che avvenga nei giorni successivi al vaccino, questo le può dare una minima idea di quanta omertà ci sia sui numeri. E vogliamo poi parlare di tutte le morti di neonati (a cui ultimamente si sono aggiunti anche bambini di 2/3 anni) per strani ed inspiegabili arresti cardiorespiratori, catalogati semplicemente come SIDS, quindi rimasti senza causa) a cui ora penso seguirà un cambiamento della definizione di Sids (finora si parlava di morte improvvisa del lattante cioè fino all'anno. Ora si dovrà parlare di morte improvvisa del bambino, fino a 2, 3... 7 anni?).Lei si chiederà perché la segnalazione non l'ho fatta io, ma la risposta è che ovviamente nessuno dice ai genitori che qualunque cosa avvenga al bambino dopo la vaccinazione può essere segnalata anche dai genitori e all'epoca non avevo, nemmeno io, fatto subito l'associazione. Quando poi esattamente da quel momento la vita di mia figlia è completamente cambiata, nel senso che prima dei 15 mesi pur avendo avuto due volte la classica influenza non aveva mai avuto un broncospasmo mentre subito dopo il vaccino gli episodi hanno avuto una frequenza di anche due volte al mese e senza particolari fattori scatenanti tipo influenza o altro, sono andata indietro nel tempo e ho ricordato che dopo la prima dose aveva avuto un forte rigonfiamento della gamba ed era estremamente fastidiosa (gridava tutto il giorno), dopo la seconda dose a 5 mesi, la sua crescita (e cresceva come un torello) si è completamente arrestata per ben 2 mesi (certificato da controllo pediatrico) e poi, dopo la terza dose, il pronto soccorso per crisi respiratoria con insorgenza di broncoreattività permanente e duratura a tutt'oggi. A quel punto, per me e mio marito è stato tutto chiaro mentre per i medici "convenzionali" appartenenti ormai al "sistema" sono solo coincidenze non degne nemmeno di segnalazione.Poi onestamente non capisco nemmeno tutto il suo entusiasmo e fanatismo per gli americani.Crede forse che lì i medici del sistema non siano stati istruiti a negare ogni correlazione? Lo sa che organizzano corsi ad hoc tenuti da rappresentanti di case farmaceutiche scelti ed addestrati proprio per insegnare ai medici primari che a loro volta educheranno i sottoposti a come sia importante vaccinare a tappeto chiunque senza se e senza ma e a come rispondere e trattare con i genitori? E che ora questo si sta facendo anche in Italia? E questa non è un'ipotesi ma ne ho fonte diretta da uno di loro, il padre di una bimba che studia violino con mia figlia, è un rappresentante farmaceutico ed è stato addestrato proprio per fare i corsi ai medici (ovviamente lui lo raccontava, non come denuncia, ma come cosa buona e giusta, di cui andar fiero, un salto di categoria della sua carriera). Nella sua area, mi ha raccontato, sono stati scelti in due, hanno fatto un corso full immersion, tutta l'estate, e da quel momento non avrebbero più girato in tutti gli ambulatori dai medici di base, ma sono stati addestrati per tenere i corsi ai, diciamo così, "pezzi grossi".In più che dire di tutte le frodi delle ricerche del CDC, non ultima quella per selezionare solo casi specifici che avrebbero allontanato ogni sospetto dalla correlazione vaccini- autismo?Insomma, veramente non capisco tutta questa fiducia che pone sui dati americani, io credo che loro siano semplicemente più bravi (insomma è pur sempre la patria del grande cinema, dove gli attori possono diventare presidenti e governatori), nel presentarsi e presentare i dati. Perché, diciamoci la verità, nel paragone con i personaggi italiani chiunque ne uscirebbe vincente.Alla fine le dico, augurandole, un felice 2018, che purtroppo, il ragionamento sui numeri, ora come ora è purtroppo fallace, e purtroppo lo è di qualunque paese si parli, perfino degli efficientissimi scandinavi (non so se ha letto qualche feedback del link della Commissione Europea che ho dato, e tutti, perfino svedesi e danesi, lamentano mancanza di trasparenza). Secondo me sarebbe tutto da rifare ma con "VERA trasparenza" allora sì, persone ben preparate e intelligenti come voi potranno spiegare il significato dei "numeri".125
01/01/2018 13:50Daniele PasseriniA Roma il 24 febbraio per la LIBERTÁ DI SCELTAPost di Daniele PasseriniRicevo e molto volentieri diffondo:Piazza San GiovanniRoma, 24 febbraio 2018Manifestazione per la libertà di scelta Per proteggere i nostri bambini, perché sono davanti a tutto, in cima alle priorità.Per i nostri diritti di genitori e cittadini, perché la tutela della Salute è un DIRITTO.Perché la Scuola è un DIRITTO, perché battersi per la LIBERTÁ è un DOVERE.Per una medicina senza conflitti di interesse, per la libertà di pensiero e parola per i medici.Per risvegliare le coscienze, esserci per chi non c'è più, dare voce a chi non ne ha.Per tutto questo, per tanto altro e per Amore...NON INDIETREGGIAMO DI UN PASSO!0
31/12/2017 00:22Daniele PasseriniBuon 2018 da 22Passi!Auguro a tutti un buon annodomo di utili E-Cat !!!Acqua, fuochino... o fuoco?Mio caro lettor, attento,ché cela l’augurio un giocosolvibile in un momento.Ma non arrenderti adesso!Se indovini a CapodannoSorte, Salute (e Sesso)a iosa t’arrideranno!Ndr.L'augurio vale proprio per tutti, specialmente per Andrea Rossi che ormai da 7 anni ci promette l'E-Cat commercializzato a breve. Direbbe Nino Manfredi: «Fusse che fusse la vorta bbona»!La voce dómo su treccani.it.La voce E-Cat su ecat.com.La voce E-Cat su Wikipedia.25
28/12/2017 21:02Daniele PasseriniChe ne pensi dei vaccini? Dillo alla Commissione Europea!Una lettrice segnala a tutti i frequentatori del blog un'importante iniziativa della Commissione Europea, partita dal 4 dicembre scorso e ormai in scadenza. Fino al 1 gennaio 2018 è ancora possibile lasciare la propria opinione (ed eventualmente inviare documentazione a sostegno) riguardo la roadmap europea sui vaccini che vuole promuovere - mettiamola così - il "modello Lorenzin-Guerra-Burioni" a tutta Europa. Ecco il link:Strengthened cooperation against vaccine preventable diseases | European CommissionLa medesima lettrice, con l'occasione, ha voluto aggiungere la propria opinione ai commenti letti sul post Quanto mi sbattono i dati manipolati (male):"Ho letto qualcuno dire (in relazione al rapporto dei casi di encefalite post vaccino ed encefalite post morbillo) che bisogna considerare che senza le vaccinazioni però si tornerebbe a 40.000-50.000 casi di morbillo all'anno. Secondo me non si può fare questa previsione, infatti essa parte dal presupposto che la riduzione dei casi di morbillo sarebbe dovuta in toto alla vaccinazione contro il morbillo. Ma in realtà non ci sono dati certi che confermino questo dato. Infatti i casi di morbillo stavano già calando in modo esponenziale prima dell'introduzione della vaccinazione. Quindi non si può dire, o sapere, quanto, se e come sarebbero calati i casi annui di morbillo e quanti quindi ce ne sarebbero oggi."Condivido. E aggiungo che, in generale, tutta l'imperante ideologia sui vaccini si basa su mere CORRELAZIONI, giammai su dimostrati rapporti di CAUSA-EFFETTO. E non dico ideologia a caso: le argomentazioni provax "senza se e senza ma" hanno molto più a che fare con lo scientismo neopositivista che con la scienza galileiana... tanto più che la "scienza medica" non è una "scienza esatta".Per concludere, che ne pensate della campagna provax della Regione Toscana Dammi un vaccino? Al "cerchio magico" della Lorenzin deve piacere parecchio, visto che l'hanno da poco resa nazionale. A me mette i brividi: dalla vera informazione pubblica sulla salute, che dovrebbe essere corretta e consapevole, alla più idiota "propaganda sanitaria" senza alcun contenuto... un bel passo avanti, complimenti!97
25/12/2017 16:06Daniele PasseriniL'errore di LinuxPost di Daniele PasseriniCome regalo di Natale, 22 passi vi regala una piccola recensione de L'Errore di Linux, ebook di Angelo Maci che, come si può intuire dall'immagine di copertina, trascende lo stretto ambito informatico che il lettore potrebbe dedurre dal titolo.Esattamente nove mesi fa, l'autore mi segnalò la sua opera con questa breve sintesi: "L'errore di Linux" parla di gentrification, eco-sostenibilità, open-source, tecnologia, mobilità, sharing-economy, e tanto altro, visto dal punto di vista di Linux (c'è persino un breve accenno alle L.E.N.R.). Partendo da tematiche concernenti Linux (il sistema operativo open-source gratuito e libero) e la relativa esperienza utente, vengono messi in luce alcuni importanti aspetti psicologici e viene mostrato come sia possibile assecondare le legittime esigenze di soddisfazione delle persone mediante modalità alternative a quelle consumistiche, anche attraverso la consapevolezza circa i valori e le sensazioni che l'uso di Linux può trasmettere, a patto però di non negare o trascurare quegli elementi che in Linux non si trovano ma che sono altrettanto importanti e di cui si esamina l'origine e il rapporto con dispositivi tecnologici, media e opere dell'ingegno. Quanto emerge nel libro alla fine si rivela utile anche più in generale per quel che riguarda le sfide che l'umanità si troverà ad affrontare quando le modalità odierne di produzione e consumo non saranno più sostenute dall'ecosistema e dalle risorse del pianeta.Poi, per impedimenti personali del tutto casuali, L’errore di Linux è rimasto parcheggiato nel mio smartphone 8 lunghissimi mesi. E l'ironia della sorte me lo ha fatto iniziare proprio quando l’unico tempo che potevo dedicare a letture extra-lavoro o extra-studio - la notte, prima di addormentarmi - era particolarmente limitato. Solo per questo ho impiegato un intero mese, un paio di capitoli per volta, a concluderlo, ma già ora, per tutti gli stimoli e le suggestioni che mi ha lasciato, ho voglia di rileggerlo da capo tutto d’un fiato in un paio di giorni. Il libro è costruito sulla chiave (apparentemente semplice e “innocua”) della dualità “feriale/festivo”, che l‘autore - lungi dal farne una dicotomia riduttiva della complessità del reale - riesce ad elevare a vera e propria "euristica" con cui traguardare e passare al setaccio il modello di sviluppo e consumo della nostra società, catturandone contraddizioni, parossismi, insostenibilità. Il continuo ribaltamento di prospettiva tra feriale e festivo (e vi invito a leggere il libro per verificare voi stessi quanto quest’ottica sia potente e acuta) parte dall’antitesi tra software open e software proprietari, a cominciare dai sistemi operativi e dunque dalla storia di Linux, parallela a quella dei sistemi Microsoft ed Apple. Dalla informatica il discorso si allarga all’ambito giuridico del diritto d’autore, ai mass media in generale, all’economia, agli stili di vita e alla psicologia dei consumatori, allo sviluppo urbanistico, alla gentrificazione, alla trasformazione del mercato del lavoro e del lavoro stesso, alla produzione dell’energia, alla mobilità sostenibile ecc.Non vi “spoilero” il motivo del titolo: scopritelo! Ribadisco solo che i temi affrontati vanno ben oltre le considerazioni su un sistema operativo: L’errore di Linux è nel complesso un testo di sociologia, un'analisi dei vicoli ciechi in cui l’umanità si dibatte, ahimè, spesso con ben poca consapevolezza.L'ebook è scaricabile sia da Amazon in formato Kindle sia da Kobo in formato omonimo al costo di 8,90€. Qualunque sito tra i due scegliate, una volta aperto il link cliccate sull'immagine della copertina: nella finestra che si aprirà potrete leggere la parte introduttiva e decidere se vi interessa acquistare il testo completo. Sono pronto a scommettere che vi interesserà!P.S. Su Kobo ho attribuito al libro 4 stelle su 5 anche se, in verità, sarebbe stato onesto dargli il voto massimo. Ho trattenuto una stella solo per stimolare l’autore a non fermarsi qui: L’errore di Linux è un saggio talmente geniale, che sarebbe davvero un peccato se tra qualche anno Angelo Maci non regalasse ai suoi lettori una nuova edizione, riveduta e ampliata.11
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