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21/10/2016 20:22Andrea MichielinConvegno Bioscanner TRIMprob il 12/11/2016Post di Andrea Michielin Buonasera a tutti.Segnalo un convegno che si terrà il 12 novembre 2016, presso l'Hotel Excelsior la Fonte - Via Poggio, 160, 60129 - Portonovo (AN).Si parlerà della prevenzione e diagnosi non invasiva attraverso il Bioscanner TRIMprob.Sarà presente l'inventore Clarbruno Vedruccio insieme a diversi medici utilizzatori.Parteciperà anche Roberto Giacobbo (giornalista, conduttore televisivo, autore televisivo e scrittore italiano).Siamo un gruppo che comprende medici, biologi, professionisti del settore della salute e della nutrizione, odontoiatri e programmatori che desiderano che si torni a parlare del Bioscanner TRIMprob, trattandosi di una tecnologia potenzialmente in grado di aiutare molte persone a ricevere diagnosi precise e precoci, senza la minima invasività!Il Convegno ha lo scopo di portare il pubblico a conoscenza della tecnologia su cui si basa la particolare invenzione del Prof. Vedruccio (il Bioscanner Trimprob) e di far conoscere e condividere l'esperienza di diversi professionisti che utilizzano da tempo questo strumento per la diagnostica non invasiva. Sarà molto importante ascoltare la loro esperienza pratica e clinica.L'evento gratuito, inizierà alle 9 e sarà aperto al pubblico fino alle 15,30.Per maggiori info: evento fb: https://www.facebook.com/events/1811881029048794website: www.goldensalus.com/convegno-bioscannerbrochure: http://www.goldensalus.com/works/Brochure_Convegno_TRIMprob.pdfÈ molto gradita la partecipazione o condivisione dell'evento.E... se passate da quelle parti, non dimenticatevi di salutare. Sarà un piacere poter stringere la mano di ognuno di voi!45
23/08/2012 21:57AntoRAGE COMICS PER L'E-CAT
[autore: Silvio (postato da Anto per ragioni tecniche)]
Alzi la mano chi non ha mai visto una di queste "faccine" su internet!Possibile che non abbiate amici su Facebook che vi condividano continuamente strisce piu' o meno divertenti con questi personaggi?Se davvero non sapete di cosa si tratta è ora di colmare questa lacuna! :-)Wikipedia in italiano dice poco (http://it.m.wikipedia.org/wiki/Rage_comics) mentre siti stranieri seguono il fenomeno (http://knowyourmeme.com/memes/rage-comics) cercando di tenerne traccia.Nato come uno sfogo di rabbia è oggi diventato tra i giovani una sorta di "standard open source" per comunicare pensieri ed emozioni in modo veloce quanto aggiungere una emoticon ad un testo.Proviamo allora ad usarlo per esprimere qualcosa di utile, ma anche divertente, riguardo l'e-cat.La striscia tipo consiste di 4 vignette, non è nemmeno necessario disegnarle, basta descriverle scrivendo i testi, esistono anche dei programmi apposta per crearne poi automaticamente la striscia!Esprimete così le vostre idee e le vostre emozioni sull'e-cat, la striscia che piacerà di più potremmo poi condividerla con tutti i nostri amici su Facebook e fare in modo che si diffonda viralmente così che molte più persone conoscano l'e-cat.Troppo pigri per farlo? Abbiamo una soluzione alternativa per voi!Una striscia "format" (preformata) dal titolo: l'e-cat. In ogni vignetta c'è scritto "come lo vede :" e c'è la foto o il disegno di qualcosa; nell'ultima vignetta c'è scritto "come è realmente:"; vi resta solo da proporre dei nomi di personaggi famosi e cosa mettere come disegno/foto relativo, meglio riportando un link ad una foto/disegno presente su internet (scelta ovviamente tra quelle senza diritti d'autore per non avere problemi SIAE!).Buon E-Cat Rage Comic Contest a tutti!71
11/08/2012 11:05AntoUniBo testerà l'E-Cat
(autore: utente Anto)
Il nuovo modello di E.Cat "a secco" (fonte)C'è una grande novità annunciata da Andrea Rossi. Daniele non è qui al momento, ma ho pensato fosse il caso di postarla lo stesso.AntoAndrea RossiAugust 11th, 2012 at 3:35 AMINFORMATION:AFTER THE LEAKAGE MADE BY AN INSIDER WITH THE THE NICKNAME “CURES” REGARDING THE TESTS COMPLETED ON JULY 16TH, WHICH HAD TO REMAIN UNDER NDA, I HAVE TO INFORM THAT:THE TEST MADE ON JULY 16TH WILL BE REPEATED OFFICIALLY WITHIN THE HALF OF OCTOBER 2012 BY THE UNIVERSITY OF BOLOGNA AND THE RESULTS WILL BE PUBLISHED BY THE SAME UNIVERSITY.ANDREA ROSSI75
13/05/2007 10:02BettyFarfalle e dintorni...POSTATO DA BETTY Avevo bisogno di velocità. A volte sento la necessità che corpo e mente provino il liberatorio senso di avvicinarsi a quel che è estremo. A volte faccio lo stesso con il mio cuore e in questo caso non è una buona cosa, non lo proteggo.In questa calda primavera veneziana, con i colori e le atmosfere dell’estate, ho trascorso un pomeriggio fino alle prime luci della sera a fendere le acque della laguna a bordo di un velocissima, quanto leggera barca, a planare sulle acque leggermente increspate, battute da un vento di scirocco, tra rimbalzi e spruzzi d’acqua, il viso teso nell’impatto con il vento. C’è da essere incoscienti, si direbbe, ma ero in buone mani. Qualche imprudenza calcolata e adrenalina che scorre. Da un po' convivo con una realtà interiore che sembra svuotata, dopo che ho raschiato tutto il vocabolario della mia espressività - in quegli attimi, però, ho sentito una nuova spinta. Fisicamente oggi mi sento “ammaccata”, come dopo un'impegnativa giornata di sport, ma il corpo dolorante è un riferimento a un ricordo buono. Ho anche ricevuto un dono, una sorpresa di due signore a me care, di grande apertura intellettuale e profonda esperienza culturale. Un libro, un viaggio nella poesia tra Occidente ed Oriente, un'ampia antologia di qualità unica, dai canti di popoli africani, asiatici, americani, fino alle liriche d’oriente, passando per i più grandi poeti occidentali. Il caso vuole che tra le liriche d’oriente segnalate ve ne sia una di Attar, uno dei massimi esponenti della letteratura Sufi. Allegorie delle Farfalle Un notte le farfalle si riunirono in assemblea, volevano conoscere che cosa fosse una candela. E dissero: “Chi andrà a cercar notizie su di essa?” La prima andò a volare intorno a un castello e da lontano, dall’esterno vide una luce che brillava. Tornò e con parole dotte la descrisse. Ma una saggia farfalla – presiedeva lei l’assemblea – le disse: “Tu nulla sai”. Ed un’altra partì, si avvicinò arrivò sino a urtare nella cera. Nei raggi della fiamma fece svoli. Tornò, raccontò quello che sapeva. Ma la farfalla saggia disse: “Tu, tu nulla più della prima hai conosciuto”. Un terza si mosse infine, ed ebbra entrò battendo le ali forte nella fiamma tese il corpo alla fiamma, l’abbracciò in essa si perdette piena di gioia avvolta tutta nel fuoco, di porpora divennero le sue membra, tutte fuoco. E quando di lontano la farfalla saggia la vide divenuta una cosa sola con la candela, e tutta luce disse: “Lei sola ha toccato la meta, lei sola sa”. Chi più di sé è dimentico quello tra tutti sa. Finché non oblierai il tuo corpo, la tua anima, che cosa mai saprai dell’Amata? 2
23/04/2007 17:13BettyLa Luce della MemoriaPOSTATO DA BETTY Con discrezione lascio scivolare il testo di questa canzone ad arricchire la cartella “Sotto il velo di Maya”. E’ una canzone a me molto cara, incisa da Alice nel 1989 all’interno dell’album “Il Sole nella Pioggia”. L’autore delle parole è Juri Camisasca, l'interpretazione meravigliosa è di Alice. Il testo di questa canzone è un continuo spunto riflessivo tra atmosfere mistiche, petali di riflessione spirituale oltre il tempo, dalle origini di quel che non sappiamo spiegare e rimane ancora ignoto, fino alla memoria perduta. L’ascolto di questa canzone conduce ad immagini fotografiche di luoghi che sembrano estinti nel tempo che di proiettano dentro l’anima e, possibilmente, sono uno stimolo a ricordarci il nostro leggero passaggio qui, in volo su “paesaggi” che i nostri occhi e la nostra anima sembrano ricordare pur non avendoli mai - o non ancora - attraversati.Visioni(Incisa da Alice in "Il sole nella pioggia", 1989) Soli gli anacoreti nel desertodormono all'aperto gli zingari negli accampamenti.Visioni passando il mio tempo a comprenderedov'è nascosta la quiete e s´incrociano le relazioni.Vivere almeno una volta sospinti dal vento verso l´immensitàvedi le strade del cieloil cielo è una strada che fine non ha e più lontano vaie più lontano vai sempre meno conosci.Vivo amando di essere niente mentre si affaccia l´invernoportando le desolazioni.Visioni quando è svanita la nebbiala luce nella memoria, l´alba dentro la sera.Vivi alla periferia dei conflitti di Maya e della temporalitàl´acqua che stringi nel pugnonon la puoi fermare, si libereràe più lontano vaie più lontano vai sempre meno conosci.Visioni quando è svanita la nebbiala luce nella memoria, l´alba dentro la serasempre meno conosci. Fotografia: è stata scattata da me nel Deserto di Mojave, California, mentre risalivo le KelsoDunes , poco prima che s'abbattesse una spettacolare Flash Flood (pericolosissime, rare precipitazioni di pioggia dalla devastante intensità che creano veri e propri improvvisi torrenti d'acqua capaci di spazzare via intere strade e con esse, tutto ciò che vi si trova a transitare!). 0
16/04/2007 17:01BettySynchronicity IPOSTATO DA BETTY Un giorno una persona, cercando di descrivermi con una parola, mi definì una “realizzatrice”… Fu la prima volta in cui mi sentii descrivere così. Rimasi profondamente colpita. Chi come me non ha il dono della sintesi si sorprende che con una sola parola si possa esprimere un mondo, rendere così semplice, tangibile e comprensibile ciò che è difficile da interpretare: è una scoperta che lì per lì sconcerta, poi sbalordisce e infine, se viene "metabolizzata", lascia un segno indelebile e la gioia di aver colto un ulteriore tassello del senso del nostro passaggio.  L’intervento di Daniele Non passerò più per questa strada - l'argomento che tratta, l’uso di alcune parole… - è un altro di quei segnali che mi colpiscono, inaspettato, eppure così in sintonia con tanti riferimenti personali di questi giorni, di queste ore. Avevo promesso a Daniele che presto avrai parlato di un argomento a me caro, la sincronicità ma non sapevo ancora quando, cosa mi avrebbe ispirata... Poi ho letto quel “post” che parte dalla citazione di un missionario quacchero di cui non avevo mai sentito parlare... Proprio la sera prima, tra amici, dicevo le stesse cose, usavo le stesse parole! Così faccio un volo concettuale e cerco di convogliare i due argomenti – l'unicità della strada e la sincronicità - in uno solo, poiché li sento profondamente uniti. Credo che la sincronicità con cui ci accadono certi eventi e la capacità di saperli decodificare, sia strettamente legata proprio all’unicità di ogni vita. “Non passeremo mai più per questa strada”. Non accadrà più la medesima coincidenza. Se non sapremo captare i messaggi criptati nell’intreccio del “romanzo” della nostra vita, quella strada l’avremo già percorsa, saremo giunti alla sua fine con passi distratti e frettolosi, senza impegnarci e godere la qualità del cammino. Perché aggirare gli ostacoli senza affrontarli? cercare scorciatoie o vie dimezzo? accantonare opportunità che si presentano adesso? Perché idealizzare un’altra vita, passata o futura, per giustificare il nostro cattivo operato o rivalerci sulla presunta ingiustizia che nel presente non ci permette di realizzarci ed essere felici?  La citazione di Grellet mi ricorda un libro molto caro, che lessi rapita, tanti anni fa “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera. Ne cito un piccolo brano per spiegare il nesso tra “strada” e “trama di vita”: “Non si può quindi rimproverare al romanzo di essere affascinato dai misteriosi incontri di coincidenze (…), ma si può a ragione rimproverare all’uomo di essere cieco davanti a simili coincidenze nella vita di ogni giorno, e di privare così la vita della sua dimensione di bellezza”. La vita di ognuno di noi si fonda sul raccontare. I bambini, per esempio, vivono in un mondo di storie e le raccontano. Noi tutti raccontiamo costantemente qualcosa. Lo scrittore, come dice Kundera, scrive un romanzo, ma in fondo quale differenza vi è concretamente tra il romanzo e noi? Quando sogniamo, per esempio, non raccontiamo forse una storia? E se di quel sogno, non fossimo gli autori, ma fossimo davvero il personaggio? Come potremo sapere se in quella storia ci stiamo o se quella storia la raccontiamo? Soltanto qualcuno, qualcosa inseritosi da fuori potrebbe dare al personaggio (ipoteticamente ognuno di “noi) il significato della storia che sta vivendo. Un tale evento, per quanto straordinario, non basterebbe da solo, dovrebbe appartenere alla storia stessa, avere un significato in rapporto ai suoi personaggi, alla sua trama, al suo inizio e alla sua fine. Ogni giorno ci accadono eventi che chiamiamo coincidenze. Alcune, quelle che definiamo “semplici coincidenze”, non ci toccano né emotivamente né intellettualmente. Altre, più rare, sono tanto “accidentali” quanto profondamente significative per l’intreccio della nostra storia. La loro sostanziale caratteristica è la “sincronicità”: riflettono la nostra condizione interiore con tale precisione da impedirci d’ignorarne l’impatto e negarne la rilevanza. Gli eventi sincronistici - se riconosciuti, accettati, decodificati - ci costringono a prendere atto, talvolta, che le storie che raccontiamo sul nostro conto non sono necessariamente quelle che siamo destinati a vivere. E infatti, spesso, si trova forte resistenza nel voler riconoscere gli elementi che sarebbero stati parte importante dell’ “intreccio”, li lasciamo indietro su quella “strada”. C'è chi s'inquieta a riconoscere il parallelismo tra l’improbabilità di un evento e il suo sconcertante collegamento con la nostra condizione interna. Jung definiva le sincronicità “sequenze accidentali e significative ma tra loro collegate di eventi insoliti”. A qualcuno potranno sembrare stupidaggini, pure casualità, ma l’importanza sta nel significato che acquisiscono nella nostra storia, lungo la nostra strada e l’effetto che possono avere, qui e ora, se le captiamo e ne realizziamo il significato. Robert Hopcke, nel libro “Nulla succede per caso” riassume le caratteristiche degli eventi sincronistici così: “In primo luogo essi sono collegati in modo acasuale, e non grazie a una catena di cause ed effetti in cui un individuo possa riconoscere il frutto di una decisione intenzionale. In secondo luogo il loro verificarsi è sempre accompagnato da una profonda esperienza emotiva che di solito si manifesta contemporaneamente all’evento. In terzo luogo il contenuto dell’esperienza sincronistica, ciò che l’evento è, ha un carattere invariabilmente simbolico che è quasi sempre, come ho scoperto, legato al quarto aspetto: queste coincidenze si verificano in concomitanza con cambiamenti di vita importanti. Molto spesso un evento sincronistico segna una svolta nelle storie della nostra esistenza.”Ho scoperto e sperimentato, nel corso d’importanti frangenti di vita, la misteriosa naturalezza, il tempismo, la coincidenza con cui gli eventi esterni s'intrecciano alla nostra condizione interna, proprio nel corso di momenti di transizione, quando si è (a volte ancora inconsapevolmente) sulla soglia di un nuovo modo di essere. Riconoscere che la mia “storia” contiene molti più elementi di quelli che credevo e che anche quelli apparentemente più negativi fanno parte della trama dell’esistenza, mi ha permesso di sentirmi appartenente ad una più grande totalità, ricordandomi la preziosità di due caratteristiche esclusivamente umane: sentire e immaginare. Viviamo una vita pianificata, rigidi dentro schemi, scopi, destini, ruoli prefissati? Ci sembra che tutto sia già segnato e incontrovertibile? Ci rammarichiamo che “questa vita ormai è così”? Ci consoliamo dicendo che “prima” di questa vita già eravamo stati (o che “dopo” questa saremo) ciò che qui e ora nemmeno proviamo a realizzare? pure quando incrociamo “coincidenze” che portano in sé significati così significanti che è quasi impossibile non vedere? La sincronicità ci ricorda che le nostre vite sono organizzate, consciamente o meno, come una storia, possiedono una loro coerenza, direzione, ragione d’essere, una loro bellezza, e che in fondo ogni storia può potenzialmente essere un’opera d’arte.4
16/04/2007 00:21BettyUna pausa nella non-esistenzaPOSTATO DA BETTY Per spiegare meglio la scelta di Wislawa Szymborska e delle sue “Poesie Indimenticabili” tra le pagine di questo blog, ritengo indispensabile raccontare un po’ di lei, per supportare l’approccio con la lettura delle sue poesie ed il filo del messaggio che lei lancia a chi lo voglia raccogliere. Wislawa Szymborska è una delle più grandi poetesse dei nostri giorni, entrata nell’Olimpo dei Premi Nobel nel 1996, eppure la sua opera e la sua stessa esistenza è sempre stata piuttosto nascosta, per sua stessa volontà. In Italia, fino al 1996, non se ne conosceva praticamente l’identità, nessuna intervista, fotografia, un’unica pubblicazione “Gente sul Ponte” poco prima d’essere insignita del Nobel, ma nessuno sembrava conoscerla. E dal canto suo, Wislawa ha sempre rifuggito le occasioni mondane, i salotti letterari, la stampa. Si direbbe una personalità schiva che fa parlare i suoi versi per lei. Ecco il modo con cui la poetessa si prende gioco delle “Serate d’Autore”: “Ci sono dodici persone ad ascoltare, è tempo ormai di cominciare. Metà è venuta perché piove, gli altri sono parenti. O Musa (…) In prima fila un vecchietto dolcemente sogna che la moglie buonanima, rediviva, gli sta per cuocere la crostata di prugne. Con calore, ma non troppo, ché il dolce bruci, cominciamo a leggere. O Musa”  Tratto da "Ogni caso" di Wislawa Szymborska Il nulla si è rivoltato anche per me. Davvero si è rovesciato all'incontrario. Dove mai sono finita – dalla testa ai piedi tra i pianeti, neppure ricordando come fosse il non esserci. O mio qui incontrato, o mio qui amato, posso solo intuire, la mano sulla tua spalla, quanto vuoto ci spetta da quell’altra parte, quanto silenzio là per un grillo qui, quanta assenza di prato là per un filo d’erba qui, e il sole dopo il buio come risarcimento in goccia di rugiada – per quali arsure là! Cio che è stellare a casaccio! Il di qui alla rovescia! Disteso su curvature, pesi, ruvidità .....................................e moti! Intervallo nell’infinito per il cielo sconfinato! Conforto dal non-spazio in forma di betulla! Ora o mai il vento scuote una nuvola, perché il vento è proprio ciò che là non soffia. E lo scarabeo s'avvia per il sentiero in abito scuro ...................................................da testimone dell’evento d’una lunga attesa d’una vita breve. E a me è capitato di esserti accanto. E davvero non vedo in questo nulla di ordinario. Le sue poesie invitano, con discrezione e incisività, a prendere coscienza della realtà di ogni cosa e di ciascuno, dei limiti ineluttabili, ma anche delle grandi potenzialità, uno sprone a mettersi in gioco e, prima che il tempo scada, fermare l'attimo in cui cogliere la risposta a ogni domanda. "La concretezza di ogni cosa e di ciascuno è il luogo in cui si rivela una dimensione di senso comune a tutti gli uomini che, per quanto nascosta con inganno dal male e dalla morte che ingiustamente divora ogni cosa su questa terra, accompagna il nostro viaggio nel tempo (…) Questa presenza essenziale a riscattare la vita dalla finitudine del tempo concesso al nostro stare al mondo, invisibile solo all’uomo che non sa dare attenzione all’attimo che passa, è il vero bersaglio della poesia di Szymborska, poesia che in tal senso è “vendetta di mano mortale” (“La gioia di Scrivere”) nei confronti della morte e dell’inganno che cela agli uomini la promessa d’eternità nascosta in ogni cosa creata". (Stas’ Gawronski) (altri libri di Wislawa Szymborska)4
30/03/2007 19:17BettyUno scandalo nelle alte sfere della Vita...Wislawa SzymborskaUna Donna, un Premio Nobel per la Letteratura, Anno 1996Sono molte le ragioni per cui oggi pubblico questa poesia, il rumore d'ogni aggiunta parola turberebbe il silenzio in cui risuonano i miei pensieri e sfumerebbe i palpiti del cuore di chi leggerà questa poesia...Un amore felice Un amore felice. È normale? è serio? è utile ? Che se ne fa il mondo di due esseri che non vedono il mondo ? Innalzati l'uno verso l'altro senza alcun merito, i primi venuti fra un milione, ma convinti che doveva andare così - in premio di che? Di nulla; la luce giunge da nessun luogo - perché proprio su questi, e non su altri? Ciò offende la giustizia? Sì. Ciò infrange i princìpi accumulati con cura? Butta giù la morale dal piedistallo ? Sì, infrange e butta giù. Guardate i due felici: se almeno dissimulassero un po', si fingessero depressi, confortando così gli amici! Sentite come ridono - è un insulto. In che lingua parlano - comprensibile all'apparenza. E tutte quelle loro cerimonie, smancerie, quei bizzarri doveri reciproci che s'inventano - sembra un complotto alle spalle dell'umanità! È difficile immaginare dove si finirebbe se il loro esempio fosse imitabile. Su cosa potrebbero contare religioni, poesie, di chi ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe, chi vorrebbe restare più nel cerchio? Un amore felice. Ma è necessario? Il tatto e la ragione impongono di tacerne come d'uno scandalo nelle alte sfere della Vita. Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto. Mai e poi mai riuscirebbe a popolare la terra, capita, in fondo, di rado. Chi non conosce l'amore felice dica pure che in nessun luogo esiste l'amore felice. Con tale fede gli sarà più lieve vivere e morire.  (libri di questa autrice)5
28/03/2007 19:34BettyIl Viaggio...POSTATO DA BETTY"Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero.Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era.Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio.Sempre.Il viaggiatore ritorna subito."LINK PER APPROFONDIRE:Josè Saramago su Wikipediaaltri libri di questo autore3
28/03/2007 19:34BettyLa Fotografia nell'Anima
o L'Anima nella Fotografia...
POSTATO DA BETTY La fotografia… permettetemi d’agganciare l’argomento dal mio punto d’osservazione...Sapete, ho sempre nutrito un innato trasporto e motivo per la fotografia, con quest’arte di cogliere e fissare attimi che divengono così eterni, molto più indelebili dei disegni rupestri dei nostri preistorici antenati. Non reputandomi un’artista della fotografia, ho comunque sempre tenuto molto vicina la mia macchina fotografica in ogni circostanza e ho spesso riflettuto su questo mio stretto rapporto con quest’occhio invisibile, a volte discreto, altre meno, sempre pronto a vedere attraverso i nostri occhi, eppur capace di cogliere molto più di quel che noi stessi crediamo di fissare attraverso il “mirino” - in questo c’è affinità tra il cecchino e il fotografo, forse, in ogni caso le statistiche confortanti dicono che ci sia un maggior numero di fotografi che di cecchini, almeno così mi auguro – eppure anche qui vorrei chiedervi se non crediate che a volte un fotografo in fondo non è meno di un cecchino per quanto possa invadere intimamente i nostri attimi ?Vi è mai capitato d’incontrare qualcuno che non possiede nemmeno una fotografia ? A me si, non vi sorprende pensare che vi è chi non ha mai raccolto attimi? Ricordo che rimasi dispiaciuta, riflettendoci successivamente, ho pensato si trattasse di una persona sfortunata, ecco. Sciocca e approssimativa riflessione la mia direste, o no ? Ma provate attorno a questo perno a imbastire la sua possibile storia (per questo bisognerebbe creare l’etichetta “racconti”)…La fotografia è indispensabile per non dimenticare, per perpetuare nel tempo emozioni, pensieri, sentimenti, esperienze, suggestioni, luoghi, storie, la nostra storia.... In fondo è forse un modo per sfuggire al senso di precarietà, di temporaneità con cui conviviamo, per fermare il tempo, appunto, perché nulla sfumi di noi, anche quando noi non saremo più qui a raccontarci… perché il viaggio non finisca con noi…Si, il viaggio è una metafora che personalmente utilizzo e ho utilizzato spesso per raccontare la mia visione della vita, dei sentimenti. Il particolare che l’occhio della fotocamera riesce a immortalare è nella mia interpretazione la possibilità di recuperare quel che a prima vista ci sfugge, è una chance per rallentare e guardare meglio, sopperire alla distrazione del momento e afferrare i significati che non sempre sono prevedibili nello stesso momento in cui si preme leggermente sul pulsante dell’otturatore. Questa è anche una delle ragioni per cui continuo ad avere una romantica predilezione per le tradizionali macchine fotografiche reflex piuttosto che per le digitali, affermando ciò, chiedo venia qualora suscitassi qualunque forma di dibattito legato alle diverse tecniche fotografiche, ma per me è un riferimento puramente sentimentale. Io provo un’esuberante palpitazione persino nell’essere ignara di quali risultati giungeranno tra le mie mani una volta sviluppati e stampati i negativi.C’è, c’è stato un periodo in cui per vicissitudini intrecciate di vita il mio rapporto con le fotografie è divenuto particolarmente stretto, sapete, contemporaneamente per varie ragioni mi sono trovata a dover far riaffiorare tutta l’infinità di fotografie che compongono il puzzle della mia vita sino ad oggi, per lungo tempo mi so trovata a tirar fuori tutto quel patrimonio che un po’ pigramente riposava in scatole, album e supporti tecnologici più moderni, ben protetto nel buio di armadi e cassetti di cui talvolta ci si dimentica…Seduta sul pavimento, fuori i colori dei pomeriggi invernali, mi sono lasciata avvolgere da questo tappeto fatto di sguardi, mani, moltitudini, luoghi, pietre, foglie, cieli, fiori, colori, voci, suoni, profumi, stagioni, mesi, giorni, notti, tramonti, albe… E ho pensato a come nel divenire della nostra vita la stessa fotografia possa donarci balsamo divino o ferro bruciante di una spada. Che strana, ho pensato ancora una volta, è la vita… Le cose non vanno mai come credi… E ti scopri quasi incredulo, quando ormai il gesto è compiuto, a strappare una fotografia… Avete mai provato a strappare una fotografia anche semplicemente perché ritenete sia mal riuscita ? O perché, istintivamente, facendolo credete di cancellare delle tracce ? Avete sentito male ? Io si, m’è capitato di provare su me stessa la medesima sensazione di strappo che le mie mani hanno perpetrato a qual pezzo di carta e oltretutto si protrae nei giorni successivi.. Ne parlo perché io l’ho fatto, eh sì, e nel scriverlo ritornano vivide le sensazioni, impresse appunto come in una fotografia… che strano gioco di parole… Strappare una fotografia tanto quanto occultarla o vivere convincendosi che quell’attimo fissato dall’obiettivo non sia mai esistito è avvilente e dà un profondo senso di perdita irreparabile, malinconico abbandono di quel che siamo stati e abbiamo vissuto.Eppure io, per esempio, raccolgo soprattutto foto di viaggi, viaggi itineranti in luoghi vicini e molto lontani dove la meta è il viaggio stesso e i luoghi non hanno la peculiarità d’essere belli o brutti secondo un comune metro di valutazione estetico, e mentre proseguo mi lascio condurre lungo strade secondarie quando, se, possibile, con una giusta dose di ponderazione e altrettanta audacia.Credo che gli scatti più belli siano proprio quelli che non si pianificano, ingabbiati nei condizionamenti di un itinerario predestinato, troppo razionalmente pianificato da condurci solo in una direzione, che, sebbene sia quella nota e imparata a memoria, non sempre è la migliore, una volta che ci si confronta sul campo, per imparare prima che vincere. Per vivere pienamente quel che vi è di buono ad attenderci se osassimo svoltare l’angolo e andare incontro o “contro” a quello che ci hanno insegnato essere l’incerto, si potrebbe incontrare uno “scatto” che vale una vita… il Pulitzer della nostra vita.La fotografia, per non perdere i ricordi e per continuare a raccoglierne, strada facendo…E a questo scopo vorrei condividere con voi le parole di José Saramago che ho postato nell’apposita sezione “poesie indimenticabili”. È una prosa ma io la sento come una poesia, un fotogramma…1
03/08/2012 06:53CASO art.science.movement.L'ENERGIA CAMBIA con la TECNOLOGIA E-CAT
(autore: utente Vivì Bertin)
SISTEMA ENERGETICO RIVOLUZIONARIO AMICO DELLA NATURAIeri 2 Agosto, in serata, è arrivata la notizia in GreenStyle che nel week end dell'8 e 9 settembre 2012 si svolgerà il tanto atteso Congresso in cui Andrea Rossi parteciperà pubblicamente.Technopark Zurich Dove il congresso? A Zurigo presso il l'auditorium del Technopark. Andrea Rossi negli USA 2012Ci saranno i licenziatari europei del dispositivo rivoluzionario che si relazioneranno e alla fine si svolgerà una tavola rotonda con l'inventore italiano. Ad organizzare il congresso sono proprio i licenziatari di Germania e Svizzera. Andrea Rossi riferisce che arriverà con un volo dagli Stati Uniti in tempo per il suo primo intervento di sabato 8 settembre e ripartirà appena terminata la tavola rotonda domenica 9 settembre.  L'associazione CASOart.science.movement. parteciperà al congresso di Zurigo e riporterà ai coworkers europei la situazione organizzativa per la vendita e l'assistenza.L'incontro con il Coworkers italiani (ma non solo) si svolgerà il 27 settembre 2012 ad Alessandria.La Rivoluzione Energetica è iniziata! Ed è una energia a basso costo e pulita e fatto molto importante.. con la comunicazione in rete.. non la si potrà fermare! Vivì Bertincoworker e presidente CASO Link - CASO art.science.movement        - Programma del Congresso in lingua italiana       - Programma del Congresso in lingua inglese65
21/11/2007 15:02daniela benagliaconcorso di poesia e narrativa a San Fermo della Battaglia (CO)CARI AMICI TUTTI E SOPRATTUTTO DANIELE, IN QUANTO MIO UNICO VERO AMICO DI PENNA, CHE DA QUALCHE MESE NON RIESCO A INCONTRARE PER IMPEGNI DI SVARIATO GENERE, SUOI E MIEI,VI SCRIVO PER RENDERVI NOTO CHE SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER IL TERZO ANNO DI ESISTENZA DEL CONCORSO DI CUI SI TERRA' LA PREMIAZIONE A MARZO.SE VOLETE DETTAGLI A RIGUARDO E NELLO SPECIFICO INFORMAZIONI PER IL BANDO DOVRESTE TELEFONARE AL DOTT. FABIO ANSIDERI, NON CHE ASSESSORE DEL COMUNE DI SAN FERMO DELLA BATTAGLIA, CHE RISPONDERA' IN MERITO.IL SUO TELEFONO E' 392 8113733.POTETE DIRE CHE AVETE OTTENUTO IL TELEFONO DALLA SOTTOSCRITTA.VI CONSIGLIO DI PARTECIPARE, PERCHE' OLTRE AD ESSERE UN BEL CONCORSO SIA PER GLI ADULTI CHE PER I BAMBINI, SE SIETE FUORI ZONA, TROVATE L'OCCASIONE PER VISITARE NEL POMERIGGIO LA MIA BELLA CITTA'. COMO E' UNA CITTA' SUGGESTIVA E META AMBITA DA MOLTI TURISTI. NON PERDETEVI L'INCANTO DELLE SPONDE DEL SUO LAGO E LA BELLEZZA DEI SUOI MONUMENTI. IL ROMANTICISMO DI QUESTA CITTA' POTRA' ESSERE ULTERIORE SPUNTO PER I VOSTRI SCRITTI E PER LASCIARE VIVO IL RICORDO ANCHE AGLI OCCHI DI CHI NON C'E' MAI STATO O MAI POTRA' VISITARLA.SPERO MI SAPPIATE POI DIRE SE NE SARA' VALSA LA PENA.VI ABBRACCIO. Daniela0
10/07/2007 15:17daniela benagliaAuguri a chi merita di piùPOSTATO DA DANIELACari amici, che emozione!Non capita tutti i giorni di poter esprimere i propri pensieri senza sentirsi intrappolati tra le righe, per la paura di sentirsi liberi.Nella foto è l'esempio della gioia di vivere di una persona che nella vita ne ha passate davvero tante, una delle persone che mi hanno insegnato ad amare e a pensare che la vita, comunque vada, sia davvero il dono più bello che ci potesse capitare. È la mia nonna Aurora di 91 anni e mezzo.Oggi è un giorno da dedicare ad una persona che è entrata silenziosamente nella mia vita, attraverso la poesia. È uno di quei giorni in cui il tempo si dovrebbe fermare per dare spazio all'ascolto del proprio cuore, quando tutto intorno si dovrebbe adombrare per dare importanza ad un evento come un compleanno.Spesso ci sentiamo soli quando in realtà basterebbe girare l'angolo per scoprire che la ragazza della porta accanto, o il barista del pub sotto casa, o la cassiera timida del negozietto dove compriamo ogni giorno il latte, darebbero chi sa cosa per passare un po' di tempo con noi...A volte ci soffermiamo troppo su quel che abbiamo fatto, nel bene o nel male, senza riuscire a volare oltre l'orizzonte del nostro presente.A volte crediamo che gli altri non ci vedano e vorremmo poter gridare a tutti che esistiamo.A volte invece capita che, quando meno ce lo aspettiamo, davanti a noi si intraveda un filo sottile da cui veniamo attratti e così lo prendiamo, lo tiriamo, fino a che questo legame diventa robusto e saldo, come una vera amicizia.Alcune persone meritano di più.Ho avuto l'onore di far parte di questo mondo di scribacchini, dove ogni emozione deve crescere in ogni singola parola usata per gestire i propri sentimenti e per rendere partecipi di questo le persone che credono in noi.Ogni lettore è una gioia in più per continuare a scrivere.Ogni lettore è un amico nuovo a cui affidare il proprio cuore.Ogni lettore è una conchiglia da cui ascoltare il mare.Ogni lettore è onda che viene e va trasportandoci nel suo mondo.Dedico a Daniele, come scrittore e come amico, come conchiglia e come motivo di gioia, tutti i più sentiti auguri di compleanno e che il nostro filo diventi sempre più saldo e robusto, nel nome della fiducia e dei buoni consigli dati, per una vita migliore. Un abbraccio. In un'altra VITAverrai trasportatodal mareverso la mia biancariva,rovesciando i tuoi sensisu una distesadi conchiglie, da cui ascoltareil suono lontano della TUA.-----------------------------------------Sollevando il tuo corpoosserverai distaccato le memoriedi quel tempio creatosul terreno friabiledelle tue illusionie sciolto il triste incantesimo,ti librerai, come anima di veli,soffiando lontano il buiodi quegli infausti giornie liberandoti dal torporeche per troppi attimiti avevano impeditodi volgere al meglioe di vivere.Auguri di cuore Daniela4
30/06/2013 10:37Daniele PasseriniCiao Margherita, porta i nostri saluti alle stelle...Margherita Hack (Firenze, 12 giugno 1922 - 29 giugno 2013)"Tutte le sere, quando si apre il sipario della notte, nel cielo nero si accendono le stelle e inizia lo spettacolo che da millenni mette in scena storie in cui si muovono eroi dotati di superpoteri, mostri e ibridi da fantascienza, fanciulle più divine che terrestri: tutti impegnati in un repertorio d’amori e d’avventure ai confini della realtà. Uno spettacolo che si replica senza interruzione da parecchie migliaia di anni, e che ha il solo torto d’esser finito anche sui libri di scuola dove spesso persino le cose più straordinarie diventano noiose. Eppure, come faceva notare il filosofo latino Seneca, se le stelle, anzichè brillare continuamente sopra le nostre teste, fossero visibili solo da un particolare luogo del pianeta, tutti vorrebbero andarci per assistere allo spettacolo." (Margherita Hack)A distanza di una settimana esatta, dopo Sergio Focardi, ieri un altro grande scienziato italiano ci ha lasciati e ora ci sorride da lassù. Di Margherita Hack ricorderemo tutti la lunga, proficua  e stimata attività di astrofisica, la passione per lo sport (fu campionessa di salto in alto e in lungo), l'umanità e la semplicità, la simpatia toscana, l'animalismo e la scelta vegeteriana, le lotte per i diritti civili e l'impegno etico, tipico di certi (veri) atei che ancor più di certi (falsi) credenti si interrogano sul nostro ruolo nel mondo. Coincidenze: Sergio e Margherita erano entrambi nati a Firenze e laureati in fisica, uno pioniere e l'altra sostenitrice della ricerca sulla fusione fredda. Ciao Margherita, porta i nostri saluti alle stelle. Non ti dimentichiamo e ti mandiamo forte il nostro abbraccio.8
28/06/2013 14:28Daniele PasseriniE-Cat in primo piano stasera a Smart City Maurizio Melis, conduttore di Smart City (Radio24)Attenzione: stasera alle ore 21:00 Radio24 torna a occuparsi dell'E-Cat. Andrà in onda tra l'altro l'intervista a uno degli esperti che più ha avuto a che fare con il reattore Rossi-Focardi; un ricercatore che da tempo evita di rilasciare interviste, salvo quando a chiederle è un vero giornalista scientifico qual è il bravo Maurizio Melis, già conduttore di Mr Kilowatt e oggi di Smart City.PODCAST DELLA TRASMISSIONE233
27/06/2013 14:52Daniele PasseriniFocardi, Rubbia e...
who, where, when, why?
A proposito della fotografia pubblicata nel blog qualche giorno fa, in ricordo del caro Prof. Sergio Focardi; sapete dire:chi sono (who?) le altre persone attorno a lui e a Carlo Rubbia (suo ex compagno di corso alla Normale di Pisa)?in quale occasione (when, where, why?) essa è stata scattata?14
26/06/2013 07:33Daniele PasseriniRicordando Sergio Focardi...
"Esiste la Fusione Fredda"?
"“Bene, insieme a Piantelli cominciamo questa operazione: caricare il deuterio nel nichel. Costruiamo una piccola scatoletta; mettiamo il nichel; cominciamo a fare prove - prove molto empiriche - e scopriamo che quando il nichel è verso i 300-400 gradi assorbe notevolmente l'idrogeno... molto idrogeno. Questa è una cosa non nota nella letteratura scientifica, come poi abbiamo scoperto. Ma noi siamo partiti da empiristi in questo lavoro, lo abbiamo scoperto successivamente, parlando con gli esperti della fusione fredda nazionale che han detto: “ma questo non risulta a nessuno che succede,” eppure succede. “Ma i libri non lo dicono” e Roberto Habel giustamente ha detto “ma noi non li avevamo letti”. Per nostra fortuna nemmeno il nichel aveva letto i libri e le cose hanno funzionato!” (Sergio Focardi, Cesena, 1994)Direttamente dal canale youtube di EnergeticAmbiente, lo storico video (in tre parti) "di una conferenza tenuta a Cesena nell'aprile del 1994 dal prof. Focardi in piena forma e con un parlare chiaro e sicuro che riporta e descrive gli esperimenti portati avanti col prof. Piantelli dal 1993, ove espone i risultati e le comprensioni sul fenomeno già raggiunte a quel tempo. (per i più frettolosi video 2 min 8-9, inizio parte più specifica...)". Ringrazio Roy Virgilio e Piero41 per la segnalazione.41
23/06/2013 23:36Daniele PasseriniIn ricordo...Sergio Focardi (1932-2013), al centro con l'amico e compagno di studi Carlo Rubbia Rossi ha appena confermato la morte del suo amico Sergio Focardi... Grazie di tutto. | Il mio profondo rispetto e stima per sergio focardi, grazie. | Ovviamente nn conoscevo di persona il professor Focardi ma l'impressione che ho sempre avuto è stata quella di un uomo totalmente disinteressato,cha aveva a cuore solo i suoi studi e nient'altro. | Mi spiace. Confido che un giorno verrà ricordato come uno dei padri della FF. Certo sarebbe stato bello se avesse potuto avere questa soddisfazione in vita, ma mi piace pensare che potrà sorriderne anche da lassù. | Mi dispiace tantissimo. | Focardi, uomo dall'aspetto mite e sincero per tutti, credenti o meno. Confido che un giorno verrà ricordato soprattutto per questo più che come "padre della FF". | Almeno in questo momento lasciamo da parte le polemiche. Un arrivederci al prof. Focardi. Anche io ho studiato fisica da uno dei suoi libri. Grazie. | Mi dispiace che sia morto senza avere avuto ancora un riconoscimento veramente concreto per quello che ha sempre cercato di fare, per cui merita stima. Speriamo di potercelo ricordare anche tra molto tempo. | Le più sentite condoglianze alla Famiglia Focardi e a tutti gli amici sinceri che lo hanno amato. | Sergio Focardi (uomo e professore)... PRESENTE! | ...un riconoscimento anche a quello che io credo sia la più grande incompiuta di Focardi (o non ancora del tutto riconosciuta), la messa a disposizione dell'umanità di una grande ricchezza, che potrà svilupparsi ancora, come sempre avviene, verso traguardi ad oggi non ipotizzabili. Il mio ringraziamento va a Focardi... ma anche a Rossi e a tutti quei ricercatori (Celani, Abundo, ecc...) che si stanno prodigando in questa 'missione'. Non demordete. Sia che falliate, sia che riusciate, siete comunque coinvolti in un grande compito e avete tutti una grande responsabilità. Ora, insieme a Fleischmann avete un altro protettore che da lassù potrà magari guidarvi... | Mi associo con il cuore alla famiglia del Professore. Grande uomo, gentilissimo, affabile, onesto, umile. Un grande del mondo della ricerca. Un grande perdita per l'Italia e per tutti noi. | Un po' di silenzio e di raccoglimento se li merita questo grande uomo e scienziato, ma dopo, mi raccomando, facciamo quanto più rumore in modo che quello che ha fatto non venga dimenticato! | Un saluto ad un uomo che sicuramente ci ha provato e ci ha creduto, se ci sia riuscito non lo so, e' difficile, ma quello in fondo e' solo un dettaglio. | Speriamo che almeno qualcuno si ricordi e che gli siano dati i riconoscimenti che merita... | RIP | E' bello che un grande uomo come Focardi abbia messo d'accordo tutti, anche i più tenaci avversari dei suoi ultimi studi, nel ricordarlo come un luminare sempre misurato e modesto che ha dedicato la vita interamente alla scienza e non ai futili vantaggi che da essa si possono ricavare. Certamente un esempio per tutti; forse anche un benefattore dell'umanità. | Mi auguro che quando Rossi riceverà il meritato riconoscimento per la sua opera, il nome di Focardi venga scritto assieme al suo. Rossi ha sempre detto, con molta umiltà e riconoscenza, che Focardi è stato il suo maestro... camminare sulle spalle dei Giganti... | Che rammarico... | Un abbraccio a tutta la famiglia ed amici. Condoglianze. | Ciao Sergio, ora hai davanti a te tutta la vera fisica passata, presente e futura. | Penso che l’anziano prof. sarà stato appagato ed orgoglioso dell’affetto e della riconoscenza dei tanti uomini di scienza che nella sua lunga vita di professore ha contribuito ad educare e a formare... Sicuramente vivrà ancora a lungo nel loro ricordo ed nel loro affetto... ed in quello di tanti suoi colleghi. Già questo, penso, ha contribuito a dare un pieno significato alla sua vita... Se poi arriverà anche la gloria... | Non ho mai conosciuto personalmente il professor Focardi. Ho ascoltato le sue interviste video e mi son letto vari aneddoti sul suo modo di esser. Non avendo avuto padre (morto quando ero piccolo) per uno strano sentimento "riempitivo" ogni volta che trovo una persona, più anziana di me, che mi emoziona mi diverto a pensare quanto mi sarebbe piaciuto aver un padre così... grazie professore... | Che la terra ti sia lieve, professore... e grazie davvero. | Il professor Focardi sicuramente sapeva piu di quello che noi sappiamo a proposito del lavoro di Rossi ma si è tenuto in disparte, credo in cuor suo fosse gia appagato, gli auguro un sereno riposo il tempo gli renderà merito. | Tocca a tutti prima o poi... l'importante è come hai impiegato il tempo che ti è stato concesso. | Mi dispiace tanto. Ciao Professore. | Notizia molto triste... Mi consola comunque sapere che sia arrivato a vedere i risultati di quello che ha contribuito a creare e fosse perfettamente consapevole della loro portata... | "Il nostro risultato, non lo dovrei dire ma lo dico, è la scoperta più importante nella storia dell'umanità"... (Sergio Focardi) | ...in segno di profondo rispetto, preferisco tacere e osservare qualche giorno di silenzio. | rip | Una genio mite da cui prendere esempio. | Il Prof. Focardi era una di quelle persone che istintivamente apprezzavo e stimavo pur non conoscendolo personalmente, ed era uno pochi che mi facevano sperare ancora in una visione etica della scienza. Non La dimenticheremo Professore. | Possa riposare in pace e illuminare a lungo le generazioni passate, presenti e future di chiunque si avvicini alla scienza o semplicemente ai suoi modi gentili ed educati. Arrivederci Sergio! | Per me, che non lo conoscevo di persona, è stimolante ricordarlo in questo bel ritratto di un professionista, l’immagine di un uomo complesso che forse ha vissuto. Eventi... e con educazione... sassolini... Strani riflessi e durezze su quegl’occhi e quelle labbra!! Sicuramente voluti... | Condoglianze a chi l'ha conosciuto e alla famiglia. | La leggerezza dello spirito, l'intuizione e l'ingenuità di un bambino, la visione di un innamorato, la forza di un combattente, l'umiltà di un santo. Questo e molto molto altro era Sergio Focardi. Giù il cappello da questi uomini: i veri immortali. | Purtroppo non ho conosciuto personalmente il Professore; un semplice GRAZIE! | (Silenzio...)8
22/06/2013 09:50Daniele PasseriniSilenzio...Ho appena appreso una notizia che mi ha molto rattristato: in segno di profondo rispetto, preferisco tacere e osservare qualche giorno di silenzio.50
18/06/2013 14:53Daniele Passerini2° report 2013 Hydrobetatron IIS PirelliDopo il 1° report di tre mesi fa, esce il 2° report Abundo-Pieravanti, che conclude la parte preparatoria all'avvio della campagna sperimentale sull'Hydrobetatron. Al documento gli autori hanno premesso una - mi sembra il miglior modo di definirla - "parabola epistemologica"...Riacquistare la vistaC’era un tale che non poteva vedere, poiché era nato senza occhi.Aveva però imparato a muoversi bene, nella vita, essendo dotato di forti capacità intellettive che gli avevano permesso di farsi adeguate rappresentazioni del mondo, basate sulla rielaborazione dei racconti degli altri.Ma una parte del suo carattere desiderava di poter vedere autonomamente, per partecipare in prima persona alla meravigliosa esperienza del conoscere.Rivolse una preghiera al dio della Luce, che gli diede un occhio.La persona si lamentò che un occhio solo peggiorava la situazione, perché introduceva un elemento di distorsione: infatti le esperienze non erano “indipendentemente riproducibili, essendo l’occhio unico”.Il dio della Luce gli diede un secondo occhio.La persona, pur cortesemente ringraziando, obiettò che si sarebbe ora trattato di misure “in comparazione relativa, non dirette”, aggiungendo che “non si poteva escludere che due occhi diversi potessero non essere perfettamente equivalenti”.Il dio della Luce gli tolse i due occhi donatigli.La persona fu soddisfatta e lo ringraziò; ora vedeva finalmente bene, e gli si confermò un forte sospetto che in fondo aveva da sempre: gli strumenti non idonei finiscono per travisare la realtà; bisogna stare sempre all’erta contro questo pericolo!E siccome era una brava persona, e in perfetta buona fede, non volle tenere questa ricchezza solo per sè.Passò la vita a cavare gli occhi agli altri, per donare loro la vista.Il report è scaricabile da questo link:http://22passi.it/pirelli/Hydrobetatron_secondo_rapporto[1].pdfColgo l'occasione per segnalare anche l'apertura di un sito dedicato:http://www.hydrobetatron.org22
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