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20/09/2012 08:03Daniele PasseriniAggiornamento HYDROBETATRON del 20/09/2012
Come preannunciato due giorni fa da Ugo Abundo (vedasi precedente post),  mi sono stati inviati stanotte dalla Prof.ssa Paola Pieravanti - docente di Matematica del gruppo Athanor-Hydrobetatron - i link a due brevi backstage realizzati durante le riprese di una TV tedesca. In quella occasione è stato filmato il confronto delle potenze impegnate per la stabilizzazione termica a 91° e 92° tra l'Hydrobetatron e l'apparecchiatura di riferimento (vedasi la galleria fotografica inviata un paio di settimane fa). 0
08/08/2016 02:01Daniele PasseriniALIEN FOUNDATION H1 { margin-top: 0.05cm; margin-bottom: 0.05cm; line-height: 100%; page-break-after: auto; }H1.western { font-family: "Times New Roman",serif; }H1.cjk { font-family: "Times New Roman"; }H1.ctl { font-family: "Times New Roman"; }P { margin-bottom: 0.21cm; }Science fiction novel by Domenico Canino Astronave madre ZUMAH oggi in orbita vicino alla Terra. Due persone dialogano tra loro.Enki – Ricordi quando arrivammo sulla terra 25000 anni fa? C’era solo una immensa distesa di acque. E noi abbiamo creato la terra, la vita, gli alberi, gli animali, gli uomini, un capolavoro!Enlil – Ed alcuni uomini pensano ancora che tutto questo sia accaduto per caso! Se solo conoscessero la fatica ed i conflitti che ci è costata questa creazione!Enki – Sembra ieri, un pianeta vergine, e noi che finalmente ottenemmo il permesso dal nostro pianeta madre di sperimentare liberamente, senza costrizioni dei ben pensanti tradizionalisti, che ci vietavano le creazioni perché le ritenevano pericolose! Creammo un continente unico di terraferma con grandi esplosioni nucleari che fecero emergere il suolo marino ed inviammo dall’astronave madre sette squadre di scienziati ed artisti per dare vita al più grande esperimento biologico mai compiuto!Enlil – Non potevamo respirare senza filtri e scafandri perché l’atmosfera era diversa da quella del nostro pianeta. Inviammo sette team scientifici in diverse regioni della Pangea, il continente unico che avevamo creato ed iniziò l’esperimento. Sono i famosi sette “saggi” presenti nelle scritture sumere delle origini, gli ABGAL (padri-grandi). Gli scienziati si divertivamo un mondo a creare le piante e gli animali più bizzarri ed originali, facevamo un sacco di errori, molti prototipi non funzionavano e furono abbandonati ed ogni volta che gli umani trovano qualche resto dei nostri vecchi prototipi difettosi, pensano ad una specie estinta durante l’evoluzione naturale! Sono ridicoli.Enki – È solo nel diventare creatori che sarà chiaro agli umani come sono stati creati. Quando saranno capaci di padroneggiare la materia e creeranno nuovi esseri viventi dal nulla, allora capiranno che anche loro sono stati creati allo stesso modo. Non dimenticare che anche per noi è accaduta la stessa cosa, anche noi avevamo religioni deiste e miti ridicoli, ma il progressivo avanzare della conoscenza li ha cancellati.Enlil – Ho un ricordo della Pangea in cui la Sicilia era attaccata alla Grecia, all’Egitto ad Israele fino alla Mesopotamia, in cui la Francia era attaccata all’America, in cui tutta la terra era un vero paradiso. Quando il nostro scienziato Enzu inventò i dinosauri, fu un divertimento incredibile, tutto il pianeta madre impazziva nel dare le indicazioni più bizzarre nelle forme di vita da creare, era la libertà assoluta senza nessun prezzo da pagare, perché avveniva in un altro pianeta dove non c’erano pericoli per il nostro popolo.Enki – Il prezzo non lo avevamo ancora capito, arrivò quando 13320 anni fa ci fu dato finalmente il permesso, dopo aver creato tutte le altra specie viventi vegetali ed animali, di fare degli uomini come noi, con la stessa intelligenza e le stesse caratteristiche fisiche, solo adattate alla nuova atmosfera terrestre. 666 generazioni di 20 anni sono trascorse dalla creazione del primo uomo, 13320 anni appunto, e le religioni deiste lo spacciano per un numero demoniaco. Lì cominciò il gioco duro tra le equipe di scienziati in competizione.Enlil – E lì fu compiuto il più grande errore della nostra esistenza, la squadra scientifica delle sette che stava dove è oggi è la Mesopotamia, creò un prototipo di uomo più intelligente degli altri e forse più intelligente dei suoi stessi creatori! Questo ci spaventò moltissimo!Enki – Molti scienziati dei sette team si erano intanto accoppiati con le loro creature terrestri, e ne avevano avuto dei figli. Questi ibridi, nostri stessi figli, ma che potevano respirare sulla terra furono alla base dei progressi umani. Pretendevano il loro giusto diritto a tutte le nostre conoscenze scientifiche, che agli umani dei primordi avevamo negato, e quindi nacque un grande conflitto con il pianeta madre. Si poteva o no dare il nostro patrimonio scientifico ai nostri figli sul pianeta e quindi anche agli uomini? Mentre ci interrogavamo sul da farsi, qualcuno dei team degli scienziati aveva cominciato il trasferimento scientifico e tecnologico ai propri “figli” terrestri. E meravigliose furono le creazioni di quegli uomini “figli degli dei”, navi spaziali, aeroporti, sottomarini, energia illimitata, conoscenze biologiche avanzate che prolungavano la vita da 120 a 900 anni, e poi infine la cosa più grande: l’immortalità attraverso la clonazione scientifica, quello che negli scritti sumeri è chiamato “l’albero della vita”, e che gli ebrei avrebbero poi chiamato Menorah. Il diluvio. Ma molti sul pianeta madre non potevano sopportare che la creazione potesse essere superiore ai creatori. Fu così deciso di sopprimere la vita sulla terra. Che brutto giorno quello di 5300 anni fa quando ricevetti l’ordine di distruggere la vita su questo pianeta. Fui proprio io, Enki, a dare l’ordine di distruzione con ordigni nucleari ad alta potenza. Io ero assolutamente contrario, amavo la nostra creazione, ma il consiglio dei saggi Dingir emanò l’ordine supremo.Enlil – E distruggemmo tutta la vita sul pianeta. Terremoti, maremoti, esplosioni, tutta la civiltà umana fu distrutta e lo stesso continente unico fu frantumato in tanti pezzi che si allontanavano velocemente tra loro. Era l’inizio della deriva dei continenti. Scomparvero quasi del tutto alcune specie viventi, i dinosauri, e moltissimi uccelli, pesci e mammiferi. Era quello che molte civiltà antiche chiamavano “il diluvio”. Che cancellava del tutto la prima civiltà terrestre che era arrivata a livelli scientifici avanzatissimi, che poi verrà richiamata negli scritti antichi sumeri, ebraici e greci, come il mondo prima del diluvio, l’Arcadia, l’Atlantide. E fu un evento catastrofico così forte da cambiare la natura nucleare di molte sostanze come il carbonio, ecco perché oggi gli scienziati umani sbagliano la datazione degli antichi reperti con il carbonio 14, retrodatando a milioni di anni la scomparsa di molte specie. In realtà tutte queste specie erano state create da noi 25000 anni fa e sono sparite solo 5300 anni fa. Sparuti gruppi di uomini ed animali sopravvissero, ma la civiltà era ritornata allo stato primitivo perché tutte le conoscenze scientifiche erano andate perdute. Cominciava per loro una seconda preistoria.Enki – Questa volta decidemmo di non intervenire, di lasciare gli uomini al loro destino, demmo solo loro delle nozioni rudimentali di agricoltura, allevamento e salute, e gradualmente diminuimmo i contatti con le nostre creature. La vita ritornò ad essere di soli 120 anni. E senza aiuti esterni i progressi umani sono stati lentissimi.Enlil – Gli uomini credono ancora negli dei e contemporaneamente credono nella evoluzione casuale delle specie. Ridicole entrambe le tesi. Non capiscono che tutto è creazione scientifica, anche il più piccolo dei fili dell’erba.Enki – Jeoshua, il designer del cavallo ha fatto un lavoro bellissimo. Mentre Hattusha con l’ornitorinco si è davvero sbizzarrito. E se pensi alla equipe di quegli artisti matti che creò i basilosauri e gli pterodattili! Pensa a tutti i meravigliosi uccelli con piume colori e canti e danze nuziali incredibili, l’artista creatore ancora si arrabbia quando sente che sono frutto del caso, va in giro dicendo che lui ha fatto tanta fatica e questi umani la attribuiscono al caso. Roba da matti. E gli uomini hanno trovato per caso nelle loro spedizioni archeologiche alcuni reperti delle antiche civiltà ante-diluviane, come le pietre di Ica, che rappresentano la coesistenza di uomini e dinosauri, e le statue di Acambaro in Messico, oppure il vaso di Fuente Magna, un vaso americano scritto in sumero cuneiforme! Ed ancora tutti gli antichi scritti indiani sulle nostre astronavi volanti, che loro chiamavano Vimana. E tutti i passi dell’antico testamento in cui si richiamano i carri di fuoco che “portano in cielo” alcuni umani come Ezechiele od altri. Oppure i sigilli sumeri in cui sono spesso disegnati in maniera primitiva da una società non tecnologica molti tipi di astronavi, di uomini con ali, di stazioni di ricarica, di antenne di trasmissione. E la famosa arca dell’alleanza, che era solo una stazione ricetrasmittente alimentata da una pila nucleare, che per questo doveva essere maneggiata con cura, e chi sbagliava nel manovrare “le maniglie” moriva fulminato. Ed ancora l’arca di Ziusudra, poi Uta-Napishtim e poi Noah, che consentì agli uomini avvisati dai nostri scienziati loro amici di salvarsi con i geni di tutte le specie animali a bordo, dalla catastrofe nucleare provocata da noi. Era una astronave che stette in orbita fuori nello spazio per un bel po’ di tempo, e dovette aspettare che la radioattività si attenuasse e permettesse di nuovo il rinascere della vita. Poi atterrò con il suo prezioso carico e la vita ricominciò, molte specie furono ricreate, ma altre come ad esempio i dinosauri non furono più riportate alla vita dopo il diluvio. La vita ricominciò velocemente nelle regioni del pianeta che avevano conservato una parte della cultura scientifica della più evoluta civiltà precedente, come la Mesopotamia ed Israele, ma in molti altri posti l’uomo divenne un essere primitivo, e dovette ricominciare da capo con una seconda preistoria.Enlil – E gli esperimenti continuarono qui ed in altri pianeti dove abbiamo parimenti creato la vita. Noi veniamo sulla terra tutti i giorni da 25000 anni! E questi ancora giocano agli avvistamenti UFO. E la faccenda di Roswell, quando hanno trovato astronauti del pianeta Exxon deceduti in un normale incidente di volo, occultato dai governi. Pensa se sapessero che ci sono migliaia di pianeti abitati nell’Universo, che ogni giorno vengono a fare turismo spaziale sui cieli della terra e che spesso fanno dei prelievi di umani ed animali per ragioni di studio, per capire le differenze e per comprendere appieno la natura della civiltà terrestre. Molti di questi pianeti hanno contatti con i governi terrestri dei paesi più scientificamente avanzati, e ci sono scambi proficui di tecnologie e conoscenze, anche di viaggiatori a volte. E sono moltissime le tecnologie avanzate derivanti da trasferimenti tecnologici alieni, che non vengono rese note alle popolazioni terrestri, perché le loro classi governanti non le ritengono mature alla rivelazione di non essere soli nell’Universo. Perché crollerebbe il sistema di religioni deiste, crollerebbe tutta l’economia dell’energia e dei trasporti, quella della produzione di cibo, e ogni uomo sarebbe libero ed autonomo, perché avrebbe energia, cibo, trasporti, vita senza dover dipendere da nessuna multinazionale. Noi abbiamo deciso 5.300 anni fa di non intervenire pesantemente sui destini terrestri, rispettiamo l’autonomia ed il libero arbitrio degli uomini, e saranno i loro governi a decidere quando sarà il momento di sapere. Per il resto non interverremo sino a che non capirete di essere stati creati scientificamente e sino a che non avrete rivelato a tutta la popolazione terrestre che esistono migliaia di pianeti abitati.Enki – Non siamo intervenuti per millenni nel destino degli uomini, ma nel 1945 hanno cominciato a giocare agli atomizzatori con Nagasaki e Hiroshima. Non si rendono conto di quello che fanno. Siamo intervenuti più volte a sorvegliare ed impedire altri disastri atomici. Sono ancora vivi grazie a noi. Glielo diremo quando saranno capaci di creare a loro volta la vita umana dal nulla, allora capiranno e saranno pronti ad accettare altre forme di vita ed il fatto che loro stessi sono una creazione scientifica.Enlil – I tempi non sono lontani, i progressi ci sono, ma ci sono troppe resistenze. Sono proprio i ministri di culto religioso i primi a sapere che non esiste nessun Dio, perché conservano gelosamente in segreto gli antichi scritti che raccontano la verità sulla creazione dell’uomo sulla terra, ma si guardano bene dal divulgarla, perché perderebbero il loro immenso potere. Meglio per loro che gli umani continuino a credere al buon vecchio Dio con la barba bianca su una nuvola. Ed invece dopo che gli uomini conosceranno la verità sulle loro origini tutto apparirà chiaro, succede a tutti i mondi abitati prima o poi. E tutte le antiche religioni appariranno come preistoria di popoli primitivi, e soprattutto i ministri di culto perderanno tutti i loro privilegi e ricchezze.Enki – Finalmente capiranno che la più grande magia è la scienza, ed ogni cosa che appare misteriosa ha una spiegazione scientifica. E che l’immortalità esiste solo se si clona un essere umano, e si trasferisce il back-up del suo cervello nel nuovo corpo creato. Che esiste la vita eterna ma solo attraverso la clonazione. La vita finisce se qualcuno non fa qualcosa per continuarla. E che il cervello degli uomini adeguatamente sbloccato con una manovra elettrochimica diventa molto più potente. E che la differenza di conoscenze tra noi e loro è ancora così grande, che possiamo distruggerli come e quando vogliamo, del resto lo abbiamo già fatto! E da quella antica distruzione che nelle religioni si è sviluppato il timore degli dei.Enlil – E soprattutto che noi siamo uomini esattamente come loro, con i difetti, con le debolezze, con gli errori, solo abbiamo 25000 anni di avanzamento tecnologico di vantaggio, è questa la nostra ”magia”, per cui i primitivi uomini terrestri, pensavano che noi fossimo degli Dei. E che anche noi abbiamo fatto un percorso faticoso di conoscenza e coscienza, fino a conoscere i nostri creatori, una specie ormai scomparsa proveniente da un’altra parte dell’universo che non conosciamo. Insomma, sappiamo molte cose più degli uomini, ma in realtà non sappiamo proprio niente.Enki – E che tutte le specie viventi di questa parte di universo dovrebbero scambiarsi conoscenze ed informazioni, non appena raggiunto un livello di evoluzione sufficiente, per collaborare, per progredire ancora, per studiare i movimenti dei pianeti e dei sistemi galattici, per trasferirsi da un pianeta all’altro se questo dovesse morire. Che la cosa più importante è che la vita continui, che sopravviva in ogni angolo dell’Universo, perché per un motivo qualunque, possiamo sparire tutti in un attimo.Enlil – Ma se oggi noi scendessimo sulla terra per rivelare la verità ai terrestri, nessuno ci crederebbe. Direbbero che siamo una specie aliena ostile, che racconta questa storia per dominare la terra, per colonizzarla, per sfruttare le loro risorse, etc. Oppure ci scambierebbero di nuovo per Dei sovrannaturali, se per caso mostrassimo la nostra potenza tecnologica. E potrebbero dire, sì certo voi siete i nostri creatori va bene, ma a voi chi vi ha creato? E voi lo avete chiesto lo stesso ai vostri creatori? E così via, e noi non saremmo in grado di rispondere. Nessuno lo è. E tutti i popoli che abbiamo conosciuto in tutta la parte dell’Universo che abbiamo esplorato, hanno più o meno la stessa storia. E nessuno sa come è andata all’inizio. Sappiamo solo che l’Universo è un essere vivente esattamente come noi, e le galassie ed i pianeti forse sono solo gli atomi di una sua molecola. Ma la scala è così grande che non sapremo mai se è un uomo o un altro essere, così come i nostri atomi costituenti non sapranno mai di quale organismo fanno parte.Enki – E se gli facessimo vedere la registrazione audiovisiva di ogni attimo della vita del pianeta terra da 25000 anni in qua? E gli mostrassimo lo stato del pianeta tutto coperto d’acqua, e poi quando abbiamo creato il continente unico e poi tutti i passaggi di creazione delle specie? E di quando lo abbiamo disintegrato con le esplosioni atomiche che loro chiamano “il diluvio”? E se gli facessimo vedere la rinascita delle civiltà umana con le civiltà sumere, egizie, indiane e di come sono state costruite davvero le piramidi di Giza con i filmati di lavorazione? E se gli mostrassimo il filmato della costruzione di Roma dalle origini sino alla fine dell’impero? E se gli smontassimo tutta la storia e l’archeologia che si sono inventati di sana pianta interpretando male i reperti del passato? E se gli facessimo vedere la creazione in laboratorio di un T-Rex e poi il suo rilascio in libertà nelle savane di 15000 anni fa? E tutti gli imbrogli delle religioni e dei governi nei secoli per nascondere la verità sulle origini della vita? E se gli mostrassimo il nostro teletrasporto con il quale arriviamo dalla nostra costellazione sulla terra in un batter di ciglia? E le enormi possibilità della tecnologia del viaggio nel tempo, che noi usiamo abitualmente per andare a vedere se catastrofi interstellari minacciano i nostri pianeti? Ed intervenire di conseguenza. Dovremmo fargli vedere come noi siamo in grado di fare con le galassie le cose che loro fanno con gli atomi, sarebbe divertente. Enlil – La percezione del fenomeno non dipende dalla qualità delle prove, ma dall’intelligenza di chi le riceve.Enki – E se gli mostrassimo gli effetti della immortalità scientifica che noi pratichiamo da 25000 anni? Se gli facessimo vedere come gli umani che noi abbiamo voluto salvare per le loro capacità ed abbiamo clonato sono ancora vivi e vegeti in una nostra base? Se gli facessimo raccontare da Leonardo da Vinci come e perché lui dipingeva e progettava certe cose, invece delle sciocchezze che loro si sono inventati? Oppure gli facessimo conoscere Gesù di Nazareth, che è uno dei nostri più geniali figli ibridi, che sta meravigliosamente bene nonostante la crocifissione, e si diverte quando ascolta le sesquipedali fesserie narrate dalla religione ”cristiana” in suo nome? E così per il Buddha, per Maometto e per Adam Smith. Se presentassimo loro alcuni uomini del passato che hanno meritato l’immortalità, per i progressi scientifici, come ad esempio Albert Einstein che strimpella bellamente il violino tutti i giorni e ride della sua teoria della relatività, dopo che ha conosciuto la ben più avanzata scienza dei creatori, ed in base a quella sta collaborando a grandissimi nuovi progetti scientifici con un super team in cui ci sono anche Tesla, Fermi e Maiorana ed i nostri migliori scienziati… Oppure fargli vedere Michelangelo Buonarroti, Leonardo e Caravaggio dipingere tutti insieme ridendo e scherzando, con Picasso, Van Gogh e Francis Bacon. Oppure vedere all’opera Moliere, Shakespeare e Pirandello mentre mettono in scena i loro nuovi lavori. Le loro meravigliose opere risplendono nel loro paradiso, che non è affatto un mondo statico, ma un meraviglioso mondo dinamico ed in continua evoluzione scientifica, artistica e filosofica. Se sapessero quali film di finzione ha girato il Caravaggio, e come Leonardo abbia collaborato alle scenografie con invenzioni fantastiche. Se gli facessimo vedere quello che loro chiamano “il paradiso”, cioè una base extraterrestre in cui vivono eternamente e felici tutti gli uomini e donne che noi abbiamo clonato? E se gli spiegassimo che attraverso alcuni individui umani dotati di capacità telepatiche superiori, loro si mettono davvero in contatto con gli uomini di questo mondo extraterreno e loro si divertono come dei matti a giocare ai fantasmi? Che si sbellicano dalle risate nel vedere le reazioni che provocano in dei poveri primitivi che credono negli spiriti? In realtà i medium terreni sono solo individui che usano la loro ghiandola cerebrale e le sue antenne nel sistema pilifero per trasmettere dati ed immagini né più ne meno di una trasmissione di onde radiotelevisive. Niente sovrannaturale e niente magia, ma solo una tecnologia troppo avanzata per esser capita. Questo chiuderebbe il cerchio tra le loro antiche religioni e realtà scientifica. Tutto apparirebbe chiaro.Enlil – L’intelletto che decodifica la realtà, è merce rara e preziosa in tutto l’Universo, bisogna che gli uomini più intelligenti conducano gli altri per mano lungo il cammino. Del resto anche il nostro pianeta è pieno di imbecilli che continuano a frenare il progresso e la scienza, nonostante noi oggi possiamo muovere le galassie! 0
08/08/2016 02:01Daniele PasseriniALIEN FOUNDATION H1 { margin-top: 0.05cm; margin-bottom: 0.05cm; line-height: 100%; page-break-after: auto; }H1.western { font-family: "Times New Roman",serif; }H1.cjk { font-family: "Times New Roman"; }H1.ctl { font-family: "Times New Roman"; }P { margin-bottom: 0.21cm; }Science fiction novel by Domenico Canino Astronave madre ZUMAH oggi in orbita vicino alla Terra. Due persone dialogano tra loro.Enki – Ricordi quando arrivammo sulla terra 25000 anni fa? C’era solo una immensa distesa di acque. E noi abbiamo creato la terra, la vita, gli alberi, gli animali, gli uomini, un capolavoro!Enlil – Ed alcuni uomini pensano ancora che tutto questo sia accaduto per caso! Se solo conoscessero la fatica ed i conflitti che ci è costata questa creazione!Enki – Sembra ieri, un pianeta vergine, e noi che finalmente ottenemmo il permesso dal nostro pianeta madre di sperimentare liberamente, senza costrizioni dei ben pensanti tradizionalisti, che ci vietavano le creazioni perché le ritenevano pericolose! Creammo un continente unico di terraferma con grandi esplosioni nucleari che fecero emergere il suolo marino ed inviammo dall’astronave madre sette squadre di scienziati ed artisti per dare vita al più grande esperimento biologico mai compiuto!Enlil – Non potevamo respirare senza filtri e scafandri perché l’atmosfera era diversa da quella del nostro pianeta. Inviammo sette team scientifici in diverse regioni della Pangea, il continente unico che avevamo creato ed iniziò l’esperimento. Sono i famosi sette “saggi” presenti nelle scritture sumere delle origini, gli ABGAL (padri-grandi). Gli scienziati si divertivamo un mondo a creare le piante e gli animali più bizzarri ed originali, facevamo un sacco di errori, molti prototipi non funzionavano e furono abbandonati ed ogni volta che gli umani trovano qualche resto dei nostri vecchi prototipi difettosi, pensano ad una specie estinta durante l’evoluzione naturale! Sono ridicoli.Enki – È solo nel diventare creatori che sarà chiaro agli umani come sono stati creati. Quando saranno capaci di padroneggiare la materia e creeranno nuovi esseri viventi dal nulla, allora capiranno che anche loro sono stati creati allo stesso modo. Non dimenticare che anche per noi è accaduta la stessa cosa, anche noi avevamo religioni deiste e miti ridicoli, ma il progressivo avanzare della conoscenza li ha cancellati.Enlil – Ho un ricordo della Pangea in cui la Sicilia era attaccata alla Grecia, all’Egitto ad Israele fino alla Mesopotamia, in cui la Francia era attaccata all’America, in cui tutta la terra era un vero paradiso. Quando il nostro scienziato Enzu inventò i dinosauri, fu un divertimento incredibile, tutto il pianeta madre impazziva nel dare le indicazioni più bizzarre nelle forme di vita da creare, era la libertà assoluta senza nessun prezzo da pagare, perché avveniva in un altro pianeta dove non c’erano pericoli per il nostro popolo.Enki – Il prezzo non lo avevamo ancora capito, arrivò quando 13320 anni fa ci fu dato finalmente il permesso, dopo aver creato tutte le altra specie viventi vegetali ed animali, di fare degli uomini come noi, con la stessa intelligenza e le stesse caratteristiche fisiche, solo adattate alla nuova atmosfera terrestre. 666 generazioni di 20 anni sono trascorse dalla creazione del primo uomo, 13320 anni appunto, e le religioni deiste lo spacciano per un numero demoniaco. Lì cominciò il gioco duro tra le equipe di scienziati in competizione.Enlil – E lì fu compiuto il più grande errore della nostra esistenza, la squadra scientifica delle sette che stava dove è oggi è la Mesopotamia, creò un prototipo di uomo più intelligente degli altri e forse più intelligente dei suoi stessi creatori! Questo ci spaventò moltissimo!Enki – Molti scienziati dei sette team si erano intanto accoppiati con le loro creature terrestri, e ne avevano avuto dei figli. Questi ibridi, nostri stessi figli, ma che potevano respirare sulla terra furono alla base dei progressi umani. Pretendevano il loro giusto diritto a tutte le nostre conoscenze scientifiche, che agli umani dei primordi avevamo negato, e quindi nacque un grande conflitto con il pianeta madre. Si poteva o no dare il nostro patrimonio scientifico ai nostri figli sul pianeta e quindi anche agli uomini? Mentre ci interrogavamo sul da farsi, qualcuno dei team degli scienziati aveva cominciato il trasferimento scientifico e tecnologico ai propri “figli” terrestri. E meravigliose furono le creazioni di quegli uomini “figli degli dei”, navi spaziali, aeroporti, sottomarini, energia illimitata, conoscenze biologiche avanzate che prolungavano la vita da 120 a 900 anni, e poi infine la cosa più grande: l’immortalità attraverso la clonazione scientifica, quello che negli scritti sumeri è chiamato “l’albero della vita”, e che gli ebrei avrebbero poi chiamato Menorah. Il diluvio. Ma molti sul pianeta madre non potevano sopportare che la creazione potesse essere superiore ai creatori. Fu così deciso di sopprimere la vita sulla terra. Che brutto giorno quello di 5300 anni fa quando ricevetti l’ordine di distruggere la vita su questo pianeta. Fui proprio io, Enki, a dare l’ordine di distruzione con ordigni nucleari ad alta potenza. Io ero assolutamente contrario, amavo la nostra creazione, ma il consiglio dei saggi Dingir emanò l’ordine supremo.Enlil – E distruggemmo tutta la vita sul pianeta. Terremoti, maremoti, esplosioni, tutta la civiltà umana fu distrutta e lo stesso continente unico fu frantumato in tanti pezzi che si allontanavano velocemente tra loro. Era l’inizio della deriva dei continenti. Scomparvero quasi del tutto alcune specie viventi, i dinosauri, e moltissimi uccelli, pesci e mammiferi. Era quello che molte civiltà antiche chiamavano “il diluvio”. Che cancellava del tutto la prima civiltà terrestre che era arrivata a livelli scientifici avanzatissimi, che poi verrà richiamata negli scritti antichi sumeri, ebraici e greci, come il mondo prima del diluvio, l’Arcadia, l’Atlantide. E fu un evento catastrofico così forte da cambiare la natura nucleare di molte sostanze come il carbonio, ecco perché oggi gli scienziati umani sbagliano la datazione degli antichi reperti con il carbonio 14, retrodatando a milioni di anni la scomparsa di molte specie. In realtà tutte queste specie erano state create da noi 25000 anni fa e sono sparite solo 5300 anni fa. Sparuti gruppi di uomini ed animali sopravvissero, ma la civiltà era ritornata allo stato primitivo perché tutte le conoscenze scientifiche erano andate perdute. Cominciava per loro una seconda preistoria.Enki – Questa volta decidemmo di non intervenire, di lasciare gli uomini al loro destino, demmo solo loro delle nozioni rudimentali di agricoltura, allevamento e salute, e gradualmente diminuimmo i contatti con le nostre creature. La vita ritornò ad essere di soli 120 anni. E senza aiuti esterni i progressi umani sono stati lentissimi.Enlil – Gli uomini credono ancora negli dei e contemporaneamente credono nella evoluzione casuale delle specie. Ridicole entrambe le tesi. Non capiscono che tutto è creazione scientifica, anche il più piccolo dei fili dell’erba.Enki – Jeoshua, il designer del cavallo ha fatto un lavoro bellissimo. Mentre Hattusha con l’ornitorinco si è davvero sbizzarrito. E se pensi alla equipe di quegli artisti matti che creò i basilosauri e gli pterodattili! Pensa a tutti i meravigliosi uccelli con piume colori e canti e danze nuziali incredibili, l’artista creatore ancora si arrabbia quando sente che sono frutto del caso, va in giro dicendo che lui ha fatto tanta fatica e questi umani la attribuiscono al caso. Roba da matti. E gli uomini hanno trovato per caso nelle loro spedizioni archeologiche alcuni reperti delle antiche civiltà ante-diluviane, come le pietre di Ica, che rappresentano la coesistenza di uomini e dinosauri, e le statue di Acambaro in Messico, oppure il vaso di Fuente Magna, un vaso americano scritto in sumero cuneiforme! Ed ancora tutti gli antichi scritti indiani sulle nostre astronavi volanti, che loro chiamavano Vimana. E tutti i passi dell’antico testamento in cui si richiamano i carri di fuoco che “portano in cielo” alcuni umani come Ezechiele od altri. Oppure i sigilli sumeri in cui sono spesso disegnati in maniera primitiva da una società non tecnologica molti tipi di astronavi, di uomini con ali, di stazioni di ricarica, di antenne di trasmissione. E la famosa arca dell’alleanza, che era solo una stazione ricetrasmittente alimentata da una pila nucleare, che per questo doveva essere maneggiata con cura, e chi sbagliava nel manovrare “le maniglie” moriva fulminato. Ed ancora l’arca di Ziusudra, poi Uta-Napishtim e poi Noah, che consentì agli uomini avvisati dai nostri scienziati loro amici di salvarsi con i geni di tutte le specie animali a bordo, dalla catastrofe nucleare provocata da noi. Era una astronave che stette in orbita fuori nello spazio per un bel po’ di tempo, e dovette aspettare che la radioattività si attenuasse e permettesse di nuovo il rinascere della vita. Poi atterrò con il suo prezioso carico e la vita ricominciò, molte specie furono ricreate, ma altre come ad esempio i dinosauri non furono più riportate alla vita dopo il diluvio. La vita ricominciò velocemente nelle regioni del pianeta che avevano conservato una parte della cultura scientifica della più evoluta civiltà precedente, come la Mesopotamia ed Israele, ma in molti altri posti l’uomo divenne un essere primitivo, e dovette ricominciare da capo con una seconda preistoria.Enlil – E gli esperimenti continuarono qui ed in altri pianeti dove abbiamo parimenti creato la vita. Noi veniamo sulla terra tutti i giorni da 25000 anni! E questi ancora giocano agli avvistamenti UFO. E la faccenda di Roswell, quando hanno trovato astronauti del pianeta Exxon deceduti in un normale incidente di volo, occultato dai governi. Pensa se sapessero che ci sono migliaia di pianeti abitati nell’Universo, che ogni giorno vengono a fare turismo spaziale sui cieli della terra e che spesso fanno dei prelievi di umani ed animali per ragioni di studio, per capire le differenze e per comprendere appieno la natura della civiltà terrestre. Molti di questi pianeti hanno contatti con i governi terrestri dei paesi più scientificamente avanzati, e ci sono scambi proficui di tecnologie e conoscenze, anche di viaggiatori a volte. E sono moltissime le tecnologie avanzate derivanti da trasferimenti tecnologici alieni, che non vengono rese note alle popolazioni terrestri, perché le loro classi governanti non le ritengono mature alla rivelazione di non essere soli nell’Universo. Perché crollerebbe il sistema di religioni deiste, crollerebbe tutta l’economia dell’energia e dei trasporti, quella della produzione di cibo, e ogni uomo sarebbe libero ed autonomo, perché avrebbe energia, cibo, trasporti, vita senza dover dipendere da nessuna multinazionale. Noi abbiamo deciso 5.300 anni fa di non intervenire pesantemente sui destini terrestri, rispettiamo l’autonomia ed il libero arbitrio degli uomini, e saranno i loro governi a decidere quando sarà il momento di sapere. Per il resto non interverremo sino a che non capirete di essere stati creati scientificamente e sino a che non avrete rivelato a tutta la popolazione terrestre che esistono migliaia di pianeti abitati.Enki – Non siamo intervenuti per millenni nel destino degli uomini, ma nel 1945 hanno cominciato a giocare agli atomizzatori con Nagasaki e Hiroshima. Non si rendono conto di quello che fanno. Siamo intervenuti più volte a sorvegliare ed impedire altri disastri atomici. Sono ancora vivi grazie a noi. Glielo diremo quando saranno capaci di creare a loro volta la vita umana dal nulla, allora capiranno e saranno pronti ad accettare altre forme di vita ed il fatto che loro stessi sono una creazione scientifica.Enlil – I tempi non sono lontani, i progressi ci sono, ma ci sono troppe resistenze. Sono proprio i ministri di culto religioso i primi a sapere che non esiste nessun Dio, perché conservano gelosamente in segreto gli antichi scritti che raccontano la verità sulla creazione dell’uomo sulla terra, ma si guardano bene dal divulgarla, perché perderebbero il loro immenso potere. Meglio per loro che gli umani continuino a credere al buon vecchio Dio con la barba bianca su una nuvola. Ed invece dopo che gli uomini conosceranno la verità sulle loro origini tutto apparirà chiaro, succede a tutti i mondi abitati prima o poi. E tutte le antiche religioni appariranno come preistoria di popoli primitivi, e soprattutto i ministri di culto perderanno tutti i loro privilegi e ricchezze.Enki – Finalmente capiranno che la più grande magia è la scienza, ed ogni cosa che appare misteriosa ha una spiegazione scientifica. E che l’immortalità esiste solo se si clona un essere umano, e si trasferisce il back-up del suo cervello nel nuovo corpo creato. Che esiste la vita eterna ma solo attraverso la clonazione. La vita finisce se qualcuno non fa qualcosa per continuarla. E che il cervello degli uomini adeguatamente sbloccato con una manovra elettrochimica diventa molto più potente. E che la differenza di conoscenze tra noi e loro è ancora così grande, che possiamo distruggerli come e quando vogliamo, del resto lo abbiamo già fatto! E da quella antica distruzione che nelle religioni si è sviluppato il timore degli dei.Enlil – E soprattutto che noi siamo uomini esattamente come loro, con i difetti, con le debolezze, con gli errori, solo abbiamo 25000 anni di avanzamento tecnologico di vantaggio, è questa la nostra ”magia”, per cui i primitivi uomini terrestri, pensavano che noi fossimo degli Dei. E che anche noi abbiamo fatto un percorso faticoso di conoscenza e coscienza, fino a conoscere i nostri creatori, una specie ormai scomparsa proveniente da un’altra parte dell’universo che non conosciamo. Insomma, sappiamo molte cose più degli uomini, ma in realtà non sappiamo proprio niente.Enki – E che tutte le specie viventi di questa parte di universo dovrebbero scambiarsi conoscenze ed informazioni, non appena raggiunto un livello di evoluzione sufficiente, per collaborare, per progredire ancora, per studiare i movimenti dei pianeti e dei sistemi galattici, per trasferirsi da un pianeta all’altro se questo dovesse morire. Che la cosa più importante è che la vita continui, che sopravviva in ogni angolo dell’Universo, perché per un motivo qualunque, possiamo sparire tutti in un attimo.Enlil – Ma se oggi noi scendessimo sulla terra per rivelare la verità ai terrestri, nessuno ci crederebbe. Direbbero che siamo una specie aliena ostile, che racconta questa storia per dominare la terra, per colonizzarla, per sfruttare le loro risorse, etc. Oppure ci scambierebbero di nuovo per Dei sovrannaturali, se per caso mostrassimo la nostra potenza tecnologica. E potrebbero dire, sì certo voi siete i nostri creatori va bene, ma a voi chi vi ha creato? E voi lo avete chiesto lo stesso ai vostri creatori? E così via, e noi non saremmo in grado di rispondere. Nessuno lo è. E tutti i popoli che abbiamo conosciuto in tutta la parte dell’Universo che abbiamo esplorato, hanno più o meno la stessa storia. E nessuno sa come è andata all’inizio. Sappiamo solo che l’Universo è un essere vivente esattamente come noi, e le galassie ed i pianeti forse sono solo gli atomi di una sua molecola. Ma la scala è così grande che non sapremo mai se è un uomo o un altro essere, così come i nostri atomi costituenti non sapranno mai di quale organismo fanno parte.Enki – E se gli facessimo vedere la registrazione audiovisiva di ogni attimo della vita del pianeta terra da 25000 anni in qua? E gli mostrassimo lo stato del pianeta tutto coperto d’acqua, e poi quando abbiamo creato il continente unico e poi tutti i passaggi di creazione delle specie? E di quando lo abbiamo disintegrato con le esplosioni atomiche che loro chiamano “il diluvio”? E se gli facessimo vedere la rinascita delle civiltà umana con le civiltà sumere, egizie, indiane e di come sono state costruite davvero le piramidi di Giza con i filmati di lavorazione? E se gli mostrassimo il filmato della costruzione di Roma dalle origini sino alla fine dell’impero? E se gli smontassimo tutta la storia e l’archeologia che si sono inventati di sana pianta interpretando male i reperti del passato? E se gli facessimo vedere la creazione in laboratorio di un T-Rex e poi il suo rilascio in libertà nelle savane di 15000 anni fa? E tutti gli imbrogli delle religioni e dei governi nei secoli per nascondere la verità sulle origini della vita? E se gli mostrassimo il nostro teletrasporto con il quale arriviamo dalla nostra costellazione sulla terra in un batter di ciglia? E le enormi possibilità della tecnologia del viaggio nel tempo, che noi usiamo abitualmente per andare a vedere se catastrofi interstellari minacciano i nostri pianeti? Ed intervenire di conseguenza. Dovremmo fargli vedere come noi siamo in grado di fare con le galassie le cose che loro fanno con gli atomi, sarebbe divertente. Enlil – La percezione del fenomeno non dipende dalla qualità delle prove, ma dall’intelligenza di chi le riceve.Enki – E se gli mostrassimo gli effetti della immortalità scientifica che noi pratichiamo da 25000 anni? Se gli facessimo vedere come gli umani che noi abbiamo voluto salvare per le loro capacità ed abbiamo clonato sono ancora vivi e vegeti in una nostra base? Se gli facessimo raccontare da Leonardo da Vinci come e perché lui dipingeva e progettava certe cose, invece delle sciocchezze che loro si sono inventati? Oppure gli facessimo conoscere Gesù di Nazareth, che è uno dei nostri più geniali figli ibridi, che sta meravigliosamente bene nonostante la crocifissione, e si diverte quando ascolta le sesquipedali fesserie narrate dalla religione ”cristiana” in suo nome? E così per il Buddha, per Maometto e per Adam Smith. Se presentassimo loro alcuni uomini del passato che hanno meritato l’immortalità, per i progressi scientifici, come ad esempio Albert Einstein che strimpella bellamente il violino tutti i giorni e ride della sua teoria della relatività, dopo che ha conosciuto la ben più avanzata scienza dei creatori, ed in base a quella sta collaborando a grandissimi nuovi progetti scientifici con un super team in cui ci sono anche Tesla, Fermi e Maiorana ed i nostri migliori scienziati… Oppure fargli vedere Michelangelo Buonarroti, Leonardo e Caravaggio dipingere tutti insieme ridendo e scherzando, con Picasso, Van Gogh e Francis Bacon. Oppure vedere all’opera Moliere, Shakespeare e Pirandello mentre mettono in scena i loro nuovi lavori. Le loro meravigliose opere risplendono nel loro paradiso, che non è affatto un mondo statico, ma un meraviglioso mondo dinamico ed in continua evoluzione scientifica, artistica e filosofica. Se sapessero quali film di finzione ha girato il Caravaggio, e come Leonardo abbia collaborato alle scenografie con invenzioni fantastiche. Se gli facessimo vedere quello che loro chiamano “il paradiso”, cioè una base extraterrestre in cui vivono eternamente e felici tutti gli uomini e donne che noi abbiamo clonato? E se gli spiegassimo che attraverso alcuni individui umani dotati di capacità telepatiche superiori, loro si mettono davvero in contatto con gli uomini di questo mondo extraterreno e loro si divertono come dei matti a giocare ai fantasmi? Che si sbellicano dalle risate nel vedere le reazioni che provocano in dei poveri primitivi che credono negli spiriti? In realtà i medium terreni sono solo individui che usano la loro ghiandola cerebrale e le sue antenne nel sistema pilifero per trasmettere dati ed immagini né più ne meno di una trasmissione di onde radiotelevisive. Niente sovrannaturale e niente magia, ma solo una tecnologia troppo avanzata per esser capita. Questo chiuderebbe il cerchio tra le loro antiche religioni e realtà scientifica. Tutto apparirebbe chiaro.Enlil – L’intelletto che decodifica la realtà, è merce rara e preziosa in tutto l’Universo, bisogna che gli uomini più intelligenti conducano gli altri per mano lungo il cammino. Del resto anche il nostro pianeta è pieno di imbecilli che continuano a frenare il progresso e la scienza, nonostante noi oggi possiamo muovere le galassie! 28
11/03/2014 21:19Daniele PasseriniStiamo diventando tutti poveri? P { margin-bottom: 0.21cm; }post di CLaudio RossiLa questione è stata posta più volte e non è facilmente eludibile: “Perché mai, malgrado il decuplicato sfruttamento delle risorse naturali e l’efficienza di tutte le nuove tecnologie, oggi si deve lavorare più dei nostri padri e dei nostri nonni anche per la semplice sopravvivenza?” La risposta più ovvia è: “Perché manca il lavoro! E nel mercato del lavoro, pur di lavorare, si guadagna sempre meno e si rinuncia a qualsiasi tutela o garanzia. E allora cosa ha prodotto la diminuzione della domanda di lavoro? Certamente il trasferimento di grandi masse umane da attività autosostentative e non rilevate (agricoltura in proprio, pastorizia, economie di sopravvivenza) al “mercato” dell’economia emersa. Ma anche l’automazione, che ha moltiplicato esponenzialmente, anche per le attività tradizionali, l’efficienza lavorativa rispetto all’unità di prodotto. Finché questa efficienza è stata ridistribuita dai lavoratori del comparto industriale a quelli del terziario, si è mantenuto un certo equilibrio e si sono parallelamente alimentati nuovi mestieri e nuovi consumi, ma ormai anche l’efficienza nel campo dei servizi viene ricercata soltanto con la contrazione del lavoro umano.  Tutte queste trasformazioni hanno trasferito valore aggiunto dal lavoro (manuale e intellettuale) al capitale, con ciò ingigantendo la massa finanziaria non spesa alla continua ricerca di nuove remunerazioni e sempre più concentrate.  Lo sviluppo dei consumi, prima conseguenza della globalizzazione nei paesi emergenti e poi pompato a dismisura nel mondo benestante dalle mode, dalla pubblicità e dalla disponibilità di beni sempre più sofisticati (pur con gli effetti nefasti a livello ambientale e redistributivo) assorbe ancora efficienza e ricchezza, ma a ritmi fortemente decrescenti perché frenato da due forze contrarie:nei paesi ricchi dalla “sazietà” dei consumatori e dalla diminuzione della capacità di spesa individuale; nei paesi poveri dalla crescente offerta di manodopera, causa di contrazione della remunerazione oraria e quindi del potere di acquisto, in cambio della (illusoria?) sicurezza del lavoro remunerato rispetto all’imprevedibilità dell’economia agricola. La globalizzazione ha giocato, oltretutto, un altro ruolo fondamentale nella riduzione della domanda di lavoro. Fino alla seconda metà del secolo scorso i paesi industrializzati erano attrezzati su quasi tutta la catena del valore aggiunto per i consumi interni (ad esempio in Italia, per l’industria automobilistica, si produceva tutto: dall’engineering totale a tutte le singole parti delle auto, con grande ricaduta occupazionale sia manuale che intellettuale, idem in Francia, Germania ecc.). Oggi lo scambio di tecnologie, dalla ricerca a quelle progettuali, produttive e distributive, si estende a tutto il mondo, con ulteriore concentrazione di risorse e aumento dell’efficienza. È del resto inutile reinventare tutto: si può produrre su licenza e si risparmiano progettisti e costi di ricerca, sempre a spese del numero degli occupati. Oppure si acquistano e si concentrano direttamente le aziende che hanno know-how o prodotti e servizi utili, con una progressiva concentrazione delle produzioni e della ricchezza. Ed è di tutta evidenza che ogni concentrazione rende superflue molte funzioni industriali e quindi molto lavoro. Si aggiunga poi la disintermediazione commerciale: basti pensare alla grande distribuzione che ha già distrutto oltre la metà dei posti di lavoro nel commercio al dettaglio e al web-commerce che si appresta, in questo senso, a dispiegare i suoi effetti deflagranti. È ovvio che dell’efficienza complessiva ottenuta da queste forme di commercio solo una parte minima è restituita all’utente in forma di prezzi più convenienti, mentre la gran parte remunera soltanto capitale e finanza. Si può dire che l’aumento dei margini (di guadagno) è oggi ricercato soltanto negli effetti dell’innovazione tecnologica (che crea però pochissimo lavoro) e nella diminuzione dell’occupazione a parità di prodotto, come dimostrano le ristrutturazioni aziendali in tutti i campi. A livello di singole aree economiche, gli effetti di tali trasformazioni possono essere ancora oggi parziali o accentuati per l’irregolare distribuzione dell’efficienza, della manodopera e della capacità organizzativa; sussistono pertanto ancora spazi per trasferimenti, movimenti ciclici e andamenti irregolari tra i singoli paesi; ma la direzione complessiva è chiara. Il che fa ritenere che, se non ci saranno radicali mutamenti nel modello economico globale e nelle logiche monetarie e distributive attuali, non si vede dove e perché possa originarsi, complessivamente, quella “ripresa”, quella “crescita” che tutti auspicano senza sapere bene di cosa stiano parlando.83
28/10/2011 09:23Daniele PasseriniBologna, 28 ottobre 2011: spazio per i commenti sul test dell'impianto da 1 MW di Andrea Rossi- Posted using BlogPress from my iPhone690
21/11/2014 08:13Daniele PasseriniLa macchina del fango contro l'E-Cat:
non bastando più le OChe spuntano i COdegoni!
(post di Bert Abbing)In queste righe vorrei analizzare il contenuto dell’ ”articolo” Fusione fredda: l’ECat e tutti i dubbi sul nuovo test scritto da Alessandro Codegoni, che si definisce, nelle pagine ove pubblica “Giornalista scientifico” (http://www.qualenergia.it/alessandro-codegoni), ma che non appare iscritto all’albo né dei giornalisti professionisti né dei pubblicisti almeno fino alla data di aggiornamento di questi (consultabile dal sito http://www.odg.it/content/elenco-iscritti-0).Fin dalla lettura delle prime righe del “pezzo” ed anzi fin dal titolo, appare chiaro, quasi fossimo alla scuola elementare, il tema che si è dato l’autore: quello di screditare Rossi e gli autori del TPR2.In realtà ci troviamo di fronte, a un collage, una riscrittura mal fatta, di vecchie critiche e temi già noti alcuni dei quali non hanno nulla a che vedere con il report stesso ma servono solo all’autore per fomentare un clima di sospetto e odio contro Andrea Rossi.Molte sono le affermazioni o marcatamente false o abilmente manipolate.A cominciare dalla citazione ammiccante e malevola a fatti (noti), senza però dire che Andrea Rossi è stato completamente scagionato da quelle vicende. Continuando col dire che Rossi avrebbe annunciato l’apertura di fabbriche in America, ma dimenticando di dire che gli annunci non stati fatti soltanto da lui ma anche dalla Industrial Heat che ha acquistato i diritti di sfruttamento per USA, RUSSIA e CINA ed ha svolto lei stessa test indipendenti, ora resi pubblici, prima di acquistare la tecnologia. Il linguaggio con cui ci si riferisce agli ultimi test svolti è alquanto becero, poco professionale, pieno di ripetizioni e persino errori grammaticali nell’uso dei pronomi.Si accusa Rossi di organizzare lui i test, che sarebbero condotti sempre dalla stessa “cerchia” di persone, dimenticando di dire che i nuovi test, svolti per un lungo periodo, erano già stati annunciati dal gruppo di ricercatori nel primo report pubblicato più di un anno fa e sono quindi il proseguimento di un lavoro di ricerca già avviato da anni.Si trascura anche di dire a questi test hanno partecipato enti esterni, quali l’azienda Elforsk (l’ENEL Svedese) e l’Accademia di Svezia (nota per assegnare ogni anno i premi Nobel), che vengono ringraziati nel report.Per cercare di distruggere il contenuto del report, ed attaccare quella testate ben più diffuse e storiche rispetto a quella ove scrive (“Panorama”), l’autore afferma di aver consultato due esperti.Il primo, un consulente privato, critica il report in generale, anche qui usando un linguaggio inadatto a un professionista. Affermare infatti che nel report i grafici sarebbero stati “messi ad arte” è un vero e proprio insulto e dimostra forse da parte di chi compie questa affermazione una mancanza di preparazione e probabilmente di comprensione dei grafici stessi.Se non si comprende il contenuto di un report è ovvio che questo ci appaia poco chiaro.Anche nella parte ove critica la tecnica usata per misurare l’energia, chi è stato consultato dimostra la sua impreparazione. Progettare un calorimetro preciso non è banale come alcuni vogliono far credere e anche un calorimetro ad acqua, così come qualunque altro sistema di misura, potrebbe “essere influenzabile e manipolabile”.  La scelta delle termocamere appare anche giustificata per due motivi fondamentali: non perturbare il sistema dall’esterno con raffreddamento forzato che a quel punto avrebbe fatto parte integrante del sistema di controllo del reattore determinandone il punto di lavoro, ovvero fare in modo che il sistema di misura fosse completamente esterno e indipendente dal reattore stesso,avere una documentazione filmata continuativa per tutta la durata del test del sistema.Le altre critiche poste sono anch’esse prive di fondamento. Non è possibile infatti giudicare la temperatura da una foto pubblicata come lui fa! Una foto sì che è manipolabile! Per misurare una temperatura in base al colore ci vuole un pirometro tarato e preciso! Inoltre se avesse guardato con attenzione le foto avrebbe visto che il telaio in ferro (non lamierino) su cui è appoggiato il reattore ha solo un minimo punto di contatto con esso e anche quel punto è stato isolato (presumibilmente con pasta di allumina). Senza conoscere inoltre il punto  esatto di inserzione della sonda k e il tipo esatto di lega usata per i cavi non è possibile affermare che questi si sarebbero dovuti fondere.Questi punti tra l’altro appaiono una copiatura mal fatta da critiche già apparse su altri blog, così come il fatto di non aver “staccato la corrente”, punto che è già apparso nella rete e che non ha fondamento perché per un reattore raffreddato solo con convezione naturale e irraggiamento, il “regime di autosostentamento” è un punto di lavoro estremamente critico e, come specificato nello stesso report, agli autori interessava fare una prova di durata che non avesse potenziali esiti distruttivi, come una delle prime prove documentate nel TPR1, e hanno quindi scelto deliberatamente di porsi in un regime subcritico ben al di sotto delle potenzialità massime del sistema.Le dichiarazioni riguardanti il fatto che le trasmutazioni isotopiche misurate, non solo con lo spettrometro di massa citato ma anche col metodo SIMS, che NON viene citato nell'articolo, siano frutto di una “frode deliberata” appaiono sorprendenti, eventualmente al limite della diffamazione, e contrastano con quanto scritto nel report ove gli autori, tra i quali spicca un esperto di analisi scientifica forense, affermano di aver controllato ogni operazione fatta da Rossi, fatto questo accuratamente omesso dall’articolo.Noto che la mancata citazione delle analisi SIMS non appare casuale. Se è vero che esistono isotopi  puri in commercio (ed ovviamente lo sanno anche gli autori del TPR2) appare molto complesso costruire in modo artefatto polveri ove negli strati esterni (SIMS) lo spostamennto Li7->Li6 è più marcato rispetto al totale (spettrometro di massa). Questo fatto fa pensare che sia il Litio e non il Nickel la vera sorgente di energia e quindi verrebbe a mancare di fondamento anche l'obiezione riguardante la totale trasmutazione del Nichel in NI62, che è il nuclide con energia di legame più alta conosciuto.Nel frattempo, ed anche questo fatto è omesso dalla cronaca, progressi sono stati fatti indipendente a Uppsala su un possibile modello teorico, che avverrebbe non certo per fusione (ipotesi per altro scartata dagli stessi autori del TPR2) ma per tunneling di nucleoni. Quello Stato e quella Università sostengono questa ricerca.Per concludere, a mio modesto parere, ci troviamo di fronte ad un’articolo ove numerosi fatti vengono deliberatamente omessi e si cerca in modo solo di dimostrare una tesi preconcetta.Il contesto ove l’articolo è pubblicato mette in chiara evidenza gli interessi economici in gioco. La vicinanza temporale di un Forum sulle “nuove energie” organizzato tra gli altri dalla stessa testata ove l’articolo è pubblicato mette ancor più in evidenza la cosa.Bert Abbing282
05/10/2011 07:49Daniele Passerini22 anni fa e passa... 22 anni fa: il mio libretto universitario d'ingegneria...Col consenso della controparte, pubblico uno scambio di email di qualche settimana fa, con no dei lettori del blog, che mi ha davvero fatto assai piacere e pure riportato alla mente qualche bel ricordo.Il testo della mail inviatami è in verde, mentre le mie risposte, intercalate al testo pervenuto, sono in azzurro.***Solo un incoraggiamento… A cui non deve necessariamente rispondere.E perché non dovrei? :)È un piacere e dammi pure del tu.Buonasera Daniele,Mi sembra che la situazione dell’E-cat dopo i recenti sviluppi la stia impegnando oltremodo.Mi impegnava molto più questa primavera. Ora ho molto meno tempo ed energie da dedicarci… più che altro sto "abbandonando" i commenti del blog… già faccio fatica a star dietro alle email gentili ed educate… ai commenti non voglio più dedicare l'attenzione e la pazienza di una volta, anche perché ormai sono troppi per poterli seguire tutti.Probabilmente non ce n’è bisogno, ma volevo incoraggiarla a continuare in questa preziosa opera di informazione.Ce n'è, ce n'è bisogno! :))Se dovessimo contare solo sui “mainstream media” non sapremmo nulla di questa interessantissima storia. E se posso darle un consiglio, non si curi del clima teso e polemico, o degli apparenti voltafaccia di chi scrive nel suo blog: mi sono fatto l’idea che ben pochi italiani sappiano scrivere (e non mi ritengo tra questi, sia chiaro), e che spesso le e-mail o i messaggi nei blog siano carichi di significati non voluti.Sì è così, sto cercando proprio di curarmene sempre meno.Se mai dovesse trovare il tempo e la voglia di rispondermi, posso chiederle di togliermi una curiosità? Giuseppe Levi è per caso parente del professor Levi insegnante di Fisica II al biennio di Ingegneria di Perugia nel 1982? Lo ricordo con grande stima non solo per il 30 e lode che mi diede/dette, ma perché mi ha veramente insegnato molto. Sarebbe un’altra coincidenza che mi lega in qualche modo a questa storia, e una bella simmetria con il caso di mia moglie che alla Facoltà di Matematica di Bologna ha avuto il professor Focardi come insegnante di Fisica.Certo che è figlio di Franco Achille Levi, e di chi se no!!!E pure io detti Fisica II con lui, ma 5 anni dopo di te… se ti ricordi un po' che tipo era il Prof. Levi, capisci perché ho fiducia piena in suo figlio?! :)Non credo che scriverò mai nel suo blog, sono troppo riservato per farlo, ma continuerò sicuramente a seguirla. Con spirito critico certamente, ma con un forte ottimismo di fondo.Grazie 1000Cordiali SalutiDaniele[mail firmata]P.S. Se hai un profilo su fb chiedimi l'amiciziaMi è sembra giusto accompagnare a questo post la foto del mio libretto di ingegneria, "congelato" al momento di quando abbandonai quel "percorso" per dirottarmi verso il conseguimento di una laurea breve triennale in Servizio Sociale (conseguita con massimo dei voti e lode) e poi di una laurea piena (quadriennale) in Scienze Politiche (con 108/110). Ci misi un bel po' per capire che Ingegneria non era la strada che volevo percorrere nella vita, avevo comunque la media del 24,4… non disprezzabile.8
24/03/2008 14:59Daniele PasseriniIl contadino curiosoE' un po' di tempo che non mi capitava di pubblicare di queste storie anonime che circolano su internet... piccole parabole del XXI secolo. Paradiso e infernosono nelle tue mani Dopo una lunga ed onesta vita, un laborioso contadino giunse nell’aldilà e fu destinato al paradiso. Era un tipo pieno di curiosità e chiese di poter dare prima un’occhiata anche all’inferno. Un angelo lo accontentò. Si trovò in un vastissimo salone che aveva al centro una tavola imbandita con piatti colmi di pietanze succulente e di golosità inimmaginabili. Ma i commensali, che sedevano tutt’intorno, erano smunti, pallidi, lividi e scheletriti da far pietà.  “Com’è possibile?” chiese il contadino alla sua guida. “Con tutto quel ben di Dio davanti!”  “Ci sono posate per mangiare, solo che sono lunghe più di un metro e devono essere rigorosamente impugnate all’estremità. Solo così possono portarsi il cibo alla bocca.” Il contadino laborioso rabbrividì. Era terribile la punizione di quei poveretti che, per quanti sforzi facessero, non riuscivano a mettersi neppure una briciola sotto ai denti. Non volle vedere altro e chiese di andare subito in paradiso. Qui lo attendeva una sorpresa. Il paradiso era un salone assolutamente identico all’inferno! Dentro l’immenso salone c’era un’infinita tavolata di gente seduta davanti ad un’identica sfilata di piatti deliziosi. Non solo: tutti i commensali erano muniti delle stesse posate lunghe più di un metro, da impugnare all’estremità per portarsi il cibo alla bocca. C’era una sola differenza: qui la gente intorno al tavolo era allegra, ben pasciuta, sprizzante di gioia. “Ma com’è possibile?”, chiese stupito il contadino.  L’angelo sorrise: “All’inferno ognuno si affanna ad afferrare il cibo e portarlo alla propria bocca, perché così si sono sempre comportati nella loro vita. Qui al contrario, ciascuno prende il cibo con le posate e poi si preoccupa di imboccare il proprio vicino”. E ora la stessa storia... dal filo della zappa a quello della katana! 0
05/04/2007 02:46Daniele PasseriniPer chi ama le nuvole...Questa foto - già inserita nel post "È l'alba. s'illumina il mondo" dedicato all'omonima poesia di Nazim Hikmet - è on line sul sito della Cloud Appreciation Society. L'ho scattata un paio d'anni fa dalla collina di Collestrada (PG) mentre il sole sorgeva dietro il Monte Subasio. Se vi rasserena osservare fotografie di nubi andate sul link della Cloud Appreciation Society e ne troverete a migliaia, da tutto il mondo. E se inviate le vostre le vedrete pubblicate.3
30/03/2007 19:17BettyUno scandalo nelle alte sfere della Vita...Wislawa SzymborskaUna Donna, un Premio Nobel per la Letteratura, Anno 1996Sono molte le ragioni per cui oggi pubblico questa poesia, il rumore d'ogni aggiunta parola turberebbe il silenzio in cui risuonano i miei pensieri e sfumerebbe i palpiti del cuore di chi leggerà questa poesia...Un amore felice Un amore felice. È normale? è serio? è utile ? Che se ne fa il mondo di due esseri che non vedono il mondo ? Innalzati l'uno verso l'altro senza alcun merito, i primi venuti fra un milione, ma convinti che doveva andare così - in premio di che? Di nulla; la luce giunge da nessun luogo - perché proprio su questi, e non su altri? Ciò offende la giustizia? Sì. Ciò infrange i princìpi accumulati con cura? Butta giù la morale dal piedistallo ? Sì, infrange e butta giù. Guardate i due felici: se almeno dissimulassero un po', si fingessero depressi, confortando così gli amici! Sentite come ridono - è un insulto. In che lingua parlano - comprensibile all'apparenza. E tutte quelle loro cerimonie, smancerie, quei bizzarri doveri reciproci che s'inventano - sembra un complotto alle spalle dell'umanità! È difficile immaginare dove si finirebbe se il loro esempio fosse imitabile. Su cosa potrebbero contare religioni, poesie, di chi ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe, chi vorrebbe restare più nel cerchio? Un amore felice. Ma è necessario? Il tatto e la ragione impongono di tacerne come d'uno scandalo nelle alte sfere della Vita. Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto. Mai e poi mai riuscirebbe a popolare la terra, capita, in fondo, di rado. Chi non conosce l'amore felice dica pure che in nessun luogo esiste l'amore felice. Con tale fede gli sarà più lieve vivere e morire.  (libri di questa autrice)5
27/02/2007 06:59Daniele PasseriniÈ l'alba. S'illumina il mondoComincio con questo post a citare qualche poesia di Nazim Hikmet, poeta nato a Salonicco nel 1902. Ahimè l'ho scoperto tardi; mi ritrovo molto vicino al suo sentire (come sento lui molto vicino a un altro autore che amo, Gibran). Esponente di spicco della cultura turca del '900, scrisse molte delle sue poesie durante la detenzione in carcere. Si trasferì negli anni '20 in Russia e rientrato successivamente in Turchia fu condannato per la sua opposizione al regime e per propaganda comunista. Rimesso in libertà nel 1950, si stabilì a Mosca dover morì nel 1963. Per Nazim Hikmet la poesia d'amore non è mai soltanto poesia d'amore, egli riassume in "Amore" la sua esistenza, quelle esperienze che ognuno di noi ha almeno una volta nella vita. Caratteristica è la quasi totale mancanza di punteggiatura nelle sue poesie (informazioni tratte da www.poesia-creativa.it). In Italia hanno contribuito a renderlo noto al grande pubblico le citazioni e i riferimenti inseriti dal regista di origine turca Ozpetek ne Le fate ignoranti (2001). Naturalmente, come per tutta la letteratura tradotta da un'altra lingua, spetta al traduttore l'onore e l'onere di riuscire a restituirci il significato pur evocando in qualche modo il ritmo originario, ma le immagini e le emozioni trasmesse dalle poesie spesso son così forti da sapersi ritrasformare in nuova poesia in tutte le lingue del mondo! È L'ALBA È L'alba. S'illumina il mondo come l'acqua che lascia cadere sul fondo le sue impurità. E sei tu, all'improvviso tu, mio amore, nel chiarore infinito di fronte a me. Giorno d'inverno, senza macchia, trasparente come vetro. Addentare la polpa candida e sana d'un frutto. Amarti, mia rosa, somiglia all'aspirare l'aria in un bosco di pini. Chi sa, forse non ci ameremmo tanto se le nostre anime non si vedessero da lontano non saremmo così vicini, chi sa, se la sorte non ci avesse divisi. È così, mio usignolo, tra te e me c'è solo una differenza di grado: tu hai le ali e non puoi volare io ho le mani e non posso pensare. Finito, dirà un giorno madre Natura finito di ridere e piangere e sarà ancora la vita immensa che non vede non parla non pensa. (libri di questo autore)0
04/03/2007 07:57Daniele PasseriniOnore a "Ti regalerò una rosa" (I)Non sono un appassionato dei festival di Sanremo... ma la canzone di Simone Cristicchi, che si è aggiudicata questa edizione, mi piace e non posso fare a meno d'inserirla in questo blog. Ho lavorato come operatore psichiatrico dal 1992 al 1995 in una struttura semi-residenziale per psicotici della ASL del perugino che si chiama Kaos, col "k", come l'iniziale della psichiatra di origine polacca che la coordinava. Feci tirocinio anche nei padiglioni del cosiddetto ex-manicomio di Perugia, "ex" solo perché la Legge Basaglia ne aveva decretato il superamento e la chiusura; di fatto sempre un manicomio era e ospitava tutti coloro che non avevano trovato una collocazione "adeguata" in famiglie, comunità, strutture intermedie, gruppi-famiglia ecc. È un ricordo indelebile. Trovo che Simone Cristicchi abbia colto con estrema sensibilità, acutezza e profondità, l'atmosfera alienata dei passi perduti lungo i corridoi, dei volti rivolti contro un muro, degli sguardi che ora fuggono e ora cercano un contatto... riuscendo a fare fiorire in tale contesto una indimenticabile e struggente storia d'amore, a dare testimonianza di vite assurdamente negate, ignote ai più. Non conosco bene la discografia di Simone Cristicchi (la canzone in questione fa parte di questo CD); che fosse un imbattibile creatore di tormentoni l'avevo già capito ("Vorrei cantare come Biagio"!), con questa canzone lo scopro ora anche come grande paroliere... e quando un autore sa abbinare un buon testo a un buon motivo musicale (orecchiabile ma non banale) crea ottime canzoni, come in questo caso. TI REGALERÒ UNA ROSA Ti regalerò una rosa una rosa rossa per dipingere ogni cosa una rosa per ogni tua lacrima da consolaree una rosa per poterti amare. Ti regalerò una rosa una rosa bianca come fossi la mia sposa una rosa bianca che ti serva per dimenticare ogni piccolo dolore.Mi chiamo Antonio e sono matto sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino credevo di parlare col demonio così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio.Ti scrivo questa lettera perché non so parlare perdona la calligrafia da prima elementare e mi stupisco se provo ancora un’emozione ma la colpa è della mano che non smette di tremare.Io sono come un pianoforte con un tasto rotto l’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachie giorno e notte si assomigliano nella poca luce che trafigge i vetri opachi. Me la faccio ancora sotto perché ho paura per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura puzza di piscio e segatura questa è malattia mentale e non esiste cura.Ti regalerò una rosa una rosa rossa per dipingere ogni cosa una rosa per ogni tua lacrima da consolare e una rosa per poterti amare. Ti regalerò una rosa una rosa bianca come fossi la mia sposauna rosa bianca che ti serva per dimenticare ogni piccolo dolore.I matti sono punti di domanda senza frase migliaia di astronavi che non tornano alla base sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole i matti sono apostoli di un Dio che non li vuole. Mi fabbrico la neve col polistirolo la mia patologia è che son rimasto solo ora prendete un telescopio… misurate le distanze e guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto ritagliando un angolo che fosse solo il nostro ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi non come le cartelle cliniche stipate negli archivi. Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare eri come un angelo legato ad un termosifone nonostante tutto io ti aspetto ancora e se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora.Ti regalerò una rosa una rosa rossa per dipingere ogni cosa una rosa per ogni tua lacrima da consolare e una rosa per poterti amare. Ti regalerò una rosa una rosa bianca come fossi la mia sposa una rosa bianca che ti serva per dimenticare ogni piccolo dolore.Mi chiamo Antonio e sto sul tetto cara Margherita son vent’anni che ti aspetto i matti siamo noi quando nessuno ci capisce quando pure il tuo migliore amico ti tradisce. Ti lascio questa lettera, adesso devo andare perdona la calligrafia da prima elementare e ti stupisci che io provi ancora un’emozione? Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare. (Simone Cristicchi)POST COLLEGATI: Onore a "Ti regalerò una rosa" (II) Onore a "Ti regalerò una rosa" (III)0
10/05/2010 21:08Daniele PasseriniVolare col cuore A chi mi ama. L'amore. È l'unico modo notoper volare alti tra le nuvole senza bisogno di tecnologia:solo con le ali dei nostri cuorie l'ombrellino di Mary Poppins.Peccato non avere all'occorrenzaequivalenti del paracadute.0
07/05/2010 15:46Daniele PasseriniDe profundis per Monsanto?Riporto un confortante articolo ricevuto oggi via e-mail. A quanto pare la Natura si sta prendendo una bella rivincita contro la Monsanto, la discussa multinazionale che ha fatto fortuna commercializzando in tutto il mondo sementi OGM resistenti ai pesticidi. È successo qualcosa che gli scienziati non avevano previsto, anzi avevano escluso a priori: le piante ogm hanno trasmesso a una "erbaccia" antagonista la loro resistenza ai pesticidi . Il bello è che questa "erbaccia" è l'amaranto, una pianta originaria del centro-America che era centrale nell'alimentazione di Atzechi e Inca per il suo contenuto proteico, simile a quello della soia. In breve le coltivazioni di sementi ogm venduti a caro prezzo dalla Monsanto, stanno venendo soffocate da una pianta commestibile ad alto potere nutritivo... un'ottima notizia per quella parte del mondo che muore ancora di fame. Spero che la notizia sia vera. Quando Dio ci si mette, le cose le fa per bene! E ora gustatevi l'articolo in questione (ho inserito un po' di link di approfondimento). Effetto boomerang per Monsanto negli USA 24 Aprile 2009 5.000 ettari di terreno coltivati a soia transgenica hanno dovuto essere abbandonati dai contadini della Georgia e altri 50.000 sono gravemente minacciati. Il panico è dovuto ad una “erbaccia” che ha deciso di opporsi al gigante agroalimentare Monsanto [...]. Questa pianta mutante prolifera e sfida il RoundUp, pesticida totale a base di glifosfato, a cui – secondo quanto pubblicizzato – non resiste nessuna erbaccia. Quando la natura torna al comando Fin dal 2004 un agricoltore di Macon, Georgia, città a circa 130 km da Atlanta, si rese conto che alcune varietà di amaranto resistono al RoundUp, con cui irrigava le sue piantagioni di soia. I campi vittime di questa “erbaccia” infestante erano stati seminati con sementi RoundUp Ready, geneticamente manipolate con l’inserimento di un gene resistente al RoundUp, a cui – secondo quanto pubblicizzato – non resiste nessuna erbaccia. Da allora la situazione si è aggravata, e il fenomeno si è esteso ad altri stati: Carolina del Sud, del Nord, Arkansas, Tennesse e Missouri. Secondo un gruppo di scienziati dell’organizzazione britannica Center for Ecology and Hydrology, di Winfrith, nel Dorset, può esserci stato un transfer di geni tra la pianta ogm e alcune erbe indesiderate come l’amaranto. Questa constatazione contraddice le avventate ed ottimistiche affermazioni dei sostenitori degli ogm, che insistevano nell’affermare che non fosse possibile una ibridazione tra una pianta geneticamente modificata e una non modificata. Essi insistevano sul fatto che ciò sarebbe semplicemente “impossibile”. Secondo il genetista britannico Brian Johnson, specilizzato nello studio di problemi derivanti dall’agricoltura, “è sufficiente un solo incrocio su molti milioni di possibilità; una volta generata la nuova pianta, questa possiede un vantaggio selettivo enorme, e si moltiplicherà rapidamente.” Il potente erbicida utilizzato, a base di glifosfato di ammonio, ha esercitato una pressione enorme sulle altre piante, che ha accentuato ancor di più la velocità di adattamento. Così, a quanto pare, un gene di resistenza agli erbicidi ha dato vita a una pianta ibrida, ottenuta da un incrocio tra il cereale che si intendeva proteggere e l’amaranto che si è rivelato impossibile da eliminare. Al momento l’unica soluzione possibile sembra essere quella di etirpare le erbacce a mano, come si faceva anticamente – ma questo non è possibile se le piantagioni superano certe dimensioni. D’altra parte queste erbe infestanti sono profondamente radicate, difficili da estirpare – è stato così che 5.000 ettari di terreno coltivato hanno dovuto essere semplicemente abbandonati. Molti agricoltori stanno pensando di rinunciare agli ogm e tornare alla coltivazione tradizionale. Perdipiù, questi semi geneticamente modificati costano di più, e la quantità di raccolto è fondamentale in questo tipo di agricoltura. Il 25 Giugno 2005 l’inglese The Guardian pubblicava un articolo in cui si rivelava che geni modificati di cereali erano transitati su piante selvatiche, creando così piante resistenti agli erbicidi – cosa inconcepibile secondo gli scienziati del Ministero dell’Ambiente. A partire dal 2008 la stampa specializzata statunitense ha riportato svariati casi di resistenza e il governo USA ha operato rilevanti tagli ai finanziamenti, che hanno obbligato il Ministero dell’Agricoltura a ridurre le proprie attività. Alan Rowland, produttore e commerciante di sementi di Dudley, Missouri, afferma che negli ultimi tempi nessuno gli chiede più i semi Monsanto, che pure erano arrivati a costituire l’80% del suo volume d’affari. Oggi i semi ogm sono scomparsi dal suo catalogo, e la richiesta di sementi tradizionali aumenta continuamente. Pianta diabolica, pianta sacra È interessante notare che questa pianta “diabolica” agli occhi della agricoltura genetica era una pianta sacra per gli Incas e i popoli mesoamericani, ed è una delle piante alimentari più antiche del mondo. Produce 12.000 semi all’anno, le sue foglie sono più ricche di proteine della soia, contiene vitamina A, C e sali minerali. Così questo boomerang, inviato dalla natura sulla Monsanto, [ha creato] una pianta che potrebbe alimentare l’umanità in caso di carestia. Sopporta quasi qualunque clima, tanto in regioni secche quanto in zone di monsoni o terre tropicali; non sembra avere alcun problema con gli insetti né con le malattie. In francese ‘la marante’ significa ‘la graziosa’; così ora l’amaranto lancia la sfida alla potente Monsanto, come Davide sfidò Golia – e tutti sanno come andò a finire. Una lotta che all’inizio sembrava già segnata... Se questi fenomeni si riprodurranno in quantità sufficiente – come sembra stia accadendo – presto Monsanto dovrà chiudere bottega. Ma, a parte i suoi dipendenti, davvero dispiacerà a qualcuno? Articolo originale (in francese)0
06/03/2010 09:00Daniele PasseriniLocal NativesSiete rimasti orfani anzitempo dei Police negli anni '80? Vi siete consolati con Nirvana, Radiohead, Jeff Buckley e i primi Coldplay? Se questi nomi, che ho messo insieme semplicemente d'istinto, vi dicono qualcosa e vi risuonano dentro, allora vi suggerisco di ascoltare una band emergente californiana, che a fine 2009 ha sfornato un CD d'esordio di quelli che lasciano il segno. Parlo del quintetto dei Local Natives:Kelcey Ayer (voce/tastiere/percussioni)Taylor Rice (voce/chitarra)Ryan Hahn (voce/chitarra)Andy Hamm (basso)Matt Frazier (batteria) Punti di forza Originalità. Si intuiscono tanti tributi nelle canzoni dei Local Natives, dagli Eagles di fine anni '70 (sentitevi Who Knows Who Cares) fino al panorama indie degli 'anni zero', passando per i gruppi che ho sopra citato e molti altri ancora, eredità metabolizzate, rigenerate e interpretate con un'impronta sorprendentemente personale. Vocalità. Al top. Cantano e interpretano i loro brani in modo convincente e accattivante; la voce solista è grandiosa e i cori (solo il bassista non vedo mai cantare nei video) sono di altissimo livello. Formazione. Kelcey Ayer ricopre bene il ruolo di leader: canta i brani con passione, suona tastiera e percussioni (mi ricorda un po' Phill Collins) e all'occorrenza pure la chitarra. Ma i suoi compagni non sono semplici comprimari. Una band ha successo se ogni componente lascia un segno forte della sua presenza, e allo stesso tempo vi è un leader ben identificabile dal pubblico: i Local Natives esprimono questo mix. Musica. L'impressione è quella di non essere di fronte a dei virtuosi, ma "solo" a dei buoni musicisti; proprio per questo gli strumenti si amalgamano bene tra di loro senza che nessuno prevalga sull'altro. Gli arrangiamenti sono molto curati, essenziali e raffinati, piacevolmente acustici piuttosto che elettronici. Ottima la dinamica, con alternanza di pieni e vuoti e capacità di creare crescendi e variazioni in strutture orecchiabili, ma non per questo banali. Ritmica. La compresenza di batteria e percussioni, marca inconfondibilmente il sound dei Local Natives, potenziandone l'espressività. Punti di debolezza Al momento questa nuova band ha messo insieme in modo convincente un repertorio che si rifà comunque alle mode musicali del momento. Mi chiedo se sapranno stupirci ancora, se nel prossimo disco si fotocopieranno o se sapranno innovarsi ed esplorare nuove strade senza perdere smalto. Vi lascio i video delle esecuzioni in studio delle due prime canzoni del disco, dove si può apprezzare la formazione suonare dal vivo, anche se il suono è meno curato. Buon ascolto. E in più per finire, un'esecuzione acustica della loro Wide Eyes e solo voce e percussioni di Cecilia di Simon & Gurfunkel.  P.S. Se le canzoni vi piacciono compratele: si trovano su YouTube, ma le ho scaricate lo stesso da iTunes. :-)1
15/04/2010 06:08Daniele PasseriniOzpetekianamenteGli amori impossibili non finiscono mai: sono quelli che durano per sempre.(Da Mine Vaganti, di F. Ozpetek) Mine vaganti è un film divertente e godibile, ma non molto di più: forse un giorno me lo ricorderò soprattutto per questa frase, detta dalla nonna a Tommaso. Non ho resistito ad appuntarmela mentre la pellicola scorreva, oggi pomeriggio al cinema. È degno contraltare alla citazione di Erri De Luca inserita proprio ieri nel blog. Bella coincidenza! 3
03/05/2010 18:16Daniele PasseriniNon tutto il male vien per nuocereOgni catastrofe ha sempre un lato positivo: che le ceneri vulcaniche fertilizzassero il suolo lo sapevo, ma che fossero un toccasana pure per le acque marine lo ignoravo proprio!Allo stesso modo quante più conseguenze "nere" avrà l'inabissamento della Deepwater Horizon, tanto più potrà spingere l'opinione pubblica a chiedere a gran voce autovetture elettriche invece che a benzina, i politici a smettere di appoggiare le lobbies dei petrolieri, i petrolieri a riconvertire i loro business verso le energie pulite.In un mondo che ha bisogno di tanti fiori colorati, non c'è miglior concime del letame.Questo è l'ottimismo che mi piace. Non quello dei pescecani e dei caimani! ;-)0
15/04/2008 08:00Daniele Passerini14 aprile 2008: in bocca al lupo ItaliaRaramente parlo di politica su questo blog, ma oggi un piccolo "editoriale" è d'obbligo.Ho votato per Veltroni, riconoscendomi nel suo progetto politico e non in quello del suo antagonista. Valter ha perso, e con lui hanno perso tutti gli italiano che - come me - dubitano (e reputano di averne avuto varie dimostrazioni) che un grande imprenditore possa trasformarsi in un grande statista politico. Non per difetto personale dell'uomo in questione, non perché gli manchino caratura e carisma, semplicemente perché l'interesse ed il successo di un qualsivoglia gruppo di aziende soggiaciono a una dimensione valoriale ben differente da quella che deve sostenere e indirizzare l'amministrazione della res publica. La conciliazione di interessi in conflitto espressi da differenti parti della società civile, la tutela dei più deboli, la garanzia dei diritti fondamentali di libertà ed eguaglianza, infatti presuppongono scelte diverse da quelle operate da chi vede la nazione come una grande azienda da governare con principi economicisti. È il classico errore "metodologico" che commette chi crede che il salto tra due organismi, da una certa complessità a un'altra superiore, sia esclusivamente quantitativo: è invece proprio il salto qualitativo a rendere velleitaria (se non meramente autoritaria) la trasposizione automatica al secondo organismo degli stessi principi che funzionano (tra l'altro entro diversi ambiti) per il primo.Tuttavia credo fortemente che sia meglio agire rischiando di sbagliare che restare fermi per prudenza o titubanza; e chi ha ricevuto la legittimazione per governare deve farlo sul serio perché così com'è l'Italia non cammina più. Dunque mi associo a Veltroni nell'augurare al prossimo esecutivo, che potrà governare con la pienezza di poteri data dalla maggioranza in entrambe le Camere, buon lavoro e auspicare che soddisfi coloro che lo hanno votato ma nemmeno manchi di rispetto a tutti coloro che hanno espresso il proprio diritto di opinione schierandosi con la coalizione sconfitta, cittadini che rappresentano una grande parte dell'Italia e della sua storia. Non provo simpatia per i demonizzatori che vogliono tutto il bene da una parte e tutto il male dall'altra, sia che urlino da destra verso sinistra sia nel verso opposto; anche per questo ho puntato la matita sul simbolo del PD mentre in passato ho votato più a sinistra. Da 15 anni viene agitato lo spauracchio dei comunisti di qua e dei fascisti di là: in questo Parlamento mi sembra evidente che nessuno potrà più ricorrere a tali argomenti... almeno lo spero! Ora tocca pensare in primis al bene del Paese.Non nascondo però una certa preoccupazione perché - abbiate pazienza - per noi che non siamo nati, né abitiamo, né lavoriamo nella piana dove scorre il Po o sui monti da cui si alimenta, cosa dovrebbe rappresentare la Lega Nord? Francamente penso che una forza politica che ha come obiettivo la disgregazione della nazione (inutile girarci attorno, le cose stanno così) e la difesa di chi sta meglio a scapito di chi sta peggio, debba fare molta più paura del puro ricordo delle dittature fasciste e comuniste in Europa. Proprio su quanto ruolo avrà la Lega nella formulazione degli obiettivi del nuovo governo, Berlusconi si gioca la possibilità di consolidare (per mezza Italia) o ricostruirsi (per l'altra mezza Italia e gran parte del mondo) la sua credibilità, in due parole dimostrare se ha "le palle" per essere un vero statista: più super partes che pro domo sua o pro Lega. E per il bene dell'Italia non posso che pregare che nei prossimi 5 anni Silvio faccia bene il premier.Perciò, visto che voglio che mia figlia cresca in una nazione di cui essere fieri... in bocca al lupo al nuovo premier, in bocca al lupo all'Italia che verrà.E che Dio ci aiuti.4
29/04/2008 20:29Daniele PasseriniCommenti dei visitatori (Spoleto)La freccia fissa immobile il bersagliol'istante prima di toccare il centro. Dal registro delle firme della mostra Donne di Vrindavan, riporto ancora qualche commento lasciato dai visitatori all'esposizione di Spoleto dal 19 al 27 aprile 2008.Immagini toccanti, parole bellissime e commoventi.Immagini bellissime, che sanno raccontare, giochi di luce volti e sguardi che parlano oltre la superficie. Le parole che le accompagnano non potevano dire di più!Grazie per le forti emozioni provate.Grazie Daniele, grazie Tamara per le emozioni stupende che mi avete regalato, è stato un tuffo nel tornare all'umiltà e con i piedi per terra.Complimenti per la profondità trasmessa.Le foto, accompagnate dalle poesie, sono stupende.Che meraviglia! Bravissimi!Bella e significativa. Immagini stupende.Complimenti alla fotografa per la bellezza delle immagini, così vere suggestive, impressionistiche. Brava, brava, brava... da un collega.Scatti che hanno la capacità di condurci in una realtà fatta di diritti negati in cui possiamo leggere però anche la capacità delle donne di essere “sorelle”, di unire le forze e aiutarsi nel disagio, nella speranza di un futuro migliore, per se stesse, per i propri figli, per le generazioni future e magari anche oltre la morte.Disarmante come la morte. Emozionante come la vita.Ciao. Sono una grande appassionata della fotografia, la mostra è veramente mozzafiato, un viaggio insondabile dell'animo umano. Complimenti!!Semplicemente dico: è un'opera eccezionale.Immagini e parole che conducono in un viaggio meraviglioso tra le donne dell'India.Emozioni contrastanti: angoscia, impotenza. Bravissimi per le immagini stupende e le parole sublimi.Bellissimo e molto suggestivo l'abbinamento tra suoni, parole e immagini.Commenti lasciati all'esposizione di Perugia (8-16 marzo)Commenti lasciati all'esposizione di Assisi (5-13 aprile)0
07/03/2009 18:52Daniele PasseriniUnghie nel sole... da Firenzeunghie nel sole  piovigginiamo vita  fin quando duole Mi connetto al volo da Firenze, da qui per la precisione, per una breve anticipazione di quanto scriverò su Alejandro Jodorowsky a fine trasferta: è un uomo di grande umanità, saggio, intelligente, sboccato, divertente. Sono contento di essermi "regalato" questi due giorni con lui: siamo tanti, più di 150 persone, ma tutti attenti ed educati, al punto che in certi momenti - sarà anche che lui è davanti a me a pochi metri - pare di essere in un salotto.  N.B. L'haiku mi è venuto stamattina in treno. 0
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